Cassazione Penale, Ordinanza n. 11104/2026 del 24/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La condanna di merito per minaccia aggravata è quindi rimasta ferma.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Roma che aveva confermato la sua condanna in primo grado per minaccia aggravata ex art. 612 commi 1 e 2 c.p., in relazione all'art. 339, comma 2, c.p. L'unico motivo deduceva, per la prima volta in sede di legittimità, il travisamento della prova da parte dei giudici di merito, sostenendo che nella motivazione era stata valorizzata un'informazione inesistente nel materiale processuale, relativa alla presenza di cartucce nella pistola. La Corte ha ritenuto la doglianza non deducibile perché implicava un apprezzamento di fatto ed era nuova rispetto ai gradi di merito.
Norme richiamate
Indicato come base del reato oggetto della condanna confermata in appello.
Richiamato quale aggravante riferita al reato contestato.
Massime di principio
- In sede di legittimità non è deducibile per la prima volta una censura che richieda un nuovo apprezzamento del fatto e delle risultanze probatorie.
- Il travisamento della prova non può essere utilmente prospettato in cassazione se la relativa doglianza non era stata dedotta nei gradi di merito e richiede verifiche fattuali precluse al giudice di legittimità.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, la condanna di merito resta ferma e il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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