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Ordinanza

Ordinanza n. 3975/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto di rigetto della concessione della cittadinanza italiana (-OMISSIS-);

Giustizia amministrativa202606769

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto della concessione della cittadinanza italiana

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui il Ministero dell'Interno ha respinto la domanda di concessione della cittadinanza italiana, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Nella fase cautelare il giudice ha valutato il fumus boni iuris e il periculum in mora. Quanto al fumus, il ricorso è stato ritenuto privo di una ragionevole previsione di esito favorevole, poiché il provvedimento di diniego appariva correttamente e congruamente motivato mediante il richiamo a un grave precedente penale in materia di stupefacenti a carico del ricorrente. Quanto al periculum, non è stato allegato né adeguatamente circostanziato alcun pregiudizio grave e irreparabile; inoltre, il ricorrente avrebbe potuto continuare a permanere sul territorio nazionale nelle more del giudizio in forza di un diverso idoneo titolo di soggiorno.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare ritenendo insussistenti entrambi i presupposti richiesti. Il fumus boni iuris è stato escluso perché il diniego di cittadinanza appariva correttamente e congruamente motivato in relazione al grave precedente penale per stupefacenti. Il periculum in mora è stato escluso per la mancata dimostrazione di un danno grave e irreparabile e, comunque, perché la permanenza del ricorrente sul territorio nazionale restava possibile in base a un diverso titolo di soggiorno. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della costituzione meramente formale dell'Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata valutata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris difetta quando il provvedimento di diniego impugnato appare correttamente e congruamente motivato sulla base di un grave precedente penale rilevante ai fini della valutazione amministrativa richiesta.
  • Il periculum in mora richiede l'allegazione e la circostanziata dimostrazione di un pregiudizio grave e irreparabile; la sua mera prospettazione non è sufficiente.
  • Non sussiste un pregiudizio cautelare grave e irreparabile per il solo diniego della cittadinanza quando l'interessato possa continuare a soggiornare sul territorio nazionale in forza di un diverso idoneo titolo di soggiorno.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazione

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