Sentenza n. 1357/2026 - Venezia, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: dichiarazione di improcedibilità dell'istanza di occupazione di suolo pubblico presentata per l'attività commerciale, nonché gli atti presupposti relativi alla trasformazione dei titoli emergenziali in occupazioni ordinarie
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato la determinazione comunale del 22 gennaio 2024 con cui il Comune di Venezia aveva dichiarato improcedibile l'istanza di occupazione di suolo pubblico presentata il 17 gennaio 2024. Ha inoltre impugnato gli atti presupposti e connessi, inclusa una deliberazione della Giunta comunale del 31 marzo 2022, nella parte relativa al termine per richiedere la trasformazione dei titoli emergenziali in occupazioni ordinarie e alla valutazione delle istanze in deroga al divieto di rilascio di nuove concessioni, previo espletamento dell'istruttoria regolamentare e, per le aree pianificate, della valutazione della Soprintendenza ai sensi dell'art. 52 del d.lgs. 42/2004. Il ricorso conteneva anche una domanda cautelare, respinta dal TAR con ordinanza n. 152 del 2024. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo ceduto l'attività, e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità; il Comune ha aderito alla richiesta.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo effettivamente venuto meno l'interesse della ricorrente a una decisione sul merito in ragione della cessione dell'attività. Non sono stati esaminati i motivi di illegittimità dedotti contro la determinazione comunale e gli atti presupposti. Le spese di lite sono state integralmente compensate, su richiesta del Comune e in assenza di opposizione della ricorrente.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La disposizione è stata applicata per dichiarare l'improcedibilità del ricorso a causa della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
art. 52 d.lgs. 42/2004
Richiamato nella deliberazione comunale impugnata quale base della valutazione della competente Soprintendenza per le occupazioni di suolo pubblico nelle aree pianificate; il TAR non ne ha esaminato l'applicazione nel merito.
Massime di principio
- La cessione dell'attività economica oggetto del provvedimento impugnato può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, quando il ricorrente dichiari conseguentemente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio e non emergano ulteriori esigenze di tutela attuale.
- La sopravvenuta carenza di interesse comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso senza esame dei motivi di illegittimità dedotti contro l'atto amministrativo.
- Le spese di lite possono essere integralmente compensate quando entrambe le parti chiedano la declaratoria di improcedibilità e non vi sia opposizione alla compensazione.
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