Ordinanza n. 163/2026 - Brescia, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia (a) per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - dell’avviso d’asta pubblica pubblicato in data 28 novembre 2025, e poi di nuovo in data 16 dicembre 2025, avente ad oggetto la locazione di immobili ad uso commerciale di proprietà comunale (bar-ristorante) situati in località Lido delle Bionde, viale Gennari, comprendenti “i fabbricati e l’area esterna indicata nella planimetria allegata in cartaceo” e “i bagni ad uso pubblico siti presso la struttura”; - delle FAQ relative all’avviso d’asta pubblica; - della determinazione del responsabile del Settore Lavori Pubblici n. 781 di data 18 novembre 2025, che ha indetto una procedura mediante asta pubblica con il metodo ex art. 73 comma 1-c del RD 23 maggio 1924 n. 827 (offerte segrete in aumento rispetto al canone annuo di locazione posto a base d’asta); (b) per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 16 aprile 2026: - della determinazione del responsabile del Settore Lavori Pubblici n. 208 di data 17 marzo 2026, con la quale è stato approvato il verbale d’asta pubblica del 18 febbraio 2026, ed è stata disposta l’aggiudicazione provvisoria alla società Hotel Olivi srl; - del verbale d’asta pubblica del 18 febbraio 2026, che ha individuato quale migliore offerta quella della controinteressata Hotel Olivi srl;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Avviso d'asta pubblica per la locazione di un bar-ristorante comunale con aree esterne e bagni pubblici, relativi atti di indizione, FAQ, verbale d'asta e aggiudicazione provvisoria
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'indizione della gara e, con motivi aggiunti, il verbale d'asta e l'aggiudicazione provvisoria a favore di un'altra società. Ha sostenuto che la gara fosse irragionevole e intempestiva, poiché la ricorrente continuava a detenere gli immobili, il Comune accettava i canoni versati e la gestione del bar-ristorante era economicamente sinergica con la concessione demaniale della spiaggia adiacente. Con i motivi aggiunti ha inoltre contestato l'inserimento nella planimetria di gara del mappale n. 164, non appartenente al Comune ma detenuto dalla ricorrente in forza di una concessione dell'Autorità di Bacino.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistenti i presupposti per sospendere o modificare in via propulsiva gli atti impugnati. Il Collegio ha valorizzato le precedenti pronunce richiamate nel provvedimento: la concessione demaniale della spiaggia e la concessione-locazione del bar-ristorante sono titoli autonomi e non sussiste attrazione della seconda nella prima; la gestione del bar-ristorante può quindi essere affidata separatamente. La detenzione di fatto degli immobili e l'accettazione dei canoni da parte del Comune non determinano rinnovo tacito della concessione-locazione, essendo i versamenti qualificati come compensazione per l'occupazione sine titulo. Il Comune, ricercando un nuovo locatario, esercita un proprio diritto. L'inserimento del mappale n. 164 nella planimetria non è stato ritenuto sufficiente a dimostrare la volontà comunale di sottrarre o affidare una porzione di area demaniale, né a provare una necessaria connessione giuridica tra spiaggia e bar-ristorante. Le interferenze materiali tra i due compendi, quali il passaggio sulla proprietà comunale e l'utilizzo dei bagni pubblici da parte degli utenti della spiaggia, possono essere disciplinate mediante forme di coordinamento tra gestori distinti, senza incidere sull'autonomia dei rispettivi titoli. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare; il TAR ha ritenuto insussistenti i presupposti per adottare una misura sospensiva o propulsiva.
art. 73, comma 1, lett. c), r.d. 23 maggio 1924, n. 827
offerte segrete in aumento rispetto al canone annuo di locazione posto a base d’asta
Metodo di aggiudicazione dell'asta pubblica utilizzato dal Comune per individuare il nuovo locatario degli immobili comunali.
art. 281-decies c.p.c.
Richiamato in relazione all'azione promossa dal Comune davanti al giudice ordinario per ottenere il rilascio degli immobili.
Massime di principio
- La concessione demaniale e la concessione-locazione di immobili comunali, anche quando riguardano beni contigui e funzionalmente connessi sotto il profilo economico, restano titoli autonomi se non sussiste una specifica attrazione giuridica prevista dai rispettivi atti o accertata giudizialmente.
- La gestione coordinata di beni demaniali e immobili comunali vicini può essere assicurata mediante forme di coordinamento tra gestori diversi e non impone necessariamente l'affidamento unitario dei compendi.
- La detenzione di fatto di un immobile comunale dopo la scadenza del titolo e l'accettazione di somme da parte del Comune non comportano, di per sé, il rinnovo tacito della concessione-locazione quando tali somme siano riferibili alla compensazione per l'occupazione senza titolo.
- La mera inclusione di un bene appartenente a un diverso demanio o detenuto in forza di un autonomo titolo concessorio nella planimetria di una procedura relativa a immobili comunali non dimostra, da sola, né la volontà di trasferirne o sottrarne la disponibilità al concessionario legittimo né l'esistenza di una necessaria connessione giuridica tra i beni.
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