Sentenza n. 11426/2026 - Roma, Sezione 4B
per l’annullamento previa adozione di idonea misura cautelare da assumersi anche con provvedimento presidenziale ex art. 56 cpa - del provvedimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione, Direzione generale per gli ordinamenti Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, prot. UFFICIALE.U.0114277.27-aprile 2026, comunicato in pari data, con cui è stata rigettata la domanda del ricorrente (n. 37860) volta ad ottenere il riconoscimento del titolo di formazione professionale conseguito in Romania ai fini dell’esercizio della professione di docente di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado (codice ADSS); - di ogni altro atto precedente e successivo, comunque connesso con il provvedimento impugnato;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del riconoscimento di un titolo di formazione professionale conseguito in Romania ai fini dell’esercizio della professione di docente di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale che aveva respinto la domanda di riconoscimento del titolo di formazione sul sostegno conseguito in Romania, chiedendone l’annullamento e domandando anche una misura cautelare monocratica. Il decreto cautelare presidenziale ha inizialmente sospeso gli effetti del diniego. Successivamente, dopo la costituzione dell’amministrazione, il ricorrente ha dichiarato, tramite i propri difensori, la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio, avendo frequentato il percorso integrativo INDIRE finalizzato al riconoscimento del titolo estero. Dal testo non risultano ulteriori motivi di illegittimità specificamente esaminati dal Collegio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La decisione è fondata sull’espressa dichiarazione dei difensori circa l’assenza di un interesse attuale del ricorrente alla prosecuzione del giudizio. In applicazione del principio dispositivo, il giudice non può decidere nel merito una controversia quando la parte dichiara di non avere più interesse alla decisione. La precedente misura cautelare monocratica viene assorbita dalla definizione del giudizio, senza pronuncia sul merito della legittimità del diniego. Le spese sono state compensate per giusti motivi, in considerazione delle circostanze e della peculiarità della fattispecie.
Norme richiamate
Richiamato quale base per la richiesta e l’adozione della misura cautelare monocratica presidenziale.
Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata, previo avviso alle parti; il TAR ne ha utilizzato il rito per definire la causa in camera di consiglio.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Impone la dichiarazione di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; la dichiarazione della parte circa l’assenza di interesse attuale impedisce al giudice di decidere il merito in applicazione del principio dispositivo.
Massime di principio
- La dichiarazione espressa del difensore, riferibile alla parte, circa la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- In applicazione del principio dispositivo, il giudice amministrativo non può decidere nel merito una controversia quando la parte ricorrente abbia dichiarato di non avere più un interesse attuale alla prosecuzione del giudizio.
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione può essere dichiarata con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., previo avviso alle parti.
Come è indicizzato
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