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Legge

L.R. Molise 9/2015

Legge di stabilità regionale 2015

Normativa regionaleL.R. Molise 9/2015Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Legge finanziaria/stabilità della Regione Molise per il 2015: rifinanzia numerose leggi regionali, assegna fondi a enti e interventi specifici, introduce misure su trasporti, formazione, acque minerali e demanio marittimo, e disciplina/limita alcuni trattamenti previdenziali e vitalizi dei consiglieri, con effetti in gran parte circoscritti al 2015-2017 o a termini poi scaduti.

Legge di stabilità regionale Molise 2015

Legge di stabilità regionale 2015 del Molise

La legge interviene principalmente sul bilancio regionale 2015, sul rifinanziamento di numerose leggi di spesa e su alcune discipline settoriali di rilievo per trasporti, formazione professionale, acque minerali, demanio marittimo e costi della politica. Molte disposizioni hanno efficacia limitata a esercizi finanziari specifici o a termini ormai scaduti.

Rifinanziamenti e coperture di bilancio

La legge autorizza, per l’esercizio finanziario 2015, il rifinanziamento di molte leggi regionali di spesa secondo gli importi indicati nella Tabella A allegata. Sono inoltre iscritti o utilizzati specifici fondi di bilancio per coprire interventi regionali e la spesa per enti e organismi dipendenti.

Dotazioni agli enti dipendenti e spese istituzionali

Per il 2015 sono determinati i fondi di dotazione degli enti dipendenti regionali: EPT Molise, ARSIAM, IRESMO, ARPAM e Agenzia regionale Molise Lavoro, con importi specifici indicati dalla legge. Le risorse provengono dall’UPB 129 e il fondo è erogato, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, in due rate semestrali anticipate.

Per l’ESU, il fondo di dotazione è fissato nella misura corrispondente all’importo accertato in entrata nell’UPB 002. Inoltre, per il 2015, la spesa corrente per assicurare l’autonomia del Consiglio regionale è stabilita in euro 5.500.000,00.

Fondo residui perenti e risorse vincolate

Nel bilancio di previsione 2015 è iscritto, sia per competenza sia per cassa, il “Fondo di riassegnazione dei residui perenti per perenzione amministrativa relativi a spese finanziate con assegnazioni statali o comunitarie con vincolo di specifica destinazione”, per euro 220.427.134,66. Il fondo è utilizzabile solo dopo l’approvazione del Rendiconto generale 2014 ed è movimentato esclusivamente con atto deliberativo della Giunta regionale.

Reddito minimo di cittadinanza e contrasto alla povertà

Per sostenere famiglie in difficoltà socio-economiche è autorizzata una spesa di euro 1.000.000,00 per l’attuazione dell’istituto denominato “Reddito minimo di cittadinanza”. La disciplina di accesso resta quella prevista dalla Delibera di Giunta regionale 16 aprile 2014, n. 230, salvo eventuali modifiche. È inoltre istituito all’UPB 400 un nuovo capitolo denominato “Fondo per l’inclusione sociale ed il contrasto alla povertà - art. 49 legge regionale n. 2/2012”.

Intervento straordinario nel comune di Agnone

La Giunta regionale è autorizzata a erogare un contributo straordinario, a titolo di ristoro, per gli immobili dichiarati inagibili a seguito dell’evento franoso in contrada Zarlenga ad Agnone, verificatosi nel 2013 per avverse condizioni atmosferiche. La copertura avviene con risorse a valere sull’UPB 126.

Formazione professionale: fuoriuscita dall’albo regionale

Per favorire la progressiva riduzione degli operatori iscritti all’Albo regionale della formazione professionale, la Giunta può prevedere, in via straordinaria e anche in deroga alla normativa vigente, forme di accompagnamento alla fuoriuscita dall’Albo, anche tramite incentivi economici per autoimpiego e riconversione professionale.

L’incentivo individuale non può superare euro 25.000,00 ed è comunque proporzionato al periodo di accesso ai benefici pensionistici. È espressamente vietato utilizzare, a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipologia contrattuale, il personale fuoriuscito dall’Albo presso gli enti di formazione accreditati. La Giunta doveva definire con propria direttiva, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, forme e modalità di accompagnamento.

Trasporti pubblici: tariffe, aggregazioni e gara

La legge modifica la disciplina del trasporto urbano e alcuni meccanismi tariffari e organizzativi.

Per i comuni interessati, l’aumento fino al 35% delle tariffe dei titoli di viaggio doveva essere adottato entro il 30 giugno 2016. Entro la stessa data la Regione doveva convocare una Conferenza di servizi con gli enti locali e proporre il progetto di aggregazione dei servizi urbani con i comuni limitrofi, per definire nuovi ambiti territoriali, una rete integrata dei servizi minimi e il costo da porre a base di gara. La Giunta regionale doveva approvare la nuova rete e il relativo costo entro il 31 agosto 2016.

Se non fosse stato possibile raggiungere un’intesa tra comuni limitrofi, i comuni interessati erano autorizzati a bandire la gara ad evidenza pubblica anche per i soli servizi di ambito comunale. In ogni caso, i comuni, in forma singola o associata, erano obbligati a pubblicare il bando entro il 31 dicembre 2020; in caso di inadempimento, il contributo regionale restava sospeso fino alla pubblicazione del bando.

La disciplina delle tessere di libera circolazione viene modificata prevedendo un contributo forfettario annuo pari a euro 350.000,00 ogni mille tessere, rivalutato annualmente ISTAT, da usare fino all’introduzione della bigliettazione elettronica e al rilevamento dell’effettivo utilizzo delle tessere.

Servizi di mobilità provvisori

Una disposizione poi abrogata consentiva alla Giunta di istituire provvisoriamente nuovi servizi di trasporto, fino all’aggiudicazione della gara, entro il limite complessivo di bus*Km 1.500.000,00, in caso di indifferibile necessità pubblica.

Non di linea: iscrizione nel ruolo

Per il trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea, la domanda di iscrizione nel ruolo va presentata alla Camera di commercio competente, secondo il modello predisposto, indicando la sezione o le sezioni richieste. La domanda è soggetta a bollo, diritto di segreteria e tassa di concessione governativa. La Camera di commercio trasmette poi la domanda alla commissione regionale, che comunica l’esito degli esami alla Camera entro 15 giorni dalla seduta.

Previdenza dei consiglieri regionali e riduzione dei costi della politica

La legge rafforza e dettaglia il sistema previdenziale contributivo dei consiglieri regionali, in analogia con quello dei deputati. Per i consiglieri cessati dal mandato, a decorrere dall’undicesima legislatura regionale, è previsto un assegno calcolato con sistema contributivo e corrisposto in 12 mensilità.

Il sistema prevede:

  • contribuzione obbligatoria tramite trattenute mensili sull’indennità di carica;
  • quota a carico del consigliere pari all’8,80% della base imponibile;
  • quota a carico del Consiglio pari a 2,75 volte quella del consigliere;
  • rivalutazione del montante sulla base del tasso annuo di capitalizzazione legato al PIL nominale ISTAT;
  • coefficiente di trasformazione legato all’età del consigliere al momento del diritto.

Il diritto al trattamento matura, in via generale, a 65 anni e dopo almeno 5 anni effettivi di mandato; per chi ha svolto il mandato in almeno due legislature, l’età è fissata a 60 anni. Sono previste regole specifiche per il computo delle frazioni di anno, per la decorrenza del trattamento, per la reversibilità ai familiari superstiti e per il cumulo con eventuali quote di assegno vitalizio già maturate.

Per i contributi versati dall’undicesima legislatura non è ammissibile la restituzione, salvo il caso di chi, a 65 anni, non abbia maturato il requisito minimo. Sono inoltre previste pubblicazione sul sito istituzionale dei percettori e delle somme erogate, esclusione e sospensione secondo la disciplina richiamata, e imputazione delle spese tra quelle obbligatorie.

La legge introduce inoltre una riduzione progressiva degli assegni vitalizi dal mese successivo all’entrata in vigore fino al 31 dicembre 2016, con aliquote dal 6% al 15% in base allo scaglione dell’importo lordo mensile.

Personale dei gruppi consiliari e tutele del personale regionale

Viene modificata la disciplina dei rendiconti dei gruppi consiliari: i rendiconti sono trasmessi al Collegio dei revisori, i pareri devono essere resi entro 20 giorni e la documentazione va poi inviata alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti entro 60 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Le eventuali richieste di chiarimenti della Corte dei conti devono essere trasmesse ai gruppi entro 5 giorni.

Per il personale assegnato alle segreterie particolari, il costo del congedo obbligatorio di maternità non grava sullo stanziamento complessivo destinato alle segreterie, ma sui capitoli di bilancio relativi alle risorse umane e all’organizzazione del lavoro.

Missioni istituzionali

Per la disciplina delle missioni dei consiglieri regionali, la formulazione viene aggiornata sostituendo il riferimento alla rappresentanza del Consiglio regionale con quello dei motivi istituzionali.

Acque minerali e di sorgente

È introdotto un canone annuo posticipato di imbottigliamento dovuto dai titolari di concessione per acque minerali e di sorgente. Il canone è pari a:

  • 2,00 euro ogni mille litri, o frazione, di imbottigliato;
  • 1,50 euro ogni mille litri, o frazione, di acqua usata come base per bibite;
  • 0,70 euro ogni mille litri, o frazione, di acqua emunta per altri scopi.

Il versamento va effettuato entro il 31 gennaio di ogni anno, sulla base dei quantitativi dell’anno precedente. È prevista una detrazione del 50% per chi utilizza contenitori a basso o nullo impatto ambientale, riciclabili o riciclati, previa documentazione idonea e parere dei soggetti preposti.

Demanio marittimo e pianificazione degli spiaggi

La legge modifica la disciplina delle concessioni demaniali marittime e dei piani spiaggia comunali. Le concessioni sono soggette a un’imposta regionale pari al 5% del canone demaniale; il concessionario è il soggetto passivo e il Comune richiede il pagamento contestualmente all’avviso del canone.

L’imposta va versata entro le scadenze del canone erariale e comunque entro il 15 settembre dell’anno di riferimento; la ricevuta deve essere trasmessa al servizio regionale competente entro 15 giorni dal pagamento.

Per i Piani Spiaggia Comunali, è disciplinata la pubblicazione, il deposito, il termine di 30 giorni per le osservazioni, il successivo termine di 30 giorni per la decisione del Consiglio comunale e il termine di 45 giorni per l’approvazione regionale da parte della Giunta, con possibilità di una sola sospensione fino a 30 giorni per esigenze istruttorie.

Fino all’approvazione definitiva dei P.S.C. non sono ammesse nuove concessioni, salvo quelle suppletive per adeguamenti e modifiche. In via eccezionale, e per una sola stagione balneare, possono essere rilasciate concessioni senza diritto di insistenza per servizi spiaggia ad attività turistico-ricettive sprovviste o per attività sportive, tramite procedure annuali di evidenza pubblica e nel rispetto del diritto comunitario.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Molise.

Valutazione di attualità

Il provvedimento è in larga parte legato a specifiche annualità di bilancio, a termini già scaduti e a misure transitorie o una tantum. Diverse disposizioni hanno esaurito i propri effetti, mentre alcune parti normative settoriali possono avere ancora rilievo solo se non successivamente modificate o abrogate. Nel complesso, l’atto è oggi in larga misura superato e non normalmente utile come disciplina operativa corrente.

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