Provvedimento AGCM I882 n. 31940 del 21/04/2026
ACCORDO DI RAN SHARING TIM/FASTWEB
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM avvia un’istruttoria nei confronti di Telecom Italia S.p.A. (TIM) e Fastweb S.p.A. sull’Accordo Short Form del 9 gennaio 2026 relativo al progetto PRISM di condivisione della rete di accesso radio (RAN) in numerose aree italiane a bassa e medio-bassa densità abitativa. L’Autorità ritiene, in via preliminare, che l’intesa possa integrare una restrizione della concorrenza ai sensi dell’art. 101 TFUE, in ragione dell’ampiezza della condivisione infrastrutturale e frequenziale, della lunga durata, della rilevanza territoriale e delle posizioni di primo e secondo operatore delle Parti nei mercati interessati. Non vi è accertamento finale di illecito né sanzione: il provvedimento dispone l’avvio del procedimento e ne fissa i termini.
TIM/Fastweb: accordo di ran sharing per il progetto PRISM, intesa restrittiva ex art. 101 TFUE; avvio istruttoria
TIM/Fastweb – accordo di ran sharing per il progetto PRISM
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato avvia un’istruttoria sull’Accordo Short Form del 9 gennaio 2026 tra Telecom Italia S.p.A. e Fastweb S.p.A., relativo al progetto PRISM di condivisione della rete di accesso radio in ampie aree del territorio nazionale. Il provvedimento è adottato in fase preliminare e mira a verificare se l’accordo configuri un’intesa restrittiva ai sensi dell’art. 101 TFUE.
Parti e contesto economico
TIM opera in Italia nel settore delle telecomunicazioni mobili e fisse, con servizi wholesale e retail, oltre a servizi audiovisivi e digitali per imprese e pubbliche amministrazioni. Fastweb fornisce servizi di telecomunicazione fissa e mobile, servizi ICT e accesso all’ingrosso alla rete fissa; a seguito dell’acquisizione di Vodafone Italia ha rafforzato la propria presenza nel mobile e nell’accesso wholesale mobile. L’Autorità richiama i dati di fatturato 2025 delle due realtà e la loro appartenenza a gruppi di dimensione rilevante.
Oggetto dell’accordo e struttura del progetto
L’Accordo riguarda la definizione dei termini essenziali per la realizzazione di un progetto di condivisione della RAN, con la prospettiva di un successivo Accordo Long Form. Le Parti prevedono la costituzione di una joint venture di natura cooperativa, senza titolarità su infrastrutture di rete o frequenze, incaricata della gestione operativa e amministrativa delle attività tecniche. Le decisioni strategiche restano in capo a TIM e Fastweb. L’accordo prevede inoltre che non vi sia esecuzione prima delle autorizzazioni delle autorità competenti.
Perimetro della condivisione infrastrutturale e frequenziale
La condivisione riguarda componenti essenziali della rete radio mobile, sia già esistenti sia da realizzare in futuro, per tutta la durata dell’accordo. Sono coinvolte anche le evoluzioni tecnologiche 2G, 4G e 5G, mentre è escluso il 5G Standalone. Il Core Network resta invece escluso dalla condivisione e rimane nella disponibilità esclusiva di ciascuna Parte. L’Autorità sottolinea che il modello tecnico è quello della MOCN, forma di sharing ritenuta particolarmente delicata sotto il profilo concorrenziale poiché comporta la condivisione di elementi rilevanti per le strategie di radio planning.
Ambito geografico, durata e governance operativa
Il progetto interessa i Comuni con popolazione inferiore a 35.000 abitanti, pari a circa il 90% del territorio nazionale e al 60% della popolazione italiana, coinvolgendo circa 15.500 siti. Le responsabilità operative vengono ripartite tra le Parti: dieci regioni a TIM e dieci a Fastweb, con designazione di un operatore "Prime" in ciascuna area assegnata. L’accordo si articola in tre fasi: consolidamento della rete, espansione con nuovi siti o nuove funzionalità, e successiva gestione della rete condivisa. È prevista una durata minima significativa e un recesso solo dopo il completamento della fase di consolidamento, con preavviso.
Mercati interessati e posizioni delle Parti
L’Autorità individua due mercati interessati dall’accordo: il mercato all’ingrosso di accesso e raccolta delle chiamate su reti mobili e il mercato retail dei servizi di rete mobile. In entrambi i mercati TIM e Fastweb occupano le prime due posizioni, con quote molto elevate; nel wholesale mobile la quota congiunta supera l’80%, mentre nel retail mobile supera il 55% e nel segmento business oltre il 70%. Inoltre, le Parti detengono più del 60% dello spettro frequenziale disponibile nelle aree oggetto dell’accordo, includendo frequenze particolarmente importanti per il 5G.
Valutazione concorrenziale dell’AGCM
L’AGCM ritiene che l’accordo, per ampiezza della condivisione, durata, copertura geografica e struttura dei mercati, sia suscettibile di sollevare rilevanti preoccupazioni concorrenziali. In particolare, esso può limitare la concorrenza statica su qualità e prezzi, ridurre gli incentivi a differenziare le offerte e indebolire l’indipendenza decisionale delle Parti, anche perché la joint venture comporterebbe la definizione congiunta di una componente rilevante dei costi di produzione. L’Autorità evidenzia inoltre il rischio di coordinamento restrittivo, favorito dalla maggiore trasparenza su costi, leve strategiche e informazioni sensibili, nonché il possibile rallentamento degli investimenti individuali e dell’innovazione.
Rilievi sulle future gare per le frequenze e sul commercio intra-UE
Secondo l’Autorità, la condivisione anticipata e prolungata delle frequenze potrebbe alterare gli incentivi competitivi anche nelle future gare pubbliche per l’assegnazione dei diritti d’uso, favorendo comportamenti attendisti o implicitamente coordinati. L’intesa è inoltre ritenuta potenzialmente idonea a pregiudicare il commercio tra Stati membri, in ragione dell’ampiezza territoriale dell’accordo e del coinvolgimento di operatori appartenenti a gruppi con rilevanza sovranazionale; per tale ragione l’AGCM richiama l’art. 101 TFUE.
Esito procedurale
Il provvedimento conclude che l’Accordo PRISM appare suscettibile di configurare un’intesa restrittiva della concorrenza avente ad oggetto e/o per effetto il coordinamento delle attività di TIM e Fastweb, in violazione dell’art. 101 TFUE. Viene quindi disposto l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 14 della legge n. 287/1990, con termine di conclusione fissato al 30 aprile 2027. Il provvedimento disciplina anche il diritto di essere sentiti e l’accesso agli atti, ma non contiene accertamento finale dell’infrazione né irrogazione di sanzioni.
Punti principali
Parti e contesto industriale
TIM è il gruppo storico delle telecomunicazioni, attivo in Italia nei servizi mobili e fissi, wholesale e retail, oltre che nei servizi digitali per imprese e PA. Fastweb opera nei servizi di telecomunicazione fissa e mobile, servizi ICT e accesso wholesale, e dopo l’acquisizione di Vodafone Italia ha rafforzato la propria presenza nel mobile e nell’accesso all’ingrosso alla rete mobile. L’AGCM sottolinea che le due imprese sono controllate da gruppi con rilevanza anche internazionale e che i rispettivi fatturati 2025 sono elevati.
Contenuto dell’accordo PRISM
L’Accordo Short Form del 9 gennaio 2026 prevede un progetto di condivisione della rete di accesso radio finalizzato alla costituzione e gestione congiunta, in alcune aree del Paese, di una RAN condivisa. È prevista la futura formalizzazione di un Accordo Long Form e la costituzione di una joint venture cooperativa, senza titolarità su infrastrutture o frequenze, incaricata della gestione operativa e amministrativa, mentre le decisioni strategiche restano alle Parti. La condivisione riguarda componenti fondamentali della rete mobile, già esistenti e da realizzare in futuro, ma esclude il Core Network.
Perimetro geografico, durata e governance
Il progetto riguarda i Comuni con meno di 35.000 abitanti, pari a circa il 90% del territorio nazionale e al 60% della popolazione italiana, con circa 15.500 siti coinvolti. La gestione operativa è ripartita territorialmente: dieci regioni a TIM e dieci a Fastweb, ciascuna come operatore "Prime" nelle regioni assegnate. L’accordo prevede tre fasi - consolidamento, espansione e gestione - e una durata minima significativa, con possibilità di recesso solo dopo il completamento della fase di consolidamento e con preavviso.
Mercati interessati e posizioni delle Parti
L’Autorità individua due mercati rilevanti: il mercato all’ingrosso di accesso e raccolta delle chiamate su reti mobili e il mercato retail dei servizi di rete mobile. In entrambi i mercati TIM e Fastweb risultano primo e secondo operatore, con quote molto elevate; inoltre detengono oltre il 60% dello spettro frequenziale disponibile e una quota particolarmente significativa delle bande pregiate per il 5G. Questo assetto rafforza le preoccupazioni concorrenziali sul piano infrastrutturale e frequenziale.
Valutazione antitrust e avvio dell’istruttoria
L’AGCM qualifica l’accordo come intesa tra imprese indipendenti ex art. 101 TFUE, potenzialmente idonea a restringere la concorrenza per oggetto e/o effetto. Le criticità evidenziate riguardano la riduzione della competizione su qualità, investimenti, prezzi e innovazione, nonché il rischio di coordinamento grazie alla condivisione di informazioni sensibili e alla convergenza dei costi. L’Autorità ravvisa anche un possibile pregiudizio al commercio tra Stati membri e dispone l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 14 l. 287/1990, fissando il termine di conclusione al 30 aprile 2027.
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