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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21487/2025 del 06/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della conferma in appello della condanna per riciclaggio di un'autovettura. Alfano deduceva travisamento della prova e carenza motivazionale in relazione alle dichiarazioni dei coimputati e alla prova del suo ruolo di beneficiario; Della Porta, Vatavu e Chechile contestavano la qualificazione del fatto come riciclaggio (sostenevano si dovesse invece configurare ricettazione) e, in subordine, che il reato si fosse arrestato a livello di tentativo poiché lo smontaggio non avrebbe effettivamente impedito l'identificazione dei pezzi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente la sentenza impugnata esclusivamente in relazione alla qualificazione giuridica del fatto (se riciclaggio consumato o tentativo) e ha rinviato alla Corte d'appello di Salerno per nuovo giudizio su tale questione, che dovrà valutare se gli elementi probatori mostrino che i pezzi fossero diretti all'occultamento o alla dispersione. Nel resto i ricorsi di Della Porta, Vatavu e Chechile sono stati respinti. Il ricorso di Alfano è stato respinto per infondatezza; tuttavia l'annullamento relativo alla qualificazione si estende anche alla sua posizione per effetto estensivo.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale, art. 610 co. 5 e art. 611 co. 1-bis e ss.

    art. 610 co. 5; art. 611 co. 1-bis e ss.

    Consente la trattazione in camera di consiglio senza la presenza delle parti in mancanza di richiesta di trattazione orale nei termini.

  • Codice di procedura penale, art. 192 comma 3

    Imposta regole sulla valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori o coimputati; omissioni nella valutazione possono costituire motivo di censura, ma la Cassazione può ritenere non viziata la decisione se esistono altri fondamenti autonomi e sufficienti della condanna.

  • Codice di procedura penale, art. 606 lett. b ed e

    Prevede i motivi di cassazione per travisamento della prova e per motivazione insufficiente o contraddittoria; devono essere valutati con riguardo all'effetto sulla motivazione complessiva.

  • Codice penale, art. 648-bis (riciclaggio)

    Riciclaggio si distingue dalla ricettazione per l'elemento materiale e soggettivo: integra riciclaggio l'attività idonea a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita e il dolo di trasformazione o occultamento. La giurisprudenza recente esclude l'interpretazione della norma come reato a consumazione anticipata; la distinzione tra reato consumato e tentativo richiede un'analisi fattuale concreta, in particolare sulla 'atomizzazione' e sulla effettiva dispersione o destinazione dei pezzi.

Massime di principio

  • Lo smontaggio di un veicolo provento di reato può integrare il reato di riciclaggio quando l'attività sia idonea e diretta a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita; altrimenti può configurare ricettazione o restare a livello di tentativo.
  • Per ritenere il riciclaggio consumato non è necessario che tutti i codici identificativi siano cancellati, ma occorre dimostrare un'attività successiva e una destinazione dei pezzi che determini perdita di tracciabilità o occultamento.
  • La valutazione se il fatto si sia arrestato in tentativo o sia consumato è essenzialmente fattuale: quando lo smontaggio non è seguito da elementi chiari di dispersione, vendita o reimpiego che rendano irreperibile la provenienza, è legittimo il rinvio per ulteriore accertamento.
  • Le dichiarazioni dei coimputati, se si riscontrano reciprocamente, possono costituire un fondamento probatorio autonomo e sufficiente per la condanna, purché la valutazione della loro attendibilità sia adeguatamente motivata.
  • In cassazione la contestazione del travisamento della prova richiede di dimostrare che l'errata valorizzazione abbia avuto effetto sradicante sulla motivazione; l'uso in appello di elementi non valorizzati in primo grado non è automaticamente invalido se la motivazione complessiva rimane solida.
  • Quando la questione principale è la qualificazione giuridica del fatto (es. riciclaggio vs ricettazione o consumazione vs tentativo), la Suprema Corte può annullare limitatamente a quel punto e rinviare per nuovo esame, lasciando agli organi di merito l'accertamento fattuale alla luce dei principi indicati.

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