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Circolare

Circolare INAIL n. 80 del 30 settembre 1997

Sentenza n 1791988 della Corte Costituzionale nuove modalità di trattazione delle pratiche di tecnopatie non tabellate.

INAIL

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare ridefinisce la gestione delle malattie professionali non tabellate dopo l'entrata in vigore del D.P.R. n. 336/1994, distinguendo tra patologie per le quali viene meno l'accentramento centrale e patologie da posture incongrue e microtraumi ripetuti, che restano invece sottoposte alla Direzione Generale. Vengono inoltre rafforzati i compiti di monitoraggio delle strutture territoriali e precisato l'onere probatorio, con un ruolo più attivo dell'INAIL nell'acquisizione e integrazione degli elementi utili all'accertamento del nesso eziologico.

Nuove modalità di trattazione delle tecnopatie non tabellate dopo la sentenza n. 179/1988

Sentenza n. 179/1988 della Corte Costituzionale. Nuove modalità di trattazione delle pratiche di tecnopatie non tabellate

La circolare interviene sulla gestione delle malattie professionali non tabellate alla luce dell'evoluzione normativa e dell'esperienza applicativa maturata dopo la sentenza n. 179/1988 e dopo l'entrata in vigore del D.P.R. n. 336/1994. L'obiettivo è ridefinire i livelli di accentramento istruttorio e rafforzare il ruolo operativo dell'INAIL nella ricostruzione del nesso eziologico.

Evoluzione del fenomeno e superamento dell'accentramento per alcune patologie

La Direzione evidenzia che, nel periodo considerato, le malattie non tabellate sottoposte all'esame centrale si sono progressivamente concentrate soprattutto su tre tipologie: ipoacusie contratte in lavorazioni non tabellate, malattie da posture incongrue e microtraumi ripetuti, e affezioni respiratorie e cutanee di natura allergica dovute a sostanze non tabellate.

Per ipoacusie e malattie allergiche la circolare ritiene che le precedenti ragioni di accentramento siano ormai superate. Ciò dipende sia dalla diffusione di direttive applicative consolidate sia dall'esperienza maturata, che offre sufficienti garanzie di uniformità e correttezza di trattazione su tutto il territorio nazionale.

Resta invece ferma la necessità di mantenere un presidio centrale per le patologie da posture incongrue e microtraumi ripetuti, in ragione della complessità del fenomeno e dell'esigenza di ulteriori approfondimenti tecnici, formativi e metodologici.

Nuova procedura per le malattie non tabellate diverse da posture incongrue e microtraumi ripetuti

Per tutte le malattie non tabellate, con esclusione di quelle da posture incongrue e microtraumi ripetuti, le Sedi devono trasmettere le fattispecie ritenute suscettibili di ammissione a tutela alle Direzioni regionali, interregionali e provinciale.

Tali strutture territoriali devono esprimere:

  • valutazioni tecniche sul rischio, tramite parere CON.T.A.R.P.;
  • valutazioni medico-legali, tramite il Settore Sanitario;
  • valutazioni amministrative.

Dopo tale istruttoria, gli atti vengono restituiti alle Sedi per la decisione definitiva. Alla Direzione Generale devono essere inviate solo le pratiche eccezionalmente complesse o del tutto inedite, che richiedano un pronunciamento delle strutture centrali.

La circolare attribuisce inoltre alle Direzioni regionali, interregionali e provinciale un compito costante di monitoraggio del fenomeno, anche con riferimento al contenzioso, così da garantire una conoscenza aggiornata delle sue caratteristiche quantitative e qualitative. Con cadenza trimestrale tali Direzioni devono trasmettere alla Direzione Generale un prospetto riepilogativo delle malattie non tabellate riconosciute di origine professionale, distinguendole per tipo di patologia, gestione e Sede.

Persistenza dell'accentramento per posture incongrue e microtraumi ripetuti

Per le malattie da posture incongrue e da microtraumi ripetuti la circolare conferma invece la prosecuzione della procedura centralizzata: le fattispecie ritenute suscettibili di tutela devono continuare a essere sottoposte, tramite le Direzioni regionali, interregionali e provinciale, all'esame della Direzione Generale.

A supporto di tale impostazione viene richiamato un elaborato allegato contenente linee guida per la diagnosi della sindrome del tunnel carpale, indicata come la patologia più frequentemente denunciata nell'ambito di queste malattie. Il documento è qualificato come sperimentale: dopo un adeguato periodo di verifica, volto a testarne l'efficacia operativa e a recepire eventuali osservazioni dalla periferia, esso dovrà essere sottoposto al confronto con le parti sociali per la definizione di un protocollo diagnostico definitivo.

Onere della prova e partecipazione istruttoria dell'INAIL

La circolare affronta poi il tema dell'onere della prova, rilevando che l'esperienza maturata ha smentito i timori di un'espansione incontrollata della tutela. Il numero dei riconoscimenti resta contenuto e il sistema incontra difficoltà soprattutto nella diagnosi delle nuove patologie da lavoro.

Il punto critico è individuato nel fatto che l'onere della prova grava integralmente sul lavoratore, il quale spesso non dispone di conoscenze sufficienti per ricostruire in modo efficace rischi e danni lavorativi. La difficoltà è ormai in via di superamento per alcune patologie, come l'ipoacusia, ma permane per altre, in particolare per quelle da posture incongrue e microtraumi ripetuti, per le quali manca ancora un quadro di riferimento nazionale certo e organico.

La circolare collega a questa situazione la crescita del contenzioso giudiziario e il ruolo crescente della magistratura di merito, ritenuto non coerente con una piena funzionalità del sistema assicurativo. Per questo l'INAIL, quale assicuratore sociale, è chiamato ad assumere un ruolo più attivo nella conoscenza e nella protezione delle nuove patologie da lavoro.

Sul piano operativo, ne discendono le seguenti regole:

  • l'assicurato deve produrre tutta la documentazione ragionevolmente acquisibile sulle condizioni di rischio e sull'esistenza della malattia;
  • se la documentazione è insufficiente ma integrabile, il lavoratore deve essere invitato a presentare ulteriori elementi, con indicazione delle prove necessarie e, se possibile, delle modalità di reperimento;
  • l'Istituto deve utilizzare tutti gli atti già in suo possesso e acquisire d'ufficio eventuali indagini già svolte altrove;
  • devono essere integrate le informazioni sul rischio mediante proprie indagini ispettive o, per i profili tecnici, tramite le CON.T.A.R.P.;
  • quando l'area sanitaria esprime una prima valutazione di sospetta malattia professionale, tutti gli ulteriori esami clinico-specialistici e strumentali necessari all'approfondimento del nesso eziologico devono essere svolti a cura e a carico dell'Istituto.

La finalità dichiarata è ridurre progressivamente le definizioni negative per carenza di documentazione probatoria, limitandole ai soli casi manifestamente infondati.

Punti principali

Contesto e superamento dell'accentramento per alcune tecnopatie

Dopo l'entrata in vigore del D.P.R. n. 336/1994, le malattie non tabellate sottoposte all'esame centrale si sono ridotte soprattutto a ipoacusie da lavorazioni non tabellate, malattie da posture incongrue e microtraumi ripetuti, e patologie respiratorie e cutanee di natura allergica dovute a sostanze non tabellate. Per ipoacusie e malattie allergiche la circolare ritiene ormai venute meno le ragioni della parziale forma di accentramento prevista dalla circolare n. 35/1992, mentre tali ragioni permangono per le patologie da posture incongrue e microtraumi ripetuti.

Nuova procedura per le malattie non tabellate diverse da posture incongrue e microtraumi ripetuti

Per tutte le malattie non tabellate, salvo quelle da posture incongrue e microtraumi ripetuti, le Sedi devono trasmettere le fattispecie suscettibili di tutela alle Direzioni regionali, interregionali e provinciale. Queste esprimono valutazioni tecniche sul rischio, medico-legali e amministrative e restituiscono gli atti alle Sedi per la decisione finale. Alla Direzione Generale vanno inviate solo le pratiche particolarmente complesse o inedite che richiedono un pronunciamento centrale.

Monitoraggio territoriale e flussi informativi

Alle Direzioni regionali, interregionali e provinciale è affidato un continuo monitoraggio dell'andamento del fenomeno, anche rispetto al contenzioso, per conoscerne con precisione le caratteristiche quantitative e qualitative. Con cadenza trimestrale tali Direzioni devono trasmettere alla Direzione Generale un prospetto riepilogativo delle malattie non tabellate riconosciute di origine professionale, distinte per tipo di patologia, gestione e Sede.

Mantenimento dell'accentramento per posture incongrue e microtraumi ripetuti

Per le malattie da posture incongrue e da microtraumi ripetuti permane la necessità di sottoporre le fattispecie, tramite le Direzioni regionali, interregionali e provinciale, all'esame della Direzione Generale. La circolare richiama, per questo gruppo di patologie, la necessità di ulteriori approfondimenti, formazione del personale sanitario e predisposizione di protocolli adeguati prima di un completo decentramento. È allegato un elaborato sperimentale con linee guida per la diagnosi della sindrome del tunnel carpale, destinato a essere verificato e successivamente condiviso con le parti sociali per un protocollo diagnostico definitivo.

Onere della prova e ruolo attivo dell'INAIL

La circolare sottolinea che l'onere della prova grava sul lavoratore, ma indica un rafforzamento dell'intervento istruttorio dell'INAIL, per superare le criticità connesse alla difficoltà di dimostrare alcune tecnopatie emergenti. Il lavoratore deve produrre la documentazione ragionevolmente acquisibile su rischio e malattia; se la documentazione è insufficiente ma integrabile, deve essere invitato a produrre ulteriori elementi con indicazione delle prove richieste e, se possibile, delle modalità di reperimento. L'Istituto deve comunque utilizzare gli atti già disponibili, acquisire d'ufficio indagini eventualmente esistenti, svolgere proprie indagini ispettive o tecniche tramite CON.T.A.R.P., e, quando l'area sanitaria ravvisi una prima sospetta malattia professionale, farsi carico degli ulteriori esami clinico-specialistici e strumentali necessari per approfondire il nesso eziologico.

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