Cassazione Penale, Sentenza n. 23520/2025 del 24/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo: (1) prima censura: inutilizzabilità delle indagini per presunta violazione dei termini di durata delle indagini (art. 405 c.p.p.) e tardività della proroga (art. 406), con conseguente inutilizzabilità ex art. 407, comma 3; ciò avrebbe dovuto travolgere le acquisizioni che hanno portato all'identificazione del Lombardi. (2) seconda censura: illegittimità del sequestro di due orologi e di contante non indicati nel decreto di sequestro della PG e mancata convalida/restaurazione, con richiamo agli artt. 355 e 253 c.p.p. (sequestro probatorio vs convalida). (3) terzo motivo: doglianze sulla pertinenzialità, sul rapporto di sproporzione (art. 85-bis DPR 309/1990), sulla ragionevolezza temporale tra acquisto beni e reato, sulla mancanza di motivazione rispetto al periculum in mora e sulla carenza di fumus commissi delicti.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo punto ha ritenuto infondato il vizio relativo ai termini delle indagini, rilevando che l'iscrizione risultava effettuata il 9 novembre 2022 (e quindi la proroga non era tardiva) e che il motivo era mera reiterazione. Sul secondo motivo ha ritenuto non pertinenti i richiami all'art. 648-ter (già escluso dal GIP) e ha spiegato che la PG può effettuare sequestro d'urgenza; la qualificazione del sequestro (probatorio o preventivo) spetta al PM e, se in concreto il PM/GIP hanno qualificato il vincolo come preventivo e richiesto/concesso la convalida, il procedimento è valido; la mancata immediata restituzione non ha impedito l'imposizione successiva del vincolo reale. Sul terzo motivo la Corte ha ritenuto aspecifiche e infondate le censure sulla pertinenzialità e sulla sproporzione: il Tribunale aveva fornito motivazione, anche con riferimento alle intercettazioni, alla frequenza delle cessioni, alle modalità di rinvenimento e alla sproporzione rispetto ai redditi dichiarati; inoltre la giurisprudenza distingue confisca diretta e confisca per equivalente e richiama l'obbligo motivazionale modulato in base alla fase procedimentale. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
Norme richiamate
art. 405 cod. proc. pen.
termine di durata delle indagini preliminari
Il Collegio ha verificato la data di iscrizione nel registro delle notizie di reato (9/11/2022) e ha ritenuto che non sussista la violazione dei termini; censura afferente ai termini respinta come reiterativa e infondata.
art. 406 cod. proc. pen.
La proroga invocata non è stata ritenuta tardiva in base alla corretta data di iscrizione, quindi non determina inutilizzabilità delle indagini ai sensi dell'art. 407.
art. 407, comma 3 cod. proc. pen.
inutilizzabilità delle attività compiute oltre i termini
La Corte ha escluso l'applicazione dell'inutilizzabilità atteso che non è stata provata la tardività della proroga.
art. 355 cod. proc. pen.
convalida del sequestro probatorio da parte del PM
La Corte ha precisato che il sequestro operato dalla PG può essere convalidato dal PM se è probatorio; ma se la PG dispone un sequestro d'urgenza e il PM/GIP qualificano il vincolo come preventivo, la convalida/decreto si svolge secondo la normativa sul sequestro preventivo.
art. 321 cod. proc. pen.
sequestro preventivo; convalida; periculum in mora
La misura preventiva deve contenere una motivazione concisa anche sul periculum in mora; nel caso il Tribunale ha esposto gli elementi da cui desumere il rischio di dispersione dei beni e la necessità di anticipare gli effetti della confisca.
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
norme sugli stupefacenti (sequestro, confisca)
I beni (denaro e orologi) sono stati sequestrati ai sensi degli artt. 73, comma 7-bis, e 85-bis DPR 309/1990, sia come profitto del reato sia per sproporzione rispetto al reddito.
art. 85-bis d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
confisca per sproporzione (rinvio all'art. 240-bis c.p.)
Il Tribunale ha motivato la sproporzione tra beni e redditi dichiarati; la Corte ha ritenuto la motivazione adeguata nella fase cautelare, con analisi della genesi e consistenza dei redditi.
art. 240-bis cod. pen.
confisca allargata / per equivalente
La Corte ha richiamato la distinzione tra confisca diretta (quando provato il nesso di derivazione) e confisca per equivalente; ha precisato come il criterio della 'ragionevolezza temporale' non si estenda alla confisca per equivalente.
art. 125 cod. proc. pen.
obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali
La motivazione del provvedimento deve avere requisiti minimi di coerenza e completezza; la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito motivazione sufficiente e non apparente.
art. 325 cod. proc. pen.
ammissibilità del ricorso per cassazione per violazione di legge in materia di sequestro
La Corte ha ricordato che il ricorso in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge o per vizi estremi della motivazione; censure di fatto o di 'illogicità manifesta' sono inammissibili se non prospettate nei termini previsti.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
prescrizione dei motivi di cassazione contro ordinanze in materia cautelare
La forma e la specificità dei motivi sono rilevanti: la Corte ha dichiarato inammissibili motivi reiterativi, aspecifici o diretti alla mera rivalutazione del fatto.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti di sequestro è limitato e ammissibile principalmente per violazioni di legge o vizi radicali della motivazione: non è il canale per una nuova valutazione di fatto o per contestare la logica interna della motivazione se non nei limiti previsti dall'art. 606 c.p.p.
- Le contestazioni sui termini delle indagini (art. 405-406-407 c.p.p.) richiedono che la data di iscrizione e la tempestività della proroga siano dimostrate con atti: censure meramente assertive e reiterative sono inammissibili.
- La polizia giudiziaria può operare sequestri d'urgenza; la qualificazione (probatorio vs preventivo) spetta al Pubblico Ministero (e al giudice) e incide sulla modalità di convalida e restituzione: un sequestro d'urgenza può essere poi qualificato come preventivo senza nullità automatica.
- La mancata immediata restituzione dei beni non impedisce in assoluto che successivamente venga imposto un vincolo preventivo o disposta la confisca, purché il giudice motivi la decisione in modo minimo e coerente.
- Nella materia delle misure ablative la Corte distingue confisca diretta (quando provato il nesso di derivazione) e confisca per equivalente; la 'ragionevolezza temporale' tra acquisto dei beni e reato è un criterio temperante soprattutto per la confisca allargata (art. 240-bis), ma non si applica automaticamente alla confisca per equivalente.
- Il giudice deve sempre esporre, anche sinteticamente, le ragioni del periculum in mora quando si dispone un sequestro preventivo finalizzato alla confisca: indicare elementi fattuali idonei a fondare il rischio di dispersione è essenziale per la validità della misura cautelare.
- Le censure che si limitano a proporre una diversa valutazione degli elementi di fatto (es. valutazione della attendibilità delle intercettazioni o della disponibilità economica) sono in genere improprie in sede di legittimità se non adeguatamente specificate come errori di diritto o gravi vizi motivazionali.
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