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Ordinanza

Ordinanza n. 2835/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'annullamento, in parte qua, previa sospensione: a) del “Regolamento per la disciplina del canone unico patrimoniale, di esposizione pubblicitaria e del canone mercatale” approvato con delibera di Consiglio comunale n. 8 del 24.02.2026, pubblicata all’Albo il 10.03.2026; b) della delibera di Consiglio comunale n. 8 del 24.02.2026; c) di ogni altro atto preordinato, connesso, conseguenziale, comunque lesivo del diritto e degli interessi legittimi della ricorrente;

Giustizia amministrativa202602194

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Regolamento comunale sul canone unico patrimoniale, di esposizione pubblicitaria e mercatale, nonché la relativa delibera consiliare, impugnati in parte qua

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il regolamento comunale sul canone unico patrimoniale, di esposizione pubblicitaria e mercatale, approvato con delibera del Consiglio comunale, oltre agli atti connessi e conseguenziali. Il Comune ha chiesto il rinvio della trattazione cautelare, rilevando che disposizioni regolamentari sostanzialmente identiche erano state impugnate in un altro giudizio pendente innanzi alla stessa Sezione, già fissato per la trattazione cautelare il 14 maggio 2026. La ricorrente si è opposta al rinvio. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificamente indicati i motivi di illegittimità dedotti contro il regolamento o la delibera.

La decisione

Il TAR ha disposto il rinvio della trattazione dell'istanza cautelare alla camera di consiglio del 14 maggio 2026. Pur prendendo atto dell'opposizione della ricorrente, il Collegio ha ritenuto che i due giudizi riguardino questioni sostanzialmente identiche, sollevate da operatori economici dello stesso settore e riferite alle medesime previsioni regolamentari, sicché il differimento consente una trattazione coordinata e uniforme. Il rinvio è stato inoltre ritenuto compatibile con l'interlocuzione amministrativa in corso tra il Comune, le associazioni di categoria e gli esercenti, finalizzata alla ricerca di una soluzione equilibrata. Il Collegio ha escluso un pregiudizio concreto e attuale per la ricorrente, poiché nei suoi confronti non risultavano adottati provvedimenti sanzionatori né atti applicativi di sospensione della concessione di suolo pubblico. Nessuna decisione è stata assunta sulla fondatezza dei motivi di ricorso o sull'istanza cautelare.

Massime di principio

  • Il giudice amministrativo può differire la trattazione di un'istanza cautelare quando penda davanti alla stessa Sezione un giudizio avente ad oggetto questioni sostanzialmente identiche e riferite ai medesimi atti, se il rinvio consente una trattazione coordinata e uniforme delle controversie.
  • Il rinvio della trattazione cautelare può essere disposto anche contro l'opposizione della parte ricorrente quando il differimento non determini un pregiudizio concreto e attuale, valutato anche in relazione all'assenza di provvedimenti sanzionatori o di atti applicativi immediatamente lesivi.
  • Nel valutare l'opportunità di differire la decisione cautelare, il giudice può considerare l'esistenza di interlocuzioni amministrative in corso tra l'amministrazione, le associazioni di categoria e gli operatori interessati, purché il rinvio preservi l'utilità della tutela giurisdizionale e non pregiudichi concretamente la parte.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareRegolamenti e atti amministrativi generali
RamiProcesso amministrativoEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrere

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