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Sentenza

Sentenza del 22/11/2021 n. 35919 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La controversia è stata dichiarata estinta per rinuncia al ricorso per cassazione da parte della società M. (poi M. Automotive S.p.A.). Il difensore della società ha ritirato il ricorso ai sensi dell'art. 390 c.p.c. e ha rimborsato al Comune le spese di grado, il Comune ha accettato la rinuncia; la Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il processo senza statuizioni ulteriori sulle spese, avendo le parti regolato internamente gli oneri.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento TARSU per gli anni 2006-2010 per presunta errata quantificazione delle superfici tassabili: la contribuente contestava che parte dell'area (mq 5000) era destinata ad officina produttiva di rifiuti speciali non assimilabili e che mq 538 erano aree pertinenziali non soggette a TARSU; inoltre censurava la legittimità della delibera comunale di assimilazione dei rifiuti speciali e sollevava eccezioni su competenza dell'organo che aveva adottato la delibera e sulla decadenza/termine per l'emissione degli avvisi

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32

    Regola la produzione e l'esame delle memorie nel processo tributario; la questione sollevata riguardava l'ammissione ed esame di memorie depositate tardivamente, questione rimasta priva di decisione definitiva per la successiva estinzione del processo.

  • L. n. 296 del 2006

    Norme finanziarie/interventi che incidono su termini e disciplina fiscale; richiamata in relazione ai termini di decadenza/accertamento e a disposizioni in materia di TARSU/TARES.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, artt. 60, 62, 69, 71

    Disciplina la TARSU/TIA: art.62 invocata dalla contribuente per sostenere la non tassabilità di aree scoperte pertinenziali; altri articoli richiamati riguardano competenze degli enti e termini/procedura di accertamento.

  • D.Lgs. n. 22 del 1997, artt. 7 e 21

    Norme sulla gestione dei rifiuti e sui criteri di assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, utilizzate per discutere la legittimità delle assimilazioni disposte dal Comune e dei criteri applicati.

  • D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 195 comma 2 lett. e) e art. 198 comma 2 lett. g)

    Prevede regole sull'assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani e previsioni limitative (ad es. non assimilabilità per grandi superfici di vendita); richiamato per sostenere la sopravvenuta disciplina che può limitare o incidere sull'ambito di applicazione delle delibere comunali di assimilazione.

  • D.Lgs. n. 267 del 2000, artt. 42 e 48

    Norme sul governo locale e sulle competenze degli organi comunali; invocate dalla contribuente per censurare l'eventuale incompetenza dell'organo che ha adottato la delibera comunale impugnata.

  • Codice di procedura civile, artt. 390 e 391

    Disposizioni sulla rinuncia al giudizio e conseguente estinzione del processo: la società ha esercitato la facoltà di rinunciare al ricorso per cassazione ai sensi di tali articoli, determinando la pronuncia di estinzione da parte della Corte.

Massime di principio

  • La qualificazione delle superfici come produttive di rifiuti urbani o speciali richiede adeguata istruttoria probatoria (CTU, documentazione di smaltimento, MUD); spetta alla parte che impugna l'accertamento fornire prove contrarie, ma il Comune deve motivare la determinazione delle superfici tassabili.
  • Le delibere comunali che assimilano rifiuti speciali ai rifiuti urbani possono essere valutate con riferimento alla normativa statale sovraordinata e alle norme transitorie; sopravvenienze legislative (es. D.Lgs. 152/2006) possono limitare la portata delle assimilazioni comunali.
  • La distinzione tra aree coperte e scoperte e tra superfici produttive di rifiuti speciali non assimilabili è rilevante per la tassazione: aree pertinenziali scoperte possono essere escluse se rientrano nella previsione normativa, mentre aree con presenza continua di persone o raccoglitori possono essere qualificate come produttive di rifiuti urbani.
  • La legittimità formale degli atti comunali (organo che adotta la delibera, competenze di Giunta vs Consiglio) è una questione rilevante e può essere eccepita, ma necessita di specifico esame probatorio e giuridico nel merito.
  • I termini per l'emissione degli avvisi di rettifica/accertamento (decadenza) e le modifiche normative in materia di termini temporali sono argomenti rilevanti per contestare la validità degli avvisi; tuttavia, questioni procedurali come la rinuncia principale del ricorrente possono rendere non decidibili tali censure in Cassazione.
  • Proceduralmente, la rinuncia al ricorso di cassazione da parte del ricorrente estingue il processo; se le parti regolano oneri e spese tra loro, la Corte dichiara l'estinzione senza statuire ulteriormente sulle spese.

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