Cassazione Penale, Sentenza n. 40796/2024 del 06/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 14/05/2024 che aveva confermato il decreto del G.I.P. del 05/04/2024 disponendo il sequestro preventivo di euro 46.500,00 ritenuti profitto del reato di truffa. Il ricorrente deduceva incompetenza territoriale del giudice che ha emesso il decreto, sostenendo che, trattandosi di truffa con pagamento mediante bonifico, il reato si perfeziona nel luogo in cui ha sede il conto corrente sul quale è stato accreditato il profitto (nel caso, un conto acceso a Roma presso filiale della banca ICQ S.p.A., dove è stato eseguito il sequestro). Il Tribunale aveva ritenuto irrilevante la sede di accredito in quanto il conto era stato acceso on line e la banca era priva di una domiciliazione territoriale, sicché non sarebbe possibile individuare il luogo fisico di accesso e di accrescimento patrimoniale.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato il principio secondo cui, nelle truffe contrattuali con profitto conseguito tramite bonifico, la competenza territoriale deve farsi con riferimento al luogo in cui l'agente consegue l'ingiusto profitto (dove il denaro entra nella disponibilità dell'autore), e non al luogo da cui è stata disposta la disposizione di pagamento. Ha ritenuto erroneo che la competenza possa essere determinata in base al momento o al luogo di "accensione" online del conto o alla mera tipologia di banca. Per tali ragioni l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Forlì per nuovo giudizio, ai sensi dell'art. 324, co. 5, c.p.p.
Norme richiamate
art. 9 cod. proc. pen.
Regole suppletive per la determinazione della competenza territoriale applicabili quando non è determinabile il luogo di riscossione del profitto; la Corte richiama che tali regole devono essere utilizzate se non è possibile individuare il luogo fisico in cui il profitto è stato riscosso.
art. 324, co. 5, c.p.p.
Norma che disciplina il rinvio per nuovo giudizio dopo annullamento dell'atto impugnato; la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale di Forlì per nuovo esame alla luce dei principi enunciati.
Massime di principio
- Nelle truffe con pagamento tramite bonifico, la competenza territoriale si determina in base al luogo in cui l'autore consegue l'ingiusto profitto (dove il denaro entra nella sua disponibilità), non in base al luogo da cui la vittima ha disposto il bonifico.
- Se il profitto risulta accreditato su un conto riconducibile a una filiale fisica o a una domiciliazione territoriale, quel luogo può radicare la competenza.
- La mera apertura online del conto o la 'natura online' della banca non autorizza a fare coincidere la competenza con il luogo di apertura telematica; va invece verificata l'effettiva disponibilità materiale delle somme e la presenza di un luogo fisico riconoscibile di accrescimento patrimoniale.
- Se non è possibile determinare un luogo fisico di riscossione del profitto, vanno applicate le regole suppletive di competenza (art. 9 c.p.p.).
- In caso di errore sulla competenza territoriale del giudice che ha disposto misure cautelari patrimoniali, la decisione può essere annullata e la materia rinviata per nuovo esame.
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