L.R. Basilicata 49/2000
DISCIPLINA DEI REGIMI REGIONALI DI AIUTO (1)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge quadro della Basilicata disciplina, per il periodo di programmazione 2000-2006, i regimi regionali di aiuto compatibili con la normativa UE: notifica preventiva alla Commissione, criteri comuni per bandi, beneficiari, investimenti, intensità e cumulo. Contiene inoltre una disciplina su garanzie, fondi di rotazione e aiuti R&S. È però abrogata dal 4 gennaio 2002.
Disciplina dei regimi regionali di aiuto della Basilicata per il periodo 2000-2006
Disciplina dei regimi regionali di aiuto della Basilicata
La legge quadro della Regione Basilicata definisce le regole regionali per l’istituzione e l’attuazione dei regimi di aiuto di Stato nel quadro della programmazione comunitaria 2000-2006. La disciplina è oggi priva di utilità applicativa, perché espressamente abrogata dal 4 gennaio 2002.
Ambito, finalità e fonti comunitarie
Il provvedimento recepisce gli articoli 87 e 88 del Trattato CE in materia di aiuti di Stato e gli orientamenti comunitari sugli aiuti a finalità regionale. La legge mira a rendere i regimi regionali compatibili con la normativa UE e finanziabili nell’ambito del Programma operativo Basilicata 2000-2006.
La disciplina si applica in Basilicata e, in via generale:
- non si applica ai settori agricolo, della pesca e del carbone, soggetti a regole comunitarie specifiche;
- si applica compatibilmente con le discipline settoriali europee per trasporti, siderurgia, cantieristica navale, fibre sintetiche e industria automobilistica;
- si applica direttamente ai restanti settori, tra cui artigianato, industria, servizi e turismo.
Notifica preventiva e competenze amministrative
Ogni progetto legislativo o amministrativo istitutivo o modificativo di regimi di aiuto deve essere preventivamente notificato alla Commissione europea, salvo i casi rientranti nella regola “de minimis”. Non è possibile dare esecuzione ai progetti prima dell’approvazione comunitaria.
La titolarità del procedimento di notifica è attribuita all’Ufficio politiche comunitarie del Dipartimento programmazione economica e finanziaria della Giunta regionale, che svolge anche il coordinamento con i servizi legislativi e con le strutture dipartimentali interessate.
Impianto generale dei regimi di aiuto
Il sistema regionale di aiuti, riferito al periodo 2000-2006, è articolato in più linee di intervento:
- aiuti per l’avvio di nuove iniziative produttive, con attenzione a PMI, imprenditoria giovanile e femminile, terzo settore e beni culturali;
- aiuti per l’ammodernamento produttivo e tecnologico di imprese già operanti;
- aiuti per l’acquisizione di servizi;
- aiuti per l’accesso a strumenti di finanza innovativa tramite fondo di rotazione;
- aiuti per ricerca e sviluppo tecnologico.
I regimi hanno durata coincidente con la programmazione comunitaria 2000-2006 e, in via ordinaria, diventano operativi tramite bandi pubblici annuali. La legge prevede una verifica dei risultati dopo tre anni dall’avvio del periodo di programmazione.
Regole comuni per i bandi
I bandi attuativi devono contenere:
- la motivazione dell’istituzione del regime;
- la dimostrazione della compatibilità con il Trattato CE e con la disciplina comunitaria sugli aiuti regionali;
- gli obiettivi generali e specifici perseguiti;
- l’indicazione della misura del P.O.R. Basilicata 2000-2006 che contempla il regime.
Inoltre, devono individuare chiaramente:
- i beneficiari, che devono essere esclusivamente PMI secondo la definizione comunitaria;
- l’assenza di un requisito di residenza per la sede sociale;
- l’esclusione delle imprese in difficoltà;
- le iniziative ammissibili, coerenti con le discipline comunitarie applicabili;
- il divieto di finanziare interventi già avviati prima della domanda;
- l’obbligo di mantenere l’investimento per almeno cinque anni;
- le modalità di selezione e valutazione dei progetti;
- le spese eleggibili, gli strumenti di aiuto utilizzabili e la cumulabilità;
- l’intensità massima dell’aiuto, nei limiti della carta degli aiuti a finalità regionale;
- i meccanismi di monitoraggio, controllo, rimborso e rendicontazione annuale alla Commissione europea.
Aiuti alle nuove imprese
L’agevolazione per nuove iniziative riguarda PMI, incluse quelle giovanili e femminili, operanti nei settori industria, turismo e attività connesse, valorizzazione dei beni culturali e attività non profit, che intendano insediarsi in Basilicata.
Sono ammessi:
- investimenti iniziali per la realizzazione di nuovi impianti, anche conformi a standard ambientali;
- investimenti strettamente connessi, come immateriali, servizi, creazione di posti di lavoro e formazione.
Le spese ammissibili comprendono terreni, opere murarie, attrezzature, impianti, macchinari, interconnessione in rete, commercio elettronico, sistemi informatici, brevetti, licenze, consulenze, marketing, certificazioni, costi salariali e costi della formazione.
Gli aiuti possono assumere la forma di sovvenzione, contributo sugli interessi e/o garanzia. L’intensità non può superare il 40% delle spese di investimento iniziale e di acquisizione di servizi; se si finanziano anche posti di lavoro e formazione, il contributo complessivo resta entro i limiti massimi della carta degli aiuti per la Basilicata.
Il beneficiario può ricorrere anche agli strumenti del fondo regionale per l’ingegneria finanziaria per la parte non coperta dal contributo, fermo il rispetto dei massimali UE. Per tre anni dalla concessione è vietato attivare altri regimi di aiuto sulle medesime tipologie di investimento; per tutto il periodo 2000-2006 va comunicata preventivamente ogni ulteriore richiesta di aiuto regionale o nazionale.
Aiuti alle micro imprese
Il regime dedicato alle micro imprese riguarda imprese, anche giovanili e femminili, con meno di 10 addetti e fatturato non superiore a 1 miliardo di lire, operanti in artigianato, commercio, turismo e servizi, con sede operativa in Basilicata.
Sono finanziabili investimenti per ampliamento e/o ammodernamento di impianti esistenti, in particolare per innovazioni di processo o di prodotto e per l’adeguamento a norme di igiene, sicurezza e tutela ambientale, oltre a investimenti connessi come immateriali, servizi, nuova occupazione e formazione.
Per questo regime è prevista una sovvenzione a fondo perduto entro la soglia del “de minimis” allora vigente e comunque nel limite del 40% delle spese ammissibili per investimenti e servizi. Se sono inclusi anche occupazione e formazione, si applicano i limiti massimi della carta degli aiuti regionale.
Restano validi i medesimi vincoli sul cumulo: possibilità di usare il fondo per l’ingegneria finanziaria, divieto di altri aiuti sulle stesse tipologie di investimento nel triennio successivo, obbligo di comunicazione preventiva per nuove domande di aiuto nel periodo 2000-2006.
Aiuti alle PMI industriali e turistiche
Il regime è destinato alle PMI, anche giovanili e femminili, dei settori industria e turismo, con sede operativa in Basilicata.
Sono agevolabili interventi di ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione, riconversione, riattivazione o delocalizzazione di impianti preesistenti, soprattutto se finalizzati a innovazioni di processo o di prodotto e all’adeguamento normativo. Sono ammesse anche le spese collegate per immateriali, servizi, occupazione e formazione.
La forma di aiuto può essere sovvenzione, contributo sugli interessi e/o garanzia. L’intensità massima è fissata al 40% per investimenti iniziali e servizi; in caso di misure aggiuntive su posti di lavoro e formazione, si applica il limite complessivo della carta regionale degli aiuti.
Anche qui operano le regole sul cumulo con il fondo di ingegneria finanziaria, il divieto triennale di nuovi aiuti sulle stesse spese e l’obbligo di comunicazione preventiva.
Aiuti all’acquisizione di servizi
Possono accedere al regime le imprese singole o associate, comprese quelle giovanili e femminili, che siano PMI dei settori industria, turismo, servizi e attività connesse, con sede operativa in Basilicata.
Gli interventi ammissibili riguardano soprattutto:
- associazionismo di filiera per produzione e commercializzazione di prodotti locali;
- scouting di partnership produttive e commerciali;
- trasferimento di know-how innovativo;
- certificazioni di qualità;
- marketing e comunicazione per la società dell’informazione.
Le spese ammissibili includono investimenti immateriali connessi a reti e interconnessione informatica, servizi consulenziali e di assistenza tecnica, esperti temporanei per reti e trasferimento di know-how, e diritti su brevetti e licenze. L’aiuto è erogato come sovvenzione a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili, con i consueti vincoli di cumulo e comunicazione.
Finanza innovativa, fondo di garanzia e fondo di rotazione
La Regione istituisce un fondo di garanzia e un fondo di rotazione per favorire programmi di riposizionamento strategico delle imprese. Il fondo di rotazione è finanziato per il 70% con risorse pubbliche e per il 30% dal soggetto gestore. La gestione è affidata, tramite selezione pubblica, a operatori specializzati del settore finanziario.
Al fondo di garanzia possono accedere i soggetti finanziatori, i Confidi e altri fondi di garanzia. Al fondo di rotazione possono accedere micro imprese, PMI e loro consorzi, anche giovanili o femminili, purché economicamente e finanziariamente sani, con sede operativa in Basilicata e operanti in settori diversi da quelli esclusi o sensibili.
Gli strumenti previsti sono:
- garanzie dirette e controgaranzie;
- finanziamenti fino a 5 anni a tasso ordinario o agevolato;
- partecipazioni al capitale sociale di PMI costituite in forma di società di capitali;
- prestiti partecipativi fino a 5 anni;
- operazioni di factoring.
L’intensità massima dell’aiuto è del 40% delle spese ammissibili. Gli strumenti sono cumulabili, entro i limiti della carta degli aiuti regionali, con i regimi dei capi precedenti. Si applicano anche il divieto triennale di altri aiuti sulle stesse tipologie di investimento e l’obbligo di comunicazione preventiva.
Ricerca e sviluppo tecnologico
Possono beneficiare degli aiuti le PMI dei settori industria, servizi e turismo, nonché centri di ricerca pubblici o privati e loro consorzi, con sede operativa in Basilicata.
Sono ammessi:
- progetti di ricerca e sviluppo per prodotti e processi innovativi;
- trasferimento tecnologico e progetti pilota dimostrativi;
- interconnessione telematica tra imprese e centri di ricerca;
- progetti integrati per lo sviluppo compatibile con ambiente e salute;
- laboratori di prova, sperimentazione e collaudo.
Sono invece escluse le attività non direttamente collegate ad aspetti tecnologici e riconducibili a problematiche organizzative o commerciali.
Le spese ammissibili comprendono personale di ricerca, strumentazioni e attrezzature, prestazioni di terzi, materie prime e semilavorati, missioni, materiali di consumo, altri costi di esercizio e spese generali. L’aiuto è concesso come sovvenzione a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili, con le regole ordinarie sul cumulo e sulla comunicazione preventiva.
Abrogazioni e superamento del precedente quadro normativo
La legge abroga numerose discipline regionali precedenti in materia di artigianato, cooperative di garanzia e COFIDI, terziario avanzato, esportazione, certificazione di qualità, distribuzione, ricettività e infrastrutture turistiche, nonché sostegno al turismo invernale. Essa stessa è però stata successivamente abrogata dall’art. 36 della L.R. 4 gennaio 2002, n. 4.
Entrata in vigore
La legge prevedeva l’entrata in vigore dopo la pubblicazione dell’esito positivo dell’esame di compatibilità della Commissione europea. Tale disciplina ha comunque esaurito la propria rilevanza a seguito dell’abrogazione del 2002.
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