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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10434/2024 del 12/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Bortolato ha impugnato in Cassazione la sentenza di appello che aveva confermato la condanna inflitta dal Tribunale di Udine per bancarotta fraudolenta per plurime distrazioni e per bancarotta fraudolenta documentale. Il ricorso articolava quattro motivi: 1) censura della responsabilità per i fatti di distrazione (contestando la valutazione di numerosi prelievi e sostenendo che parte delle somme fossero rimborsi/finanziamenti del socio o versamenti riparatori, con riferimento agli artt. 216 e 223 della legge fallimentare); 2) errata riqualificazione giuridica e carenza dell'elemento psicologico (artt. 214 e 224 L. fall.); 3) vizi di motivazione sulla bancarotta documentale e sull'elemento psicologico, con riferimento anche all'art. 43 c.p.; 4) richiesta di riqualificazione della bancarotta documentale da fraudolenta a semplice per carenza dello stato di decozione e per possibile colpa anziché dolo (artt. 217 e 224 L. fall. e art. 521 cod. proc. pen.). La difesa sosteneva inoltre che i versamenti di circa 190.347 euro e di 122.500 euro dovessero essere qualificati come apporti/finanziamenti tali da giustificare i prelievi o integrare la fattispecie della bancarotta riparata.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto congrua e non contraddittoria la motivazione della Corte d'appello che aveva escluso la riconducibilità certa di gran parte dei versamenti a finanziamenti del ricorrente e aveva quindi escluso la bancarotta riparata. La Cassazione ha inoltre confermato che: 1) la mera deduzione generica di finanziamenti non sostituisce la prova documentale della natura degli apporti; 2) la qualificazione del versamento come apporto in conto capitale o come mutuo ha effetti diversi sulla qualificazione del reato e richiede elementi probatori specifici; 3) l'irregolare tenuta della documentazione contabile può legittimamente essere valutata come strumentale all'occultamento di atti depauperativi e, perciò, la bancarotta documentale fraudolenta è fondata anche per via di presunzioni logico-presuntive (dolo generico desumibile dalla bancarotta patrimoniale accertata). La Cassazione ha infine osservato che una esclusione parziale di un singolo fatto distrattivo (somma di euro 14.700) non incideva sulla commisurazione della pena già fissata al minimo, per effetto delle attenuanti generiche prevalenti.

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    Norma procedurale citata in relazione alla richiesta (non formulata) di discussione orale in Cassazione; la requisitoria scritta del P.G. è stata valutata ai sensi della disposizione.

  • disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1

    Richiama i limiti formali del ricorso per cassazione nei motivi dedotti; citato per la delimitazione delle questioni sottoposte.

  • legge fallimentare (L. fall.), artt. 216, 217, 223, 224

    Norme concernenti i reati di bancarotta (fra cui bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione e bancarotta fraudolenta documentale) e le loro qualificazioni: la Corte ha interpretato che la prova della natura dei versamenti (apporto in conto capitale vs mutuo) è determinante ai fini della qualificazione e che l'assenza di comprovata riconducibilità esclude la bancarotta riparata.

  • codice penale, art. 43

    Richiamato in riferimento a profili di responsabilità e di attribuzione dell'elemento psicologico; la Corte ha ritenuto infondata la censura sulla mancanza del dolo.

  • codice di procedura penale, art. 521

    Norma processuale relativa alla riqualificazione del reato: la Corte ha ritenuto non dovuta la riqualificazione da fraudolenta a semplice in assenza di fondamento probatorio.

Massime di principio

  • La qualificazione di somme versate come "apporti" o come "mutui" deve risultare da prove specifiche e documentali: mere deduzioni generiche non sono sufficienti a modificare la qualificazione dei fatti di bancarotta.
  • La bancarotta riparata richiede certezza che i versamenti abbiano effettivamente parificato o riparato le distrazioni; se non è certa la riconducibilità delle somme, la figura viene esclusa.
  • La natura del versamento (conto capitale vs mutuo) ha riflessi decisivi: restituzioni di capitale possono integrare la bancarotta per distrazione, restituzioni di mutuo possono configurare bancarotta preferenziale.
  • La mancata o irregolare tenuta della documentazione contabile può legittimamente far presumere il dolo nella bancarotta documentale: il dolo generico può essere desunto logicamente dalle condotte patrimoniali fraudolente accertate.
  • L'annullamento o l'assoluzione parziale rispetto a singole poste non necessariamente incide sulla condanna complessiva o sulla misura della pena se la restante prova è sufficiente e la pena è già al minimo per effetto delle attenuanti.
  • Le censure che si limitano a proporre alternative interpretative dei medesimi fatti, senza introdurre nuovi elementi probatori, difficilmente superano la motivazione congrua dei giudici di merito.
  • Nei giudizi su reati fallimentari è cruciale la corrispondenza documentale tra fatture, pagamenti e registrazioni contabili: l'assenza di riscontri puntuali indebolisce la tesi difensiva circa la liceità degli esborsi.

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