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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28017/2021 del 14/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso almeno parzialmente, ritenendo fondato il secondo motivo. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello di Catania, in diversa composizione, per ulteriori accertamenti di fatto e nuovo esame conforme ai principi enunciati nella decisione di legittimità; ha inoltre disposto che la Corte territoriale regoli le spese anche di questa fase di legittimità.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso prospetta (secondo motivo ritenuto valido) violazione e falsa applicazione dell'art. 702-quater c.p.c. in tema di espunzione e, comunque, l'errata esclusione in appello della documentazione prodotta per dimostrare l'esistenza del rapporto professionale tra Torre e la DIMO S.r.l. (documenti: modello 770 anno 2004 della DIMO S.r.l. e due assegni emessi dalla società a favore della Gugliuzzo e di un avvocato). Si censura inoltre la decisione della Corte d'Appello che ha sanzionato Torre per non aver adeguatamente contestato, in primo grado, allegazioni difensive della UnipolSai S.p.A., quando tale parte non si era costituita in primo grado e aveva sollevato tali deduzioni solo in appello. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile perché non specificato dove e quando fosse stato prospettato in appello.

Norme richiamate

  • art. 702-quater c.p.c.

    Richiamato in relazione alla disciplina dell'espunzione della documentazione: il motivo censura la esclusione dei documenti in appello ai fini della prova del rapporto professionale tra Torre e DIMO S.r.l., ritenendo che l'espunzione sia stata applicata in modo errato.

  • art. 345, comma 3, c.p.c. (testo previgente alla novella)

    Il principio relativo alla "prova nuova indispensabile" è evocato per valutare l'ammissibilità di documenti ritenuti idonei a eliminare ogni incertezza sulla ricostruzione fattuale accolta dalla decisione impugnata, indipendentemente dalle preclusioni istruttorie del primo grado.

  • art. 54, comma 1, lett. b), d.l. n. 83/2012 conv. in L. n. 134/2012

    Richiamata come riferimento alla novella che ha modificato la disciplina della "prova nuova indispensabile": la Corte indica la rilevanza della versione previgente per l'applicazione del principio di prova nuova nel caso concreto.

  • Sez. U, n. 10790 del 2017 (giurisprudenza)

    «Prova nuova indispensabile di cui al testo dell'art. 345, comma 3, cod. proc. civ., pre vigente rispetto alla novella di cui all'art. 54, comma 1, lett. b), d.l. n. 83 del 2012, convertito in legge n. 134 del 2012, è quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione fattuale accolta dalla pronuncia gravata, smentendola o confermandola senza lasciare margini di dubbio oppure provando quel che era rimasto non dimostrato o non sufficientemente dimostrato, a prescindere dal rilievo che la parte interessata sia incorsa, per propria negligenza o per altra causa, nelle preclusioni istruttorie del primo grado.»

    La Corte applica questo principio per ritenere che la documentazione prodotta in appello potesse costituire "prova nuova indispensabile" e quindi non doveva essere semplicemente esclusa per questioni preclusive del primo grado.

Massime di principio

  • Se una parte non si è costituita in primo grado, le deduzioni difensive sollevate solo in appello non possono automaticamente fondare una sanzione per mancata contestazione da parte dell'attore in primo grado; l'onere di allegazione deve essere valutato in riferimento all'assetto processuale effettivo.
  • La documentazione prodotta in appello può essere ammessa se assume carattere di "prova nuova indispensabile": ossia se è idonea a eliminare ogni possibile incertezza sulla ricostruzione fattuale formulata dalla decisione impugnata.
  • Il principio di eventualità non può essere interpretato in modo così estensivo da imporre all'attore in primo grado di formulare tutte le possibili controdeduzioni e allegazioni probatorie inerenti a deduzioni che una controparte non aveva effettivamente svolto in quel grado.
  • La Corte d'appello deve valutare i documenti in modo unitario e compiuto, effettuando i necessari riscontri tra i vari elementi probatori e non fornendo valutazioni frammentarie o generiche che ledano la funzione probatoria dei documenti.
  • In caso di censura sulla valutazione della prova in appello, la Cassazione può cassare e rinviare per un nuovo esame di merito quando siano necessari ulteriori accertamenti di fatto o una rivalutazione complessiva della documentazione.
  • La nozione di "prova nuova indispensabile" tutela l'ammissione di elementi probatori che effettivamente risolvono dubbi decisivi sulla controversia, anche se la parte interessata ha subito preclusioni in primo grado per negligenza.

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