Cassazione Civile, Sentenza n. 23553/2020 del 27/10/2020
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la declaratoria di nullita' di una serie di contratti (compravendita, preliminari di retrovendita e locazioni) relativi a complessi turistici del gruppo CIT per violazione del divieto del patto commissorio (art. 2744 c.c.). Italease sosteneva che i negozi erano strutturati legittimamente quale operazione di spin-off immobiliare o come sale-and-lease-back e che la Corte d'appello aveva usato indici presuntivi senza valutare la meritevolezza degli interessi economici perseguiti dalle parti, nonche' aveva omesso di valutare documentazione e prove orali richieste; inoltre Italease chiedeva il risarcimento dei danni nei confronti dei rappresentanti delle societa' del gruppo CIT e dell'assicurazione, per non averla informata della reale situazione economico-finanziaria del gruppo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il ricorso incidentale di Unipol Sai Spa per rinuncia; ha rigettato il ricorso principale proposto da Italease Gestione Beni spa, confermando la valutazione di merito che ha ritenuto i contratti collegati e funzionalmente preordinati a una garanzia vietata (patto commissorio) e non riconducibili legittimamente allo schema di spin-off immobiliare o a un mero lease-back. La Corte ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi di doglianza relativi all'omessa acquisizione o valutazione di prove in cassazione, perche' non specificati conformemente all'art. 366 c.p.c., e ha confermato il rigetto delle domande risarcitorie per carenza di prova del nesso causale. Ha inoltre respinto le censure relative alle spese, precisando la discrezionalita' del giudice della impugnazione. Condanna di Italease al rimborso delle spese processuali verso le controricorrenti indicate (liquidate in complessivi euro 7.200,00 oltre oneri per ciascuno dei principali controricorrenti) e verso il controricorrente Giuseppe Vimercati (euro 7.200,00), con compensazione delle spese tra Italease e Unipol Sai per il ricorso incidentale; indicazione della sussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115/2002.
Norme richiamate
art. 2744 cod. civ.
Disciplina il divieto del patto commissorio; la Corte lo interpreta come divieto di qualsiasi accordo o insieme di negozi che consegua il risultato di attribuire al creditore la proprieta' del bene del debitore in caso di inadempimento. Si applica anche a operazioni articolate e a collegamento funzionale tra piu' negozi, valutando il risultato complessivo piuttosto che la liceita' dei singoli atti.
art. 1322 cod. civ.
Principio della liberta' contrattuale richiamato dalla ricorrente; la Corte ribadisce che la liberta' di pattuire non esclude il sindacato quando l'accordo produce un risultato vietato dall'ordine pubblico (es. patto commissorio).
art. 1344 cod. civ.
Norma richiamata nell'ambito delle censure sulla validita' dei negozi; la sentenza osserva che la validita' formale dei singoli atti non impedisce l'accertamento della loro degenerazione in finalita' di garanzia vietata.
art. 1345 cod. civ.
Richiamata fra le norme relative alla forma e alla volonta' negoziale; usata a supporto dell'argomentazione che l'esame deve guardare alla reale volonta' funzionale, non solo alla forma esteriore.
art. 1418 cod. civ.
Richiamata in relazione alla nullita' degli atti che contrastano norme imperative; la Corte ha confermato la nullita' per violazione del divieto previsto dall'art. 2744.
art. 360, n. 3, cod. proc. civ.
Rimprovero in cassazione per vizio di motivazione o falsa applicazione di norme di diritto; la Corte ricorda i limiti del sindacato di legittimita' sulle valutazioni del merito, specie quando la doglianza e' generica.
art. 115 cod. proc. civ.
Norma sul libero convincimento del giudice in ordine alle prove; la Corte ricorda che la valutazione dell'istruttoria e delle presunzioni compete al giudice del merito e non e' sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata.
art. 116 cod. proc. civ.
Principio della libera valutazione della prova; richiamato in collegamento con la valutazione delle prove orali e documentali che la Corte d'appello ha ritenuto non decisive.
art. 2729 cod. civ.
Norma sulle scritture contabili e loro valore probatorio; citata nella cornice delle doglianze probatorie ma senza trovare idoneo rilievo in cassazione per mancata specificazione della decisivita' dei documenti.
art. 2043 cod. civ.
Fondamento della domanda di responsabilita' extracontrattuale; la Corte ha confermato il rigetto delle domande risarcitorie per difetto di prova del nesso causale tra i comportamenti addebitati e il danno subito.
art. 112 cod. proc. civ.
Disciplina la pronuncia sulle spese; la Corte ribadisce la discrezionalita' del giudice in ordine alla compensazione delle spese e che non esiste diritto automatico alla compensazione impugnabile in cassazione.
art. 391 cod. proc. civ.
Prevede l'estinzione del processo in caso di rinuncia all'impugnazione; applicata per dichiarare estinto il ricorso incidentale di Unipol Sai Spa.
art. 390 cod. proc. civ.
Norma richiamata riguardo ai poteri del difensore a compiere atti di disposizione del processo (es. rinuncia), la cui esistenza ha reso efficace la rinuncia di Unipol Sai.
art. 366, n. 6, cod. proc. civ.
Prevede l'obbligo di specificita' in cassazione circa gli elementi di prova rimasti inesaminati; la Corte ha ritenuto inammissibili le doglianze della ricorrente per generica richiamazione di documenti senza illustrare la loro decisivita'.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Norma sul contributo unificato; la Corte ha dichiarato la sussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato nei termini indicati nella sentenza.
Massime di principio
- Il divieto del patto commissorio (art. 2744 c.c.) va valutato sul risultato complessivo delle operazioni collegate: la liceita' formale dei singoli atti non esclude la nullita' se il loro insieme persegue, di fatto, una garanzia vietata.
- Quando piu' negozi sono funzionalmente collegati, il giudice di merito valuta l'esistenza, natura ed entita' del collegamento; tale valutazione, se logicamente motivata, e' sostanzialmente insindacabile in cassazione.
- La qualifica contrattuale (es. "spin-off" o "sale-and-lease-back") non tutela automaticamente le parti se l'assetto complessivo mostra elementi presuntivi di elusione del divieto di patto commissorio (sproporzione delle prestazioni, previsione di riacquisto oneroso, situazione di credito/debito tra le parti).
- In cassazione le doglianze che riguardano l'omesso esame di prove o documenti devono indicare con precisione la materiale prova non considerata e spiegare la sua decisivita' per la decisione, ai sensi dell'art. 366 c.p.c.; richiami generici sono inammissibili.
- Per ottenere risarcimento danni da terzi occorre provare il fatto illecito, il danno e il nesso di causalita' tra il comportamento e il pregiudizio; la sola asserzione che si sarebbe agito diversamente non e' sufficiente.
- La decisione sulla compensazione delle spese e' rimessa alla discrezionalita' del giudice; non esiste un diritto automatico alla compensazione impugnabile in cassazione come vizio di omessa pronuncia.
- La rinuncia all'impugnazione da parte di una parte incidentale estingue il relativo giudizio incidentale (art. 391 c.p.c.), ma la decisione sulle spese puo' essere riservata o disposta a favore delle altre parti.
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