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Sentenza

Sentenza n. 390/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'annullamento a) dell'Ordinanza del Sindaco del Comune di Pordenone n. 9 del 29/05/2026, avente ad oggetto "Provvedimento contingibile e urgente per la tutela dell'incolumità pubblica e della sicurezza urbana - Misure straordinarie per la neutralizzazione di un fattore di rischio biologico e fisico da fauna sinantropica in area antropizzata"; b) dell'Ordinanza del Sindaco del Comune di Pordenone n. 10 del 06/06/2026, avente medesimo oggetto ed esplicitamente recante l'"integrazione ordinanza n. 9/2026" con la quale è stato disposto il prelievo selettivo eutanasico (abbattimento) dell'esemplare di corvide; c) di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, inclusi i verbali del Corpo Forestale Regionale citati nelle ordinanze (ivi compreso il verbale prot. n. 48644/A del 04/06/2026).

Giustizia amministrativa202600232

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanze sindacali contingibili e urgenti n. 9/2026 e n. 10/2026, quest’ultima relativa all’abbattimento selettivo di un esemplare di corvide

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (associazione animalista)

Prevale il privato

La controversia

L’associazione ha impugnato le ordinanze sindacali adottate per fronteggiare un fattore di rischio biologico e fisico attribuito a un esemplare di corvide in area antropizzata, contestando in particolare l’illegittimità dell’ordinanza n. 10/2026 nella parte in cui disponeva il prelievo selettivo eutanasico dell’animale. Il ricorso denunciava la carenza dell’istruttoria tecnica, l’insufficienza e irragionevolezza della motivazione sull’indispensabilità dell’abbattimento, l’omessa valutazione di misure alternative meno cruente, quali l’utilizzo di una pallottola anestetica, il mancato acquisito parere dell’ISPRA o di associazioni specialistiche di settore, l’omessa verifica della concreta identificabilità dell’esemplare, la mancata considerazione della sorte dei pulli e l’insufficiente valutazione della proporzionalità della misura. È stata inoltre contestata la sussistenza dei presupposti per l’esercizio del potere extra ordinem di cui agli artt. 50 e 54 TUEL, in assenza di adeguata dimostrazione di un pericolo concreto, attuale, grave e imminente non fronteggiabile con strumenti ordinari o con misure meno invasive.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata, richiamando le sentenze nn. 343 e 345 del 21 luglio 2026, rese su ricorsi aventi a oggetto i medesimi provvedimenti. Ha ritenuto applicabili anche all’associazione ricorrente le considerazioni sulla legittimazione ad agire e ha recepito la valutazione secondo cui l’istruttoria dell’Amministrazione era carente. In particolare, gli atti non dimostravano l’impossibilità di neutralizzare il comportamento aggressivo dell’animale mediante strumenti ordinari o misure temporanee e meno cruente; non risultavano adeguatamente acquisiti apporti tecnico-scientifici dell’ISPRA o di associazioni specialistiche; mancavano una concreta identificazione dell’esemplare, una valutazione della sorte dei pulli e una ponderazione proporzionata del rimedio. Il potere sindacale di ordinanza contingibile e urgente, in quanto eccezionale, atipico e derogatorio, presuppone una situazione concreta, attuale, grave e imminente, l’impossibilità di ricorrere a strumenti ordinari o meno invasivi, un’istruttoria completa, una motivazione rafforzata, la temporaneità e la proporzionalità della misura. L’ordinanza n. 10/2026 è stata pertanto annullata, salvi ulteriori provvedimenti conformi ai principi indicati. L’impugnazione dell’ordinanza n. 9/2026 è stata dichiarata improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse, essendo stata superata e assorbita dall’ordinanza successiva. Le spese sono state compensate per la novità della questione e le obiettive difficoltà incontrate dall’Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 74 c.p.a.

    VISTO l’art.74 del codice del processo amministrativo e considerato che nella fattispecie sussistono i presupposti per definire il giudizio con sentenza in forma semplificata che richiami un precedente analogo

    Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata mediante richiamo a un precedente analogo, purché ne ricorrano i presupposti.

  • artt. 50 e 54 d.lgs. 267/2000 (TUEL)

    il potere di adottare ordinanze contingibili ed urgenti è un potere condizionato

    Il potere sindacale di ordinanza contingibile e urgente è eccezionale, atipico e derogatorio e può essere esercitato solo in presenza congiunta di un pericolo concreto, attuale, grave e imminente, non fronteggiabile con strumenti ordinari o con misure meno invasive, previa istruttoria completa e motivazione rafforzata.

Massime di principio

  • Le ordinanze contingibili e urgenti del sindaco costituiscono strumenti extra ordinem, atipici e derogatori, utilizzabili soltanto in presenza congiunta di un pericolo concreto, attuale, grave e imminente e dell’impossibilità di fronteggiarlo mediante gli strumenti ordinari o misure extra ordinem meno invasive.
  • L’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente richiede un’istruttoria approfondita e una motivazione analitica sull’indispensabilità, necessità, temporaneità e proporzionalità della misura rispetto al pericolo da fronteggiare.
  • Una misura cruenta di abbattimento della fauna non è legittima se l’Amministrazione non dimostra adeguatamente di avere valutato e escluso soluzioni alternative tecnicamente praticabili e meno lesive, anche mediante l’acquisizione di appropriati apporti tecnico-scientifici.
  • Quando il provvedimento successivo sostituisce e assorbe integralmente quello precedente, l’impugnazione del primo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse, mentre il giudizio può proseguire sull’atto successivo.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiMotivazione del provvedimento
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneSopravvenuta carenza di interesse

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