Sentenza del 23/10/2017 n. 904 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo
Iva - Compensazione di un credito d'imposta - Inerenza dell'operazione - Necessita
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda la possibilità di compensare un credito d'imposta risultante da fatture relative a determinate operazioni. La sentenza afferma che non è sufficiente la mera esistenza formale delle fatture: esse devono riferirsi a operazioni effettivamente inerenti all'attività d'impresa concretamente esercitata e deve essere dimostrato l'effettivo adempimento delle prestazioni o operazioni documentate.
La decisione
La compensazione del credito d'imposta è subordinata alla prova sia dell'inerenza delle operazioni rispetto all'attività effettivamente svolta dall'impresa, sia della loro reale esecuzione. In assenza di tali elementi, il credito non può essere validamente utilizzato in compensazione. Dal testo disponibile non risultano il dispositivo completo né l'esito formale del giudizio, pertanto non è possibile stabilire con certezza quale parte abbia prevalso.
Massime di principio
- Per utilizzare un credito d'imposta in compensazione non basta produrre fatture formalmente regolari: occorre dimostrare che le operazioni siano reali.
- Le spese e le operazioni devono essere inerenti all'attività d'impresa concretamente esercitata, valutata sulla base dell'attività effettiva e non soltanto dell'oggetto sociale o della documentazione contabile.
- È necessario conservare documentazione idonea a provare l'effettivo adempimento delle prestazioni, come contratti, pagamenti, consegne, rapporti di lavoro o altra evidenza coerente con la natura dell'operazione.
- In caso di contestazione, l'onere probatorio ricade sul soggetto che intende far valere il credito, il quale deve fornire elementi sostanziali oltre alle fatture.
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