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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 4246/2024 del 16/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la decisione della Corte d'appello che aveva accolto l'azione sussidiaria di arricchimento senza causa promossa dal venditore per il godimento di quote latte, nonostante la condizione sospensiva del pagamento del prezzo non si fosse avverata per ritardi nella validazione della cessione sul bollettino Aima. Il primo motivo deduceva violazione degli artt. 2041 e 2042 c.c. sostenendo l'inammissibilità dell'azione di arricchimento per difetto di residualità e per la sussistenza di una giusta causa; il secondo censurava i criteri di quantificazione dell'equo indennizzo adottati dalla Corte d'appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo che l'art. 2042 c.c. configuri una regola di sussidiarietà ampia: l'azione di arricchimento senza causa è ammissibile solo se l'impoverito non può altrimenti esercitare 'un'altra azione' per ottenere l'indennizzo. Ha precisato che tale 'altra azione' può essere atipica e non necessita di avere lo stesso destinatario dell'azione di arricchimento. Nel caso di specie il venditore avrebbe potuto promuovere un'azione risarcitoria nei confronti della pubblica amministrazione responsabile del ritardo di validazione dopo la sentenza del Tribunale di Bologna del 2004, per cui l'azione di arricchimento era inammissibile. La Corte ha quindi cassato la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto, dichiarato assorbito il secondo motivo, e rinviato la causa alla Corte di appello di Bologna in diversa composizione anche per la liquidazione delle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • codice civile, art. 2042

    configura la regola di sussidiarietà dell'azione di arricchimento senza causa: essa è ammissibile solo se l'impoverito non può esercitare un'altra azione per ottenere l'indennizzo; l'"altra azione" può essere atipica e non deve necessariamente avere lo stesso destinatario dell'azione di arricchimento.

  • codice civile, art. 2041

    richiamato in relazione ai presupposti dell'arricchimento senza causa, ossia la correlazione tra arricchimento e impoverimento.

  • codice civile, art. 2043

    l'azione risarcitoria extracontrattuale è una delle azioni alternative che può escludere l'ammissibilità dell'azione di arricchimento senza causa.

  • Legge 468/1992 art. 4 co. 2

    norma tecnica richiamata rispetto alla pubblicazione sul bollettino Aima e alla condizione sospensiva del pagamento del prezzo per la cessione delle quote latte.

  • Costituzione, art. 24

    richiamato come riferimento costituzionale al diritto di azione e alla funzione sistematica del concetto moderno di azione.

  • Codice di procedura civile, art. 99 e ss. (Disposizioni generali sull'esercizio dell'azione)

    utilizzato per spiegare il concetto moderno e atipico del diritto di azione, che giustifica l'estensione del concetto di 'altra azione' ai fini della sussidiarietà dell'azione di arricchimento.

  • Cassazione, Sezioni Unite, sent. n. 33954/2023

    richiamata come precedente decisivo che chiarisce che l'art. 2042 va inteso in termini generali: non è rilevante che l'azione alternativa sia fondata su clausole generali; l'esistenza di un'altra azione proponibile esclude l'ammissibilità dell'azione di arricchimento.

Massime di principio

  • L'azione di arricchimento senza causa è sussidiaria: è ammissibile solo se l'impoverito non può esercitare alcun'altra azione per ottenere il ristoro del pregiudizio.
  • Per essere ostativa all'azione di arricchimento, l'"altra azione" non deve essere necessariamente tipica né avere lo stesso destinatario dell'azione di arricchimento; può essere anche atipica o diretta contro terzi (es. pubblica amministrazione).
  • Il giudice ha il potere (e il dovere) di verificare d'ufficio la residualità dell'azione di arricchimento, valutando se l'attore avrebbe potuto esperire rimedi alternativi.
  • Se esisteva, o sarebbe potuta esistere, una valida azione risarcitoria (per esempio dopo una pronuncia che accerta la titolarità), l'attore deve promuovere tale azione; l'azione di arricchimento non è il mezzo per eludere altre vie di tutela.
  • Questioni di quantificazione dell'indennizzo devono essere valutate dal giudice di merito; la Cassazione può assorbire motivi che riguardano la misura quando decide soltanto sull'ammissibilità dell'azione.

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