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Sentenza

Sentenza del 10/12/2021 n. 39278 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Contestazione fiscale sulla qualificazione di somme percepite da G.L. in relazione ad una complessa operazione societaria tra Deiulemar Compagnia di Navigazione S.p.A. (DCN) e la holding poi denominata Deiulemar Holding (DH). L'Amministrazione ha ritenuto che i pagamenti fossero in realtà distribuzioni di dividendi mascherate come riscossione di un credito/cessione di partecipazioni, configurando un'operazione elusiva ai sensi dell'art. 37-bis del D.P.R. 600/1973. Il ricorso in cassazione deduceva, tra l'altro, l'irricevibilità della riclassificazione in virtù di un precedente accertamento con adesione per diverso esercizio, la legittimità della scelta negoziale tra cessione e conferimento, la corretta applicazione delle norme sul trattamento delle riserve (art. 47-bis/47 TUIR) e la non applicabilità delle sanzioni per presunta incertezza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il rilievo secondo cui l'accertamento con adesione per il 2004 vincolerebbe le annualità successive. Ha confermato che il giudice di merito ha correttamente applicato l'art. 37-bis D.P.R. 600/1973, valutando la sostanza economica dell'operazione e ritenendola priva di reale sostanza commerciale e finalizzata ad eludere la tassazione dei dividendi. Ne è conseguita la riqualificazione delle somme come dividendi imponibili (art. 47 TUIR) e la legittima applicazione di imposte, interessi e sanzioni. Ricorrente condannato alle spese di cassazione (liquidate in Euro 14.000,00 oltre spese prenotate) e soggetto al pagamento dell'eventuale ulteriore contributo unificato (c.d. doppio contributo).

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600 del 1973

    Norma anti-elusiva che consente di ignorare la forma negoziale quando le operazioni siano prive di sostanza economico-commerciale e perseguano finalità elusive; nel caso è stata applicata per ricostruire la reale natura dell'operazione e qualificare i pagamenti come dividendi.

  • Legge n. 212 del 2000

    Richiamata rispetto agli effetti dell'accertamento con adesione: la Cassazione ha ritenuto che l'accertamento con adesione limitato a una specifica annualità non vincoli l'Amministrazione né il contribuente per gli anni successivi in assenza di esplicito affidamento.

  • D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR)

    Art. 47 disciplina la tassazione dei dividendi: la Corte ha ritenuto che le somme percepite costituissero distribuzione di utili imponibili. Le doglianze sul diverso trattamento contabile/giuridico (riserva/sovrapprezzo azioni) non hanno impedito la riqualificazione sostanziale come utili distribuiti.

  • D.Lgs. n. 472 del 1997

    art. 17, comma 2; art. 6, comma 2

    Norme relative alle sanzioni tributarie e alle esimenti per incertezza: la Corte ha ritenuto non sussistere oggettiva incertezza tale da escludere la sanzionabilità, visto l'artificio negoziale privo di adeguate giustificazioni economico-commerciali.

  • D.P.R. n. 115 del 2002

    art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    Norme sul contributo unificato: la sentenza dà atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento del cosiddetto doppio contributo da parte del ricorrente.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 5, 6/10/2021, n. 27158; Cass. n. 2224 del 2021

    Richiamati principi secondo cui l'abuso del diritto si configura quando operazioni formali sono prive di sostanza economica e riflettono assetti di anormalità rispetto alla normale logica di mercato; tali criteri sono stati usati dal giudice di merito per valutare la presenza di elusione.

Massime di principio

  • Un accertamento con adesione vale per la specifica annualità e atto sottoscritto; non impedisce all'Amministrazione di rivedere la qualificazione fiscale in anni diversi salvo espresso affidamento o impegno.
  • L'art. 37-bis DPR 600/1973 permette la riqualificazione delle operazioni quando la loro forma negoziale nasconda artifici privi di sostanza economica; il giudice valuta le ragioni economiche oggettive e la conformità alla normale logica di mercato.
  • La distinzione tra 'restituzione di credito/cessione' e 'distribuzione di dividendi' si decide sulla sostanza: se il risultato economico è la distribuzione di utili ai soci, l'Amministrazione può tassare come dividendi ai sensi dell'art. 47 TUIR.
  • La mera scelta negoziale volta al vantaggio fiscale non è sufficiente: il contribuente deve documentare motivazioni economico-commerciali valide e coerenti per i passaggi societari multipli al fine di evitare la ricostruzione elusiva.
  • Le sanzioni sono applicabili se la condotta è chiaramente elusiva; l'ipotetica 'incertezza' circa la sanzionabilità deve essere oggettiva e documentabile per costituire esimente.
  • Per ridurre il rischio di riqualificazione, in operazioni complesse è consigliabile predisporre e conservare adeguata documentazione economico-commerciale che giustifichi le ragioni dell'operazione e dimostri l'assenza di artificio finalizzato solo al risparmio fiscale.

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