Cassazione Civile, Sentenza n. 26951/2024 del 17/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialenon determinabile per assenza del testo della sentenza; impossibile riassumere l'esito senza la decisione o le motivazioni
Esito
Favorevole al non determinabile
La controversia
non specificato. L'unica informazione fornita è "in fase di valutazione oscuramento"; manca il testo della sentenza per dettagliare le ragioni concrete della domanda di oscuramento
Massime di principio
- In fase di valutazione di una richiesta di oscuramento il giudice o l'autorità valuta il bilanciamento tra il diritto alla privacy/diritto all'oblio e la libertà di informazione/espressione; non esiste una prevalenza automatica di una delle due posizioni, la decisione è caso per caso
- Le misure di oscuramento possono essere disposte anche in via provvisoria se è dimostrato un pregiudizio grave e irreparabile: serve un fumus boni iuris (fonte credibile della pretesa) e il periculum in mora (danno imminente)
- La limitazione dell'accesso alle informazioni deve rispettare i principi di necessità e proporzionalità: l'intervento dev'essere il meno invasivo possibile e mirato ai contenuti specifici che ledono il diritto altrui
- L'onere della prova grava sul ricorrente che chiede l'oscuramento: deve documentare l'illiceità, l'inesattezza o la lesività dei contenuti e l'assenza di un interesse pubblico prevalente
- Il resistente (autore del contenuto o hosting provider) può opporre l'interesse pubblico, la veridicità o il valore informativo del contenuto; per i provider valgono procedure di notifica e rimozione previste dalla normativa sulla responsabilità degli intermediari
- Dal punto di vista procedurale è prassi richiedere una fase istruttoria rapida con acquisizione di documenti e, se del caso, prove tecniche; le ordinanze di oscuramento possono essere motivate e limitate nel tempo, con possibilità di riesame
- In caso di diniego o adozione di misure, sono previsti rimedi impugnatori: il provvedimento di oscuramento può essere impugnato e, parimenti, il diniego può essere impugnato con richiesta di tutela cautelare
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