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Circolare

Circolare numero 65 del 25-3-1996

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare comunica l’aggiornamento della classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali e assistenziali, in attuazione dell’art. 49 della legge n. 88/1989 e in armonia con la classificazione ISTAT delle attività economiche. Viene illustrata la nuova struttura del manuale operativo, con i settori di attività, le principali modifiche rispetto alla precedente classificazione e le regole transitorie per l’inquadramento delle aziende già esistenti. Sono inoltre fornite istruzioni operative sull’uso dei nuovi codici statistico-contributivi, non ancora operativi, e sul progressivo adeguamento degli archivi e delle procedure automatizzate.

Aggiornamento della classificazione dei datori di lavoro e adozione del manuale operativo con codici ISTAT/CSC

Aggiornamento della classificazione dei datori di lavoro e manuale operativo

La circolare illustra il riordino della classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali e assistenziali, disposto in coerenza con l’art. 49 della legge n. 88 del 9 marzo 1989 e con l’esigenza di armonizzazione con la classificazione ISTAT delle attività economiche, richiamando anche il d.lgs. n. 322 del 6 settembre 1989. L’intervento mira a rendere uniforme la nomenclatura delle attività e a registrare negli archivi aziendali i codici ISTAT, così da consentire comparazioni e raccordi statistici più agevoli.

Struttura e contenuto del manuale

Il nuovo manuale operativo è articolato in quattro parti:

  • elenco delle attività economiche con codifica ATECO 91 e codici statistico-contributivi;
  • indice alfabetico delle attività;
  • indice delle attività economiche ordinate secondo il codice Ateco 91;
  • elenco dei codici di autorizzazione relativi ai codici statistici contributivi in uso.

La prima parte è organizzata in sei settori, secondo quanto previsto dall’art. 49 della legge n. 88/1989. La seconda parte contiene le categorie di attività secondo la nomenclatura ISTAT 1991 e, per ciascuna attività, riporta il nuovo codice statistico-contributivo, il codice attualmente attribuito e il corrispondente codice ISTAT. La circolare precisa che i nuovi codici non sono ancora operativi e che, per il momento, restano utilizzabili quelli già in uso, indicati nella colonna "C.S.C. di provenienza e attuale".

Modifiche rispetto alla precedente classificazione

Il manuale sostituisce la seconda parte del "Manuale di istruzioni in materia di iscrizione e classificazione delle aziende", edizione settembre 1988. La nuova articolazione recepisce le innovazioni introdotte dall’art. 49 e introduce modifiche sostanziali nella struttura precedente, anche per effetto dell’allineamento alla classificazione ISTAT 1991.

Settore industria

Nel settore industria vengono evidenziate le principali innovazioni:

  • le attività di servizi, se non svolte da imprenditori artigiani, non sono più collocate nel settore industria ma confluiscono nel terziario;
  • la classe "attività connesse con l’agricoltura" è soppressa e le relative attività passano all’agricoltura o al terziario;
  • sono istituite nuove classi per:
    • attività di riparazione non altrove classificate;
    • attività industriali non altrove classificate;
    • attività di servizi già classificate nel ramo industria prima dell’entrata in vigore della legge n. 88/1989 e confermate per effetto del terzo comma dell’art. 49;
    • attività attribuite al settore industria per effetto di sentenza passata in giudicato;
    • aziende attribuite al settore industria per effetto di sentenze passate in giudicato.

Settore artigianato

Il settore artigianato raccoglie le attività disciplinate dalla legge 8 agosto 1985, n. 443. Nella nuova classificazione non è più riferito alle analoghe classi del settore industria, poiché in quest’ultimo non rientrano più le attività di servizi, ora collocate nel terziario.

Settore agricoltura

Nel settore agricoltura confluiscono alcune attività prima classificate nell’industria, tra cui:

  • bachicoltura;
  • caccia e cattura di animali per allevamento e ripopolamento di selvaggina, compresi i servizi connessi;
  • aziende di utilizzazione delle foreste e dei boschi.

È inoltre istituita la classe "Attività agricole svolte in forma associata" per cooperative e consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici prevalentemente propri o conferiti dai soci, ai sensi della legge 15 giugno 1984, n. 240. La classe è suddivisa in due categorie, una per il personale impiegatizio e dirigenziale e una per gli operai a tempo indeterminato. Per l’attribuzione del codice ISTAT occorre fare riferimento alla singola attività svolta dalla cooperativa.

Settore credito, assicurazione e tributi

Dal settore credito vengono estrapolate e trasferite al terziario, nella classe dell’intermediazione finanziaria, assicurativa e attività ausiliarie, le attività degli istituti finanziari, delle società per la gestione dei fondi comuni di investimento e delle agenzie di cambio e di borsa. Nel settore sono inoltre inclusi i fondi pensione, collocati nella classe "assicurazioni e fondi pensione, escluse le assicurazioni sociali obbligatorie".

Settore terziario

Il terziario è il settore che recepisce le novità più rilevanti, poiché vi confluiscono tutte le attività di produzione, intermediazione e prestazione di servizi, anche finanziari, secondo il criterio dell’art. 49 della legge n. 88/1989. La circolare segnala, tra le attività ora attribuite al settore, a titolo esemplificativo:

  • servizi per l’igiene, la pulizia e la cura della persona;
  • servizi per l’igiene e la pulizia dell’ambiente;
  • esercizio e noleggio di macchine agricole per conto terzi con personale;
  • gestione di magazzini frigoriferi per conto terzi;
  • attività di manutenzione e soccorso stradale;
  • attività di aerofotocinematografia, salvo che sia inserita in un ciclo produttivo di spettacolo;
  • confezionamento di generi alimentari e non.

Vi confluiscono inoltre le attività di intermediazione finanziaria e assicurativa e le relative attività ausiliarie, tra cui istituti finanziari, società dei fondi comuni di investimento, mediazione di valori negoziabili e attività di periti e liquidatori indipendenti delle assicurazioni.

Settore attività varie

Il nuovo settore attività varie è istituito in attuazione del secondo comma dell’art. 49 della legge n. 88/1989, con la soppressione dei rami "Enti Pubblici" e "Amministrazioni Statali". Il settore è articolato in tre classi:

  • classe 01: organismi diversi dagli enti pubblici che svolgono, in forma non imprenditoriale, attività non riconducibili a quelle economico-produttive e perseguono finalità socio-assistenziali, politico-sindacali, di culto o scientifico-culturali; vi sono inclusi anche organismi extraterritoriali ed enti privati gestori di forme di previdenza obbligatorie;
  • classe 02: enti pubblici e attività dei consorzi di bonifica, con conseguente ritenuta abrogazione dell’art. 33 del T.U.A.F. nella parte che prevedeva l’inserimento dei consorzi di bonifica nel ramo industria;
  • classe 03: amministrazioni statali.

Per le amministrazioni statali non si segue la classificazione ISTAT in modo puntuale, poiché ciò comporterebbe una mera elencazione non significativa ai fini contributivi; le sedi devono fare riferimento alla specifica attività svolta dalla singola amministrazione, così come prevista nella classificazione ISTAT. È inoltre prevista una categoria specifica per le amministrazioni statali che stipulano rapporti di lavoro di natura privatistica.

Decorrenza dei nuovi inquadramenti

La circolare distingue due regimi:

  • le aziende che iniziano l’attività con dipendenti dopo il 28 marzo 1989 devono essere inquadrate secondo i criteri dell’art. 49 della legge n. 88/1989;
  • le aziende già validamente inquadrate nei settori industria, commercio e agricoltura alla data di entrata in vigore della legge, ma che con il nuovo criterio risulterebbero collocabili in un diverso settore, mantengono l’inquadramento già attribuito in forza del terzo comma dell’art. 49.

Il principio di conservazione dell’inquadramento vale anche quando l’assetto precedente derivi da sentenze definitive della magistratura con effetto retroattivo.

Codifica delle aziende e gestione transitoria

Poiché i nuovi codici statistico-contributivi non sono ancora operativi, le sedi devono limitarsi, in una prima fase, a individuare il codice ISTAT 1991 nell’ambito della nuova classificazione, continuando però ad attribuire la codifica già in uso. La colonna del manuale denominata "C.S.C. di provenienza e attuale" contiene il codice attualmente attribuito alle aziende.

La circolare segnala che, per alcune attività, in tale colonna compaiono più codici, poiché nella precedente classificazione esse potevano essere ricondotte a diverse categorie economiche; in questi casi il codice da utilizzare è individuato con l’asterisco (*), al fine di uniformare il comportamento delle sedi.

Aggiornamento degli archivi e delle procedure automatizzate

L’adeguamento alla nuova classificazione avverrà per fasi:

  • prima fase: aggiornamento della procedura di iscrizione e variazione delle aziende per consentire l’inserimento, in aggiunta alla codifica vigente, del codice ISTAT 1991;
  • successiva comunicazione: rilascio dell’operatività della codifica ISTAT e dei programmi per l’inserimento e la gestione del codice negli archivi aziendali;
  • fase ulteriore: procedura per l’adeguamento della vecchia codifica alla nuova, sia negli archivi locali sia nell’archivio centrale;
  • fase finale: revisione di tutte le procedure DM, tra cui acquisizione, stringatura, calcolo, note di rettifica, ripartizione, recupero crediti e O3/M-01/M, con possibilità di abolire la vecchia codifica solo dopo la completa uniformazione dei sistemi.

La circolare annuncia infine che sarà fornito un programma utilizzabile su personal computer per ricerche facilitate per codice ISTAT, CSC e categoria, al fine di supportare gli operatori nella definizione delle codifiche. Il manuale sarà inviato successivamente.

Punti principali

Finalità dell’aggiornamento e armonizzazione con ISTAT

La circolare dà conto dell’aggiornamento della classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali e assistenziali per renderla coerente con l’art. 49 della legge n. 88 del 9 marzo 1989 e con la classificazione ISTAT delle attività economiche, richiamando anche il d.lgs. n. 322 del 6 settembre 1989 sul Sistema Statistico Nazionale.

Struttura del manuale operativo

Il manuale comprende quattro parti: elenco delle attività economiche con codifica ATECO 91 e codici statistico-contributivi, indice alfabetico delle attività, indice delle attività ordinate secondo il codice Ateco 91, elenco dei codici di autorizzazione relativi ai codici statistici contributivi in uso. La prima parte è articolata in sei settori e la seconda riporta le nuove categorie secondo la nomenclatura ISTAT 1991.

Nuova articolazione dei settori di attività

La nuova classificazione sostituisce i precedenti 7 rami con 6 settori principali: Industria, Artigianato, Agricoltura, Credito/Assicurazione e Tributi, Terziario, Attività varie. Vengono evidenziati gli spostamenti di attività tra settori, la soppressione di alcune classi e l’introduzione di nuove categorie, in particolare per i servizi, l’agricoltura associata, l’intermediazione finanziaria e le attività degli enti pubblici e delle amministrazioni statali.

Regole transitorie per l’inquadramento delle aziende

Le aziende che iniziano l’attività con dipendenti dopo il 28 marzo 1989 devono essere inquadrate secondo i criteri dell’art. 49. Le aziende già validamente inquadrate prima di tale data mantengono il precedente settore anche se, in base alla nuova disciplina, sarebbero collocabili altrove, compresi i casi di inquadramento retroattivo disposto da sentenze definitive.

Codifica, archivi e procedure

I nuovi codici statistico-contributivi non sono ancora operativi: le sedi devono quindi continuare a usare la codifica vigente, individuando però contestualmente il codice ISTAT 1991. La circolare anticipa un adeguamento progressivo degli archivi aziende e delle procedure automatizzate, con successivi messaggi per l’attivazione dei programmi e per l’aggiornamento delle procedure DM, fino alla completa sostituzione della vecchia codifica.

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