Salta al contenuto
Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 17026/2025 del 25/06/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente era stato destituito dall'impiego in base a condanna penale definitiva per truffa aggravata e falsità materiale; dopo la declaratoria di incostituzionalità dell'art.85 d.P.R. n.3/1957 e l'entrata in vigore della legge n.19/1990 (art.10) chiese la riammissione in servizio perché l'amministrazione non aveva instaurato il procedimento disciplinare nei termini perentori (90+90 giorni). Dopo annullamento del provvedimento di destituzione in sede amministrativa, il Rizzo ha chiesto in sede civile il pagamento delle retribuzioni perdute e il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale. Il giudice d'appello aveva respinto le domande ritenendo che l'inerzia dell'INAIL non avesse necessariamente causato un danno risarcibile, perché, se il procedimento fosse stato svolto nei termini, era probabile che sarebbe stata comunque adottata la destituzione. Il ricorrente ha impugnato la sentenza in Cassazione sostenendo che l'inadempimento dell'INAIL (mancato svolgimento del procedimento e mancata riammissione) fosse causa del danno e che spettasse all'INAIL dimostrare l'impossibilità della prestazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, sebbene l'omissione dell'INAIL abbia fatto sorgere il diritto alla riammissione in servizio a seguito del vano decorso dei termini dell'art.10 L.19/1990, il ricorrente non ha dimostrato il nesso causale necessario per ottenere il risarcimento dei danni richiesti. La Corte ha ritenuto unitario l'inadempimento (mancato avvio/termine del procedimento e conseguente riammissione) e ha applicato il giudizio controfattuale: il danneggiato deve provare che, se l'amministrazione avesse adempiuto tempestivamente, avrebbe ottenuto l'esito favorevole che invoca. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto plausibile la valutazione della Corte d'appello secondo cui, considerata la gravità dei fatti, era probabile che il procedimento avrebbe portato alla destituzione; pertanto non è stato provato che l'inerzia dell'INAIL abbia cagionato un danno risarcibile. Sono stati assorbiti gli altri motivi e il ricorrente è stato condannato alle spese di giudizio.

Norme richiamate

  • legge n. 19 del 1990, art. 10

    i pubblici dipendenti che anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge siano stati destituiti di diritto sono, a domanda, riammessi in servizio"; "solo se all'esito del procedimento disciplinare, che deve essere proseguito o promosso entro novanta giorni dalla ricezione della domanda ... e che deve essere concluso entro i successivi novanta giorni, non venga inflitta la destituzione

    La norma condiziona la riammissione all'esito favorevole del procedimento disciplinare, impone all'amministrazione l'obbligo di avviare e concludere il procedimento nei termini perentori; tuttavia l'inerzia può produrre l'effetto legale della riammissione. Per ottenere risarcimento, però, occorre valutare il nesso causale con criterio controfattuale: il ricorrente deve provare la probabilità che un regolare procedimento avrebbe determinato l'esito favorevole invocato.

  • d.P.R. n. 3 del 1957, art. 85

    Norma antecedente che prevedeva la destituzione di diritto; nella parte richiamata è stata dichiarata incostituzionale (Corte Cost. n.971/1988) perché non prevedeva l'apertura del procedimento disciplinare, portando all'intervento riformatore della legge n.19/1990.

  • codice civile, art. 1218

    Principio generale della responsabilità per inadempimento dell'obbligazione; richiamato per sostenere che, in ipotesi contrattuale o obbligatoria, chi lamenta il danno deve allegare e provare l'inadempimento e il nesso causale.

  • codice civile, artt. 1175 e 1176

    Obblighi di diligenza e norme sulla gravità della colpa e sulla ripartizione dell'onere probatorio nella determinazione della responsabilità per inadempimento.

  • codice civile, art. 2043

    Fondamento della responsabilità extracontrattuale; richiamato per le questioni sul nesso causale e sulla prova del danno quando si assume responsabilità omissiva dell'ente.

  • codice civile, art. 1223

    Regola la liquidazione del danno in rapporto al pregiudizio effettivamente subito; applicata per valutare la misura del risarcimento e il rapporto tra mancata prestazione lavorativa e pretese retributive.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione al diritto alla motivazione e alla tutela giurisdizionale; la Corte ha escluso vizio di motivazione nella decisione impugnata.

  • codice di procedura civile, art. 132, n. 4

    Richiesto dal ricorrente per censurare la motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione esista e sia adeguata, rigettando il vizio dedotto.

  • codice civile, art. 1359

    Richiamato in ordine alla fictio iuris; la Corte osserva che non può operare la 'fictio di avveramento' per condizioni di natura potestativa, quindi non può presumersi l'esito favorevole del procedimento disciplinare.

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra il diritto soggettivo automatico alla riammissione derivante dal vano decorso dei termini ex art.10 L.19/1990 e la pretesa risarcitoria: il primo può sorgere 'di diritto' per inerzia amministrativa, il secondo richiede prova del nesso causale e dell'effettivo danno.
  • Per ottenere risarcimento il lavoratore deve provare, con criterio di probabilità, che l'espletamento tempestivo del procedimento avrebbe avuto esito favorevole (giudizio controfattuale); la sola inerzia non basta.
  • Se successivamente intervengono pronunce giudiziali che impongono la riammissione e l'amministrazione non si conforma, si apre una autonoma fattispecie di inadempimento (inosservanza del provvedimento giudiziale) che può dar luogo a danno risarcibile distinto dall'omissione originaria.
  • Chi agisce per il risarcimento deve allegare e documentare specificamente i fatti fondanti la pretesa (prove sul procedimento, possibile esito, periodo di mancata prestazione, misura del danno). Le deduzioni generiche o non supportate non sono sufficienti.
  • Nelle domande che invocano sentenze amministrative a supporto della pretesa è opportuno trascrivere integralmente e produrre i testi delle pronunce rilevanti per consentire la valutazione del nesso causale e degli effetti di giudicato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza giuslavoristica, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.