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Ordinanza

Ordinanza n. 4153/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, ​1) del provvedimento del Prefetto della Provincia di Roma, prot. uscita n. -OMISSIS- del 19 giugno 2026, recante informazione antimafia interdittiva ai sensi degli artt. 84 e 91, comma 6, d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, nei confronti di -OMISSIS-; 2) del parere del Gruppo Ispettivo Antimafia del 15 maggio 2026, del rapporto informativo della Guardia di Finanza - Nucleo P.E.F. di Roma - G.I.C.O. del 22 maggio 2026, della nota dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Direzione Accise del 13 maggio 2026, nonché di ogni ulteriore atto istruttorio presupposto, non conosciuti e comunque ove e per quanto lesivi; 3) di ogni altro atto presupposto, connesso, collegato e consequenziale, ancorché non conosciuto.​

Giustizia amministrativa202607535

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: informazione antimafia interdittiva adottata dal Prefetto di Roma, unitamente agli atti istruttori presupposti

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, l'informazione antimafia interdittiva adottata dal Prefetto di Roma ai sensi degli artt. 84 e 91, comma 6, del d.lgs. n. 159/2011. Sono stati inoltre contestati il parere del Gruppo Ispettivo Antimafia, il rapporto informativo della Guardia di Finanza, la nota dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e ogni ulteriore atto istruttorio presupposto, connesso o consequenziale. Il testo dell'ordinanza non specifica le singole censure dedotte, limitandosi a rilevare la complessità del quadro fattuale e giuridico.

La decisione

Il TAR non ha definito nel merito le censure contro l'informazione antimafia interdittiva e non ha disposto la sospensione dell'efficacia del provvedimento. Ha ritenuto che le questioni prospettate e la complessità del quadro fattuale e giuridico richiedessero l'approfondimento proprio della fase di merito. Ha quindi ritenuto adeguatamente soddisfatte le esigenze cautelari mediante la sollecita fissazione dell'udienza pubblica, rimettendo al Presidente della Sezione la fissazione della relativa data. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 84 d.lgs. 159/2011

    Richiamato quale base normativa dell'informazione antimafia interdittiva impugnata.

  • art. 91, comma 6, d.lgs. 159/2011

    Richiamato quale base normativa dell'informazione antimafia interdittiva impugnata.

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda cautelare incidentale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della società ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando le censure contro un'informazione antimafia interdittiva richiedono un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria della fase cautelare, il giudice può non concedere la sospensione e rimettere la valutazione alla fase di merito.
  • La sollecita fissazione dell'udienza pubblica di merito può costituire una misura idonea a soddisfare le esigenze cautelari, anche in assenza di una pronuncia favorevole sulla sospensione dell'atto impugnato.
  • La complessità del quadro fattuale e giuridico può giustificare il differimento dell'esame delle censure cautelari alla sede di merito, senza anticipare la decisione sulla legittimità dell'informazione antimafia.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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