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Sentenza

Sentenza del 14/12/2018 n. 32413 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava la sentenza della Commissione tributaria regionale del Piemonte, che aveva ritenuto legittima la ripresa a tassazione, ai fini IRPEG e IRAP per l'anno 2003, di costi per viaggi e trasferte pari a Euro 12.632,21, spese per consulenze attribuite a S.L. pari a Euro 16.084,53 e costi per lavorazioni di terzi pari a Euro 87.324,75. La ricorrente denunciava, tra l'altro, la genericità e l'inammissibilità dell'appello dell'Ufficio, il difetto di motivazione della sentenza regionale, l'omessa valutazione dei documenti relativi alle lavorazioni di terzi e la falsa applicazione dell'art. 109 del T.U.I.R. in materia di inerenza, sostenendo che la contabilizzazione fosse sufficiente e che l'onere della prova non gravasse sulla società.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile perché non autosufficiente e non adeguatamente specifico: la società non aveva trascritto il contenuto essenziale dell'atto di appello né contestato efficacemente la motivazione della Commissione regionale. Il secondo motivo è stato rigettato, poiché la sentenza regionale, sebbene sintetica, aveva indicato le ragioni della decisione, evidenziando l'assenza di prova dell'inerenza dei viaggi e la genericità delle consulenze. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile per mancata trascrizione dei documenti e per difetto di specifica censura della motivazione relativa alla necessità di preventivi o contratti dettagliati. Il quarto motivo è stato ritenuto infondato: spetta al contribuente provare l'esistenza, l'inerenza e, se contestata, la coerenza economica dei costi, non essendo sufficiente la loro mera contabilizzazione. La società è stata condannata a rimborsare all'Agenzia delle entrate Euro 7.000,00 per le spese del giudizio di legittimità, oltre alle spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53

    specificità dei motivi di appello

    L'atto di appello tributario deve contenere motivi chiari, univoci e idonei a contestare la decisione impugnata. La relativa censura deve essere specificamente dimostrata dal ricorrente.

  • Art. 342 c.p.c.

    specificità dei motivi di impugnazione

    L'impugnazione deve individuare con precisione le parti della decisione contestate e le ragioni della critica; non è sufficiente una contestazione generica o meramente riproduttiva di precedenti difese.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36

    La sentenza tributaria deve contenere una motivazione idonea a rendere comprensibili le ragioni della decisione.

  • Art. 132 c.p.c., n. 4

    La motivazione è necessaria; il vizio sussiste quando essa sia apparente o manchi del tutto, impedendo il controllo sull'iter logico-giuridico seguito dal giudice. Una motivazione sintetica, ma comprensibile e verificabile, non è invece nulla.

  • Art. 118 disp. att. c.p.c., comma 2

    La motivazione deve esporre, anche concisamente, le ragioni di fatto e di diritto poste a fondamento della decisione.

  • Art. 360 c.p.c.

    Disciplina i motivi del ricorso per cassazione, tra cui la violazione o falsa applicazione di legge, la nullità della sentenza e l'omesso esame di un fatto decisivo nei limiti consentiti.

  • T.U.I.R., art. 109, già art. 75

    I componenti negativi del reddito sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito.

    La deducibilità richiede la prova dell'esistenza del costo, della sua inerenza all'attività d'impresa e, quando contestata, della sua coerenza economica. La sola registrazione contabile o l'emissione della fattura non sono sufficienti.

Massime di principio

  • In materia di costi deducibili, il contribuente deve conservare e produrre documentazione idonea a dimostrare non solo l'importo pagato, ma anche la natura della prestazione, il collegamento con l'attività d'impresa e la coerenza economica del costo.
  • Fatture generiche, prive di una descrizione concreta delle prestazioni, possono non essere sufficienti a provare l'inerenza e la deducibilità, soprattutto quando gli importi sono rilevanti.
  • Per lavorazioni o servizi variabili nel tempo è opportuno disporre di contratti, ordini, preventivi, rapporti di lavoro, stati di avanzamento o altra documentazione che renda determinabili oggetto e corrispettivo della prestazione.
  • La mera contabilizzazione di una spesa e il suo effettivo pagamento non dimostrano automaticamente che il costo sia fiscalmente deducibile.
  • Nel ricorso per cassazione occorre rispettare il principio di autosufficienza: i documenti e gli atti decisivi devono essere trascritti o riassunti in modo tale da consentire alla Corte di verificare direttamente la censura.
  • Una motivazione breve non è necessariamente apparente o nulla: è sufficiente che indichi in modo comprensibile gli elementi essenziali del ragionamento seguito dal giudice.
  • Le contestazioni sulla specificità dell'appello devono essere formulate in modo puntuale, dimostrando quali parti della decisione non sarebbero state effettivamente censurate.

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