Sentenza del 04/02/2016 n. 14 - Comm. Trib. Prov. Aosta
OGGETTO: Società immobiliare. Disciplina delle società di comodo. Istanza di disapplicazione di norme antielusive. Temporanea inagibilità dell'immobile. Ammissibilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società ha chiesto la disapplicazione della disciplina sulle società non operative o di comodo, sostenendo di non aver potuto conseguire i ricavi, gli incrementi di rimanenze, i proventi e il reddito minimo previsti dalla normativa a causa della temporanea inagibilità dell’unico cespite immobiliare. La questione riguardava se tale circostanza fosse sufficiente a rendere ammissibile l’istanza di disapplicazione, anche in assenza di un evento eccezionale.
La decisione
L’istanza è stata ritenuta ammissibile. È stato chiarito che le situazioni idonee a giustificare il mancato raggiungimento dei ricavi e del reddito minimo non devono necessariamente avere carattere eccezionale, ma devono essere oggettive, reali ed effettive, oltre che tali da rendere impossibile il conseguimento degli obiettivi aziendali secondo criteri di normalità e ragionevolezza economica e gestionale. La temporanea inagibilità dell’unico immobile può quindi costituire una circostanza oggettiva rilevante ai fini della disapplicazione, purché adeguatamente documentata.
Norme richiamate
Art. 30 della Legge 23 dicembre 1994, n. 724
Consente di chiedere la disapplicazione della disciplina sulle società di comodo quando il contribuente dimostra l’esistenza di situazioni oggettive che hanno reso impossibile conseguire i ricavi, gli incrementi di rimanenze, i proventi o il reddito minimo richiesti dalla norma.
Art. 1, comma 109, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296
Ha inciso sulla disciplina delle società non operative, rafforzando il meccanismo dei ricavi e del reddito minimo presunti e la possibilità di fornire una prova contraria mediante istanza di disapplicazione.
Circolare dell’Agenzia delle Entrate 2 febbraio 2007, n. 5
Rileva ai fini dell’applicazione pratica della disciplina sulle società di comodo e della valutazione delle circostanze oggettive addotte dal contribuente per giustificare il mancato raggiungimento dei parametri fiscali.
Massime di principio
- Per ottenere la disapplicazione della disciplina sulle società di comodo non è indispensabile dimostrare un evento straordinario o eccezionale: è sufficiente provare una situazione oggettiva, concreta e documentata.
- La circostanza deve aver reso effettivamente impossibile, e non soltanto più difficile o meno conveniente, il conseguimento dei ricavi e del reddito minimo presunti dalla legge.
- L’inagibilità temporanea di un immobile può giustificare la disapplicazione quando l’immobile costituisce il principale o unico cespite produttivo e l’inagibilità impedisce lo sfruttamento economico ordinario.
- La documentazione dovrebbe dimostrare sia l’effettiva inagibilità sia la sua durata, le cause, l’impossibilità di utilizzare o locare il bene e l’assenza di alternative economicamente ragionevoli.
- La valutazione deve basarsi sui criteri di normalità e ragionevolezza economica e gestionale, considerando la concreta situazione della società e non soltanto il mancato raggiungimento automatico dei parametri fiscali.
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