L.R. Lazio 10/2021
Disposizioni per la realizzazione di open innovation center
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce la cornice regionale per promuovere open innovation center nel Lazio: definizioni, ruolo della Regione, piano triennale e piano operativo annuale, elenco regionale dei centri, regole sugli aiuti di Stato e coperture finanziarie. Prevede contributi e misure di sostegno per innovazione, ricerca, incubazione e trasferimento tecnologico, con risorse solo per il triennio 2021-2023.
Realizzazione di open innovation center e sostegno all’innovazione nel Lazio
Disposizioni per la realizzazione di open innovation center
La legge disciplina, nella Regione Lazio, un sistema di sostegno alla open innovation attraverso la realizzazione di open innovation center, in coerenza con la strategia di specializzazione intelligente e con gli orientamenti europei e statali. L’obiettivo è favorire innovazione, competitività, sviluppo sostenibile, nuova occupazione e migliore qualità di servizi e informazioni per cittadini e imprese.
Finalità e impostazione generale
La Regione intende usare anche la domanda pubblica di innovazione per agevolare il passaggio dalla closed innovation alla open innovation. I centri devono operare in sinergia con gli spazi attivi regionali e massimizzare le potenzialità di innovazione del territorio.
Definizioni rilevanti
La legge chiarisce i concetti principali utilizzati nel testo.
- Open innovation: approccio strategico che integra risorse e competenze esterne all’impresa, provenienti in particolare da università, organismi di ricerca, start up, enti pubblici e privati, professionisti e titolari di partita IVA.
- Open innovation center: centro per l’innovazione aperta che favorisce l’interazione tra ricerca, imprese e pubblica amministrazione.
- Closed innovation: modello tradizionale in cui ricerca e sviluppo restano interni all’impresa.
- Impresa 4.0: impresa che sfrutta innovazione e digitale della quarta rivoluzione industriale.
- Spazi attivi regionali: rete regionale di hub di open e social innovation con servizi per imprese, start up, formazione, orientamento, empowerment e lavoro.
Ruolo della Regione e strumenti di promozione
La Regione svolge un ruolo di indirizzo e supporto per la diffusione dell’open innovation. Può:
- sostenere la realizzazione degli open innovation center con soggetti pubblici e privati e dettare criteri e norme di indirizzo;
- promuovere accordi con comuni, università, associazioni di categoria e di impresa, anche sindacali, per l’uso agevolato di immobili inutilizzati o dismessi da destinare ai centri, anche per la riqualificazione di aree industriali dismesse;
- incentivare il trasferimento tecnologico e di competenze tra ricerca e imprese, con attenzione a soluzioni a minore impatto ambientale e servizi digitali;
- favorire sperimentazione, diffusione e divulgazione di metodi innovativi per ridurre i tempi tra ideazione e immissione sul mercato;
- sostenere la trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese verso il modello impresa 4.0;
- promuovere percorsi formativi su nuove tecnologie ed economia circolare per aggiornamento e riqualificazione dei lavoratori;
- favorire il collegamento con iniziative statali, europee e internazionali;
- sostenere filiere di prossimità per ridurre l’uso di risorse non rinnovabili;
- promuovere call for ideas e concorsi di idee per start up, PMI, associazioni, professionisti e singoli individui;
- sostenere anche con agevolazioni fiscali le imprese che sviluppano ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico e si insediano nel Lazio.
Piano triennale di indirizzo
Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, approva un piano triennale di indirizzo in materia di open innovation. Il piano definisce, per il triennio di riferimento, il quadro degli interventi, delle risorse necessarie e dei risultati attesi.
Il piano deve indicare:
- ambiti e priorità dell’intervento regionale;
- linee programmatiche delle iniziative regionali per la costituzione degli open innovation center;
- criteri di costituzione dei centri, con attenzione a tecnologie abilitanti come intelligenza artificiale, blockchain per la logistica, algoritmi predittivi per le PMI, digital twin per la valutazione del rischio, tecnologie digitali in sanità, big data e cloud computing;
- indirizzi su criteri e modalità di concessione ed erogazione di contributi e altre misure di sostegno.
Il piano triennale:
- ha efficacia fino all’approvazione del successivo;
- può essere aggiornato anche prima della scadenza;
- deve essere approvato dal nuovo triennio entro il 30 giugno antecedente la scadenza;
- è pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale e sul sito istituzionale.
Piano operativo annuale
La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, approva il piano operativo annuale in base al piano triennale. Il piano operativo concretizza gli interventi dell’anno e individua:
- iniziative regionali dirette per costituire gli open innovation center;
- contributi per ricerca, accelerazione, incubazione, coworking e concorsi di idee;
- contributi per beni e attrezzature, anche tecnologiche, finalizzati a potenziare i centri e a ridurre disuguaglianze e barriere legate a disabilità motorie o sensoriali;
- contributi per piattaforme online di incontro tra domanda e offerta di sottoprodotti;
- contributi per brevetti, proprietà intellettuale e certificazioni di qualità e sicurezza;
- iniziative per l’adesione di università, organismi di ricerca, scuole di alta formazione e istituti tecnici e professionali;
- misure di collegamento con servizi regionali di orientamento, formazione professionale e società in house regionali per lo sviluppo economico;
- misure per la presenza dei centri a fiere ed eventi, anche internazionali;
- contributi per progettazioni utili all’accesso a finanziamenti europei;
- contributi per assicurare management qualificato nei centri;
- misure per valorizzare presso le PMI regionali i risultati della ricerca e diffondere il modello open innovation;
- vincoli di inalienabilità e di destinazione d’uso dei beni finanziati, non inferiori a 20 anni per immobili e a 5 anni per attrezzature e altri beni mobili, con previsione di revoca totale o parziale in caso di violazione;
- modalità e criteri di concessione, riparto, erogazione e rendicontazione delle misure, in forma automatica o selettiva.
Il piano operativo può essere aggiornato in base agli stanziamenti effettivamente disponibili dopo la legge di bilancio.
Elenco regionale degli open innovation center
Presso la direzione regionale competente in materia di sviluppo economico è istituito l’elenco regionale degli open innovation center, necessario per accedere ai benefici della legge.
L’elenco è costituito con atto del Direttore regionale competente. Un regolamento regionale disciplina termini, modalità di iscrizione, cancellazione e aggiornamento, oltre a requisiti ulteriori rispetto a quelli minimi previsti dalla legge. Tra i requisiti indicati figurano:
- personalità giuridica pubblica o privata;
- presenza nel centro di almeno un soggetto con piano di ricerca e sviluppo, costituito da più di un anno, con credito di imposta riconosciuto a bilancio oltre i minimi di legge e certificato da revisore contabile iscritto all’albo;
- sede nel territorio regionale;
- attività qualificata e continuativa nel campo dell’innovazione secondo la disciplina impresa 4.0 e i principi del Manuale di Frascati OCSE;
- adeguata fruibilità delle innovazioni ottenute su prodotti o servizi realizzati.
Aiuti di Stato e condizioni di concessione
I contributi previsti dalla legge devono rispettare la normativa dell’Unione europea sugli aiuti di Stato.
- I contributi esentati da notifica sono concessi nel rispetto dei regolamenti della Commissione europea, entro i relativi periodi di validità.
- I contributi soggetti a notifica sono concessi solo dopo l’autorizzazione della Commissione europea, oppure quando sia ragionevole ritenere che l’autorizzazione sia intervenuta in forma implicita.
- In tali casi la concessione decorre dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale dell’avviso relativo all’autorizzazione esplicita o implicita.
Monitoraggio e valutazione degli effetti finanziari
La Giunta regionale presenta annualmente alla commissione consiliare competente una relazione sugli effetti finanziari dell’attuazione della legge, sulla base del monitoraggio delle direzioni generali competenti e in raccordo con la direzione bilancio. La relazione riguarda:
- obiettivi programmati e variabili socioeconomiche di riferimento;
- risorse finanziarie impiegate e disponibilità residue per i contributi;
- tipologia e numero dei beneficiari.
Copertura finanziaria
Gli oneri sono coperti mediante l’istituzione di due fondi nel bilancio regionale:
- Fondo per la promozione e lo sviluppo degli open innovation center – parte corrente;
- Fondo per la promozione e lo sviluppo degli open innovation center – parte in conto capitale.
Le autorizzazioni di spesa previste sono riferite solo al triennio 2021-2023:
- parte corrente: 300.000 euro per il 2021 e 500.000 euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023;
- parte in conto capitale: 300.000 euro per il 2021 e 700.000 euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023.
Alle misure possono concorrere anche risorse derivanti da:
- legge regionale n. 13/2008 sulla ricerca, sviluppo dell’innovazione e trasferimento tecnologico;
- fondo per start-up innovative e fondo per la riduzione della pressione fiscale sulle start-up innovative, nei limiti delle leggi di stabilità;
- nuovi programmi cofinanziati dai fondi SIE 2021-2027, in particolare il Programma operativo FESR, OP1 “Un’Europa più intelligente”.
Entrata in vigore e attualità della disciplina
La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio. La disciplina è impostata su strumenti programmatori periodici e su stanziamenti limitati al triennio 2021-2023; perciò, pur non risultando espressamente abrogata nel testo fornito, la sua concreta utilità appare oggi sostanzialmente storicizzata e riferita a quel ciclo di programmazione e finanziamento.
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