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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9852/2023 del 08/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per partecipazione ad associazione di tipo mafioso. Il ricorso contestava: (1) l'insufficienza degli indizi fondati esclusivamente su una singola intercettazione del settembre 2017, nella quale terzi riferivano che all'Alvaro era stata conferita la "dote del Vangelo"; (2) la mancata sussistenza di esigenze cautelari attuali, considerato il lungo intervallo temporale tra la captazione della conversazione e l'applicazione della misura, senza elementi successivi di conferma della perdurante partecipazione.

La decisione

Il giudice ha ritenuto fondato il primo motivo: l'unica prova indiziaria consistente nella intercettazione del 2017 non è sufficiente, alla luce dei principi espressi dalla sentenza delle Sezioni Unite "Modaffari", a dimostrare la perdurante partecipazione all'associazione. È stata annullata l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio al Tribunale del riesame di Reggio Calabria per un nuovo esame degli atti, alla luce dei criteri indicati dalla giurisprudenza. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La norma disciplina l'associazione di tipo mafioso; la sentenza sottolinea che l'affiliazione rituale può essere indizio di partecipazione, ma richiede la prova della correlazione tra lo status (la "dote") e una effettiva, durevole partecipazione all'associazione, attraverso elementi di contesto comprovati

  • Sentenza Sezioni Unite n. 36958 del 27/05/2021 (Modaffari)

    In tema di associazioni di tipo mafioso, l'affiliazione rituale può costituire grave indizio della condotta partecipativa, ove la stessa risulti, sulla base di consolidate e comprovate massime d'esperienza e degli elementi di contesto che ne evidenzino serietà ed effettività, espressione di un patto reciprocamente vincolante e produttivo di un'offerta di contribuzione permanente tra affiliato ed associazione.

    La decisione richiede che il possesso di una "dote" sia valutato nel contesto: qualità dell'adesione, percorso di affiliazione, affidabilità dell'affiliando, serietà del contesto ambientale, rispetto delle forme rituali e natura dell'impegno reciproco sono fattori necessari per trasformare la mera affiliazione in grave indizio di partecipazione durevole

  • Sez. 1, n. 35775 del 20/11/2020 (Novello)

    Rileva che l'accertamento del possesso di una "dote" è una questione di fatto rimessa al giudice di merito; non è di per sé sufficiente a stabilire automaticamente una partecipazione indefinita

  • Sez. 6, n. 16543 del 19/01/2021 (Barbaro)

    Contiene il richiamo alla necessità di evitare scorciatoie probatorie: il semplice accertamento dello status non può sostituire una concreta verifica della partecipazione e della sua persistenza nel tempo

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina la competenza e gli adempimenti in caso di annullamento con rinvio di provvedimenti cautelari; qui invocata per il rinvio al Tribunale del riesame competente

Massime di principio

  • La mera indicazione di un'affiliazione rituale ("dote") non basta automaticamente per stabilire la partecipazione permanente all'associazione mafiosa: serve valutare qualità, contesto, ruoli e impegni reciproci
  • Intercettazioni riferite da terzi possono integrare un indizio, ma se isolate e datate (soprattutto con lungo intervallo temporale) non sono idonee a fondare misure cautelari severe senza elementi di riscontro successivi
  • Per provare esigenze cautelari attuali occorre dimostrare elementi concreti e recenti che attestino la persistenza del pericolo (di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione), non solo prove meramente storiche
  • Il giudice deve evitare scorciatoie probatorie: anche in presenza di rituali di affiliazione, è necessario un complesso di elementi di contesto e di esperienza per ricavare la partecipazione stabile all'associazione
  • In casi simili è opportuno cercare fonti di riscontro successive (comportamenti, contatti, attività coerenti con l'appartenenza) oppure elementi che attestino la continuità del vincolo associativo per sostenere una misura cautelare

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