Ordinanza n. 110/2026 - Trento, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: aggiudicazione della concessione del servizio pubblico di distribuzione del gas naturale a favore dell’altra concorrente, con i verbali di gara, la lex specialis e i chiarimenti connessi
Esito
La controversia
La ricorrente principale ha impugnato l’aggiudicazione disposta a favore dell’unica altra concorrente, deducendo, tra l’altro, la violazione dell’art. 108, comma 9, d.lgs. 36/2023 per omessa indicazione degli oneri aziendali per la sicurezza, la violazione del divieto di commistione tra offerta tecnica ed economica, nonché censure dirette a ottenere un incremento del proprio punteggio o una riduzione di quello dell’aggiudicataria. Con motivi aggiunti ha ulteriormente contestato gli atti di gara, chiedendo l’annullamento dell’aggiudicazione, la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato e il subentro. L’aggiudicataria ha proposto ricorso incidentale, contestando l’attribuzione di punteggi alla ricorrente principale e la sostenibilità del relativo piano industriale, nonché, con motivi aggiunti, il quarto motivo aggiunto del ricorso principale. Prima dell’udienza pubblica l’aggiudicataria ha chiesto il rinvio per proporre ulteriori motivi aggiunti, dopo avere ottenuto, a seguito di accesso ex art. 35, comma 5, d.lgs. 36/2023, copia parzialmente oscurata di un documento dell’offerta tecnica della ricorrente principale relativo al criterio C4. La ricorrente principale si è opposta al rinvio e ha insistito su un’istanza istruttoria riguardante il quinto motivo del ricorso introduttivo; la Provincia ha chiesto il rispetto dei termini a difesa.
La decisione
Il giudice non ha definito il merito delle censure sull’aggiudicazione, né ha deciso sulle domande di inefficacia del contratto e di subentro. Ha accolto la richiesta di rinvio dell’aggiudicataria, ritenendo sussistenti le esigenze di difesa e la necessità di assicurare alle altre parti il rispetto dei termini a difesa in relazione all’ulteriore ampliamento del thema decidendum mediante nuovi motivi aggiunti, ai sensi dell’art. 120, comma 5, c.p.a. Ha rinviato la trattazione del merito all’udienza pubblica dell’8 ottobre 2026. L’istanza istruttoria proposta dalla ricorrente principale in relazione al quinto motivo è stata riservata alla trattazione del merito, anche in considerazione del carattere subordinato della censura. Le spese di lite sono state rinviate alla definizione del giudizio.
Norme richiamate
art. 120, comma 5, c.p.a.
eventuale ampliamento del thema decidendum mediante motivi aggiunti
Il rinvio della trattazione è giustificato quando la proposizione di ulteriori motivi aggiunti richiede di garantire alle altre parti il rispetto dei termini a difesa.
art. 35, comma 5, d.lgs. 36/2023
La disposizione è richiamata in relazione all’accesso ottenuto dall’aggiudicataria alla documentazione dell’offerta tecnica della concorrente, accesso che ha preceduto la richiesta di ulteriori motivi aggiunti.
art. 108, comma 9, d.lgs. 36/2023
obbligo di indicare gli oneri aziendali per l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro
La disposizione è indicata come parametro di una censura di merito proposta dalla ricorrente principale; l’ordinanza non la esamina.
artt. 121 e 122 c.p.a.
declaratoria dell’inefficacia del contratto
Le disposizioni sono richiamate per le domande accessorie formulate dalla ricorrente principale; l’ordinanza non decide tali domande.
Massime di principio
- Nel rito speciale degli appalti, il giudice può rinviare la trattazione del merito quando la parte intenda proporre ulteriori motivi aggiunti e il rinvio sia necessario per garantire alle altre parti il rispetto dei termini a difesa rispetto all’ampliamento del thema decidendum.
- L’istanza istruttoria relativa a una censura subordinata può essere riservata alla fase di trattazione del merito, quando il giudice ritenga opportuno valutarla unitamente alla decisione sulle questioni principali.
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