Cassazione Penale, Sentenza n. 23463/2025 del 24/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 27/11/2024 con cui la Corte d'Appello di Palermo aveva revocato la sospensione condizionale concessa a COLLICA per inottemperanza all'ordine di demolizione del manufatto abusivo entro 90 giorni dal passaggio in giudicato. La ricorrente ha dedotto la prescrizione / estinzione per decorso del quinquennio, sostenendo che il termine quinquennale deve decorrere dal novantesimo giorno successivo al passaggio in giudicato (termine utile per ottemperare).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha affermato il principio secondo cui il termine di prescrizione della pena, divenuta eseguibile in seguito all'inadempimento degli obblighi (demolizione), decorre dal giorno successivo a quello entro cui l'interessato avrebbe potuto procedere all'adempimento (ossia dallo scadere del termine dei 90 giorni). Ha rilevato che la Corte d'Appello non ha valutato la richiesta di declaratoria di estinzione formulata dalla difesa e, constatato il decorso del quinquennio, ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato alla Corte d'Appello di Palermo per nuovo esame alla luce dei principi richiamati; ha inoltre ricordato che l'ordine di demolizione ha natura di sanzione amministrativa e non rientra nel beneficio della sospensione condizionale.
Norme richiamate
Sez. 3, n. 15589 del 10/12/2019 (Monosi)
Stabilisce che il termine di prescrizione della pena, quando l'esecuzione dipende dall'inadempimento dell'obbligo di demolizione, decorre dal giorno successivo a quello entro cui l'interessato avrebbe potuto procedere alla demolizione (termine utile per adempiere).
Sez. 3, n. 42476 del 14/10/2024 (Bello)
Conferma l'orientamento secondo cui la decorrenza del termine prescrizionale va calcolata dalla scadenza del termine utile per adempiere.
Sez. U, n. 2 del 30/10/2014 (Maiorella)
Principio di riferimento sulla decorrenza del termine di prescrizione della pena quando l'esecuzione è subordinata alla revoca di un beneficio (es. indulto): la decorrenza va parametrata alla condizione che rende eseguibile la pena.
Sez. 3, n. 34297 del 05/07/2007 (Moretti)
Precisa che l'ordine di demolizione costituisce una sanzione amministrativa e non è assoggettabile al beneficio della sospensione condizionale della pena.
Sez. 3, n. 28978 del 08/04/2016 (Miragliuolo)
Richiama la distinzione tra sanzioni penali e sanzioni amministrative in relazione all'applicabilità del beneficio della sospensione condizionale.
Massime di principio
- Il quinquennio di prescrizione, quando l'esecuzione della pena dipende dall'adempimento di un obbligo (es. demolizione), decorre dal giorno successivo alla scadenza del termine fissato per l'adempimento (non dalla sola data di irrevocabilità della sentenza).
- Se il procedimento di revoca della sospensione condizionale è avviato dopo il decorso del quinquennio calcolato sulla scadenza del termine utile per adempiere, il giudice deve valutare (e, se conforme, dichiarare) l'estinzione per prescrizione; la mancata valutazione dell'istanza di estinzione può comportare l'annullamento dell'atto impugnato.
- L'ordine di demolizione ha natura di sanzione amministrativa e non rientra nel beneficio della sospensione condizionale delle pene; quindi l'ottemperanza a tale ordine va considerata separatamente ai fini della sospensione.
- In caso di dubbio sulla decorrenza del dies a quo, la giurisprudenza di legittimità privilegia la tutela del termine utile per l'interessato ad adempiere (orientamento favorevole al calcolo dalla scadenza del termine di ottemperanza).
- Il tribunale di merito, se rimesso in istruttoria dalla Cassazione, dovrà riesaminare il caso applicando i principi indicati e decidere anche sulla eventuale declaratoria di estinzione per prescrizione.
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