Cassazione Penale, Sentenza n. 42604/2024 del 21/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la conferma delle condanne pronunciate in primo grado: per Dario Ipsaro Passione si censurava la mancata prova del concorso nel meccanismo fraudolento (si duole la mera firma del verbale di approvazione del bilancio, la presunta assenza di accesso alla contabilità, i problemi cognitivi e l'assenza del dolo specifico); si contestava inoltre l'uso di dichiarazioni rese da terzi (Paleari) e la qualificazione dell'elemento soggettivo. Per Paolo Zucchi si deduceva l'errore sulla responsabilità per operazioni del 2015 nonostante la nomina amministrativa nel 2016, la mancata prova del ruolo della Digiconnect come "società filtro" per il periodo contestato, la rilevanza insufficiente di intercettazioni e dichiarazioni terze, la mancata valutazione della documentazione prodotta (pen drive con file di traffico) e la negazione delle circostanze attenuanti generiche nonché un'errata confisca diretta di immobili.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha confermato la motivazione e le conclusioni delle sentenze di merito (doppia conforme), ritenendo adeguata la valutazione probatoria circa il ruolo e la consapevolezza dei ricorrenti nel meccanismo illecito: Ipsaro è stato ritenuto partecipante per la funzione di amministratore formale, i ripetuti prelievi e la consegna di contanti e l'attività svolta dimostravano conoscenza del meccanismo; Zucchi è stato ritenuto consapevole della fittizietà delle fatture e del ruolo delle società "cartiere" e della Digiconnect. Sono state inoltre rigettate le censure sulle attenuanti generiche e sulla confisca, che è stata interpretata come confisca per equivalente a fronte di sequestro preventivo. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento, in via equitativa, di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 2 d.lgs. n. 74/2000
Norma che punisce la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; la Corte ha ritenuto configurabile il concorso anche per chi abbia contribuito a creare il meccanismo fraudolento (anche se extraneus al momento della presentazione della dichiarazione)
art. 8 d.lgs. n. 74/2000
Richiamato tra i capi di imputazione (rilevante per alcune posizioni), indicante altre ipotesi di reato tributario contestate a Zucchi
art. 606 cod. proc. pen. (lett. b) ed e))
Regole di ammissibilità e motivazione dei motivi di cassazione: i ricorsi attaccavano in gran parte valutazioni di merito non sindacabili in Cassazione se le motivazioni sono coerenti e non manifestamente illogiche
art. 62-bis cod. pen.
Norma sulle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ricordato che l'attribuzione è discrezionale e richiede elementi positivi, e che il diniego è ammissibile se motivato con elementi di segno negativo rilevanti
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che dispone l'onere delle spese processuali a carico dei ricorrenti quando i ricorsi sono dichiarati inammissibili
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Richiamata quale parametro per valutare l'assenza di dolo nella presentazione di ricorsi manifestamente infondati e in ordine all'applicazione di sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende)
Massime di principio
- In caso di "doppia conforme" (conferma in entrambi i gradi di merito) la Corte di Cassazione verifica soltanto vizi limitati: omissione dell'esame di temi probatori decisivi o motivazione manifestamente illogica; non è permessa una rinnovata valutazione dei fatti o della persuasività delle prove
- L'accettazione formale della carica di amministratore comporta doveri di vigilanza e può fondare responsabilità penale anche se l'amministratore è, di fatto, un prestanome: la mera qualità di amministratore legale può integrare l'elemento soggettivo richiesto per reati tributari, ove emerga consapevolezza o accettazione del rischio del risultato
- Il concorso al reato tributario di cui all'art. 2 d.lgs. 74/2000 è configurabile anche per soggetti che, pur non avendo materialmente firmato la dichiarazione, abbiano contribuito a creare o agevolare il meccanismo fraudolento (es. gestione di prelievi e consegna di denaro, predisposizione di bilancio contenente poste fittizie)
- Le dichiarazioni rese da terzi e le intercettazioni, se inserite in un apparato probatorio coerente, possono legittimare la ricostruzione del ruolo di "società cartiera" e della filiera fittizia; contestazioni generiche sull'attendibilità non sono ammissibili in Cassazione senza indicazione di specifici profili di illogicità o contraddizione
- La richiesta di attenuanti generiche richiede elementi positivi a favore dell'imputato: assenza di precedenti o comportamento processuale corretto da soli non impongono il riconoscimento; il diniego adeguatamente motivato non è sindacabile in sede di legittimità
- La confisca per equivalente è legittima quando il sequestro preventivo è stato finalizzato a tale confisca e le somme direttamente sequestrate non sono sufficienti a coprire il debito tributario, salva l'allegazione di elementi contrari da parte dell'imputato
- In sede di cassazione è necessario indicare con chiarezza e specificità i motivi di diritto e i precisi elementi probatori ritenuti decisivi e trascurati: ragioni generiche o la semplice richiesta di una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili
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