Cassazione Penale, Sentenza n. 06873/2026 del 20/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza che lo aveva condannato per rivelazione di segreto d'ufficio (art.326 c.p.) e per la contravvenzione urbanistica prevista dall'art.44 lett.b) DPR 380/2001, contestate per fatti posti in qualità di Sindaco di Polcenigo. Venivano altresì ricordate contestazioni per abuso d'ufficio, poi assorbite dall'abrogazione normativa. I motivi di ricorso denunciavano: vizio di motivazione e violazione di legge per l'abuso d'ufficio (insussistenza dell'elemento soggettivo e legittimità dell'operato); per l'art.326 c.p. si sosteneva che il verbale di sopralluogo non fosse coperto da segreto, che il tecnico incaricato (Gottardo) fosse legittimato a conoscerne il contenuto e che la comunicazione fosse avvenuta dopo che l'esecuzione del sopralluogo era già di pubblico dominio; per il reato urbanistico si assumeva la legittimità del permesso di costruire (anche in base a norme regionali e statuto comunale, e alle NTA del PRG) e, in subordine, l'assenza dell'elemento soggettivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha ritenuto inammissibili i motivi relativi agli abusi d'ufficio per effetto dell'abrogazione normativa e della sentenza liberatoria già intervenuta. Ha annullato senza rinvio la condanna per il reato di rivelazione di segreto d'ufficio (art.326 c.p.), valutando che il verbale di sopralluogo non era coperto da segreto istruttorio e che il privato informato era legittimato ad averne conoscenza secondo le regole sul diritto di accesso agli atti; pertanto il fatto non sussiste. Ha invece rigettato le doglianze relative al reato urbanistico (art.44 lett.b) DPR 380/2001), ritenendo inammissibile la rilettura di questioni di merito già risolte dalla Corte di appello: la Corte di appello aveva congruamente motivato che l'intervento autorizzato eccedeva i limiti ammessi per le aree boschive (modifiche di sagoma e ampliamento non conformi, in particolare all'art.10 delle NTA). Essendo definitivo il capo relativo alla contravvenzione urbanistica, la Cassazione ha rideterminato la pena alla misura del minimo edittale, con le attenuanti generiche: giorni 10 di arresto e euro 8.000 di ammenda, pena sospesa e non menzione. Inoltre ha chiarito che la prescrizione non era maturata alla data della sentenza di appello, tenuto conto della sospensione dei termini di cui all'art.159 c.p. applicabile ratione temporis.
Norme richiamate
art.326 cod. pen.
Il reato non è configurabile quando l'atto comunicato non sia coperto da segreto istruttorio o when il destinatario sia titolare del diritto di accesso; la divulgazione rileva penalmente solo se la comunicazione è diretta a soggetti non legittimati ad accedere.
art.44 lett.b) DPR 380/2001
Norma che disciplina la contravvenzione urbanistica contestata: la Corte ha confermato la condanna ritenendo l'intervento non conforme ai limiti previsti per aree boschive.
art.27 DPR 6 giugno 2001, n.380
Attribuisce al dirigente/responsabile comunale i poteri di vigilanza urbanistico-edilizia; la Corte ne ricava che il sopralluogo è attività di vigilanza che richiede consenso per l'accesso ai luoghi e non è di per sé coperto da segreto.
art.15 DPR 10 gennaio 1957, n.3 (come modificato)
«Non può trasmettere a chi non ne abbia diritto informazioni riguardanti provvedimenti od operazioni amministrative, in corso o concluse, ovvero notizie di cui sia venuto a conoscenza a causa delle sue funzioni, al di fuori delle ipotesi e delle modalità previste dalle norme sul diritto di accesso. Nell'ambito delle proprie attribuzioni, l'impiegato preposto ad un ufficio rilascia copie ed estratti di atti e documenti di ufficio nei casi non vietati dall'ordinamento».
Stabilisce il principio generale del divieto di comunicazione di notizie d'ufficio, subordinato però alle eccezioni e alle modalità del diritto di accesso agli atti.
Legge n.241/1990 (art.22, art.24, art.25)
Art.22: «per "interessati", tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso". Art.24, comma 7: «Deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici».
La disciplina del diritto di accesso presuppone un principio di massima trasparenza; individua i soggetti legittimati (interessati) e le categorie escluse dall'accesso. Se il destinatario è 'interessato', la comunicazione non integra di per sé reato penale.
art.10 d.lgs. 1.8.2000, n.267 (TUEL)
«Tutti gli atti dell'amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco...».
Rafforza il principio di pubblicità degli atti comunali; a meno che non sussista una riserva legale o una motivata limitazione, gli atti comunali sono pubblici.
art.159 cod. pen.
Norma sulla sospensione del corso della prescrizione: la Corte ha applicato la disciplina vigente ratione temporis per calcolare la prescrizione del reato contravvenzionale, includendo il periodo di sospensione previsto dalla legge n.103/2017 per i reati nel periodo indicato.
art.620, comma 1, lett. l), cod. proc. pen.
Consente alla Corte di Cassazione, quando non occorrono ulteriori accertamenti di merito, di rideterminare la pena: utilizzata per ricalcolare la sanzione a seguito dell'annullamento del capo più grave.
Massime di principio
- Un verbale di sopralluogo svolto nell'ambito di attività di vigilanza urbanistica non è automaticamente coperto da segreto istruttorio; di norma rientra nella pubblicità degli atti amministrativi.
- La rivelazione di notizie accessibili non integra l'art.326 c.p. se il destinatario è titolare del diritto di accesso ("interessato"): l'illiceità penale sorge quando l'informazione è comunicata a soggetti privi di titolo giuridico ad accedervi.
- La violazione delle modalità formali previste per l'esercizio del diritto di accesso (motivazione della richiesta, rimborso costi, ecc.) rileva sul piano amministrativo e procedurale, ma non costituisce di per sé reato di rivelazione di segreto d'ufficio quando il destinatario è legittimato all'accesso.
- Nei giudizi di cassazione non è possibile riaprire valutazioni di merito ampiamente motivate in grado di apprezzare conformità urbanistica: le questioni di fatto e di valutazione tecnica restano preclusi salvo profili di diritto o vizi di motivazione.
- In presenza di pluralità di capi di imputazione, l'abrogazione di fattispecie o la parziale inammissibilità dei motivi può portare all'annullamento di alcuni capi e alla conferma e rideterminazione della pena per altri, ove questi ultimi risultino definitivi.
- Nel calcolo della prescrizione è necessario applicare le regole di sospensione vigenti ratione temporis; la relativa valutazione processuale può impedire la rilevazione della prescrizione in sede di cassazione quando il motivo relativo a quel capo sia inammissibile.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 20 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06859/2026 del 20/02/2026
- Sentenza penale · 20 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06862/2026 del 20/02/2026
- Sentenza penale · 20 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06863/2026 del 20/02/2026
- Sentenza penale · 20 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06864/2026 del 20/02/2026
- Sentenza penale · 20 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06865/2026 del 20/02/2026
- Sentenza penale · 20 feb 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 06866/2026 del 20/02/2026
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →