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Legge

L.R. Basilicata 25/2026

Modifiche e integrazioni alla Legge regionale 2 settembre 1996, n, 43 (Disciplina nella ricerca e coltivazione delle acque minerali e termali)

Normativa regionaleL.R. Basilicata 25/2026

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge aggiorna la disciplina Basilicata sulla ricerca e coltivazione delle acque minerali e termali: modifica i criteri di calcolo del corrispettivo per l’emunto non imbottigliato, introduce riduzioni per vetro e vuoto a rendere, aumenta alcune quote a favore dei Comuni e dell’Ente Parco del Vulture, impone nuovi obblighi informativi ai concessionari e istituisce una sezione pubblica sul portale regionale. Abroga la l.r. n. 22/2020 ed entra in vigore il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione.

Modifiche alla disciplina regionale lucana sulle acque minerali e termali

Modifiche alla disciplina regionale sulle acque minerali e termali

La legge interviene sulla legge regionale Basilicata 2 settembre 1996, n. 43, aggiornando il regime economico delle concessioni, gli obblighi informativi dei concessionari e la trasparenza dei dati relativi all’utilizzo delle risorse idrominerarie. La disciplina riguarda esclusivamente il territorio della Regione Basilicata.

Corrispettivi dovuti dai concessionari

Viene ridefinito il criterio per l’emunto non imbottigliato, compreso quello destinato a usi industriali: il corrispettivo trimestrale è determinato applicando un’aliquota di euro 0,30/mc al 20% del volume complessivo dell’emunto imbottigliato.

Per incentivare l’uso di contenitori sostenibili, è prevista una riduzione dell’importo dovuto ai sensi del comma 7:

  • del 20% per l’acqua commercializzata in contenitori di vetro;
  • del 30% per l’acqua commercializzata in contenitori di vetro con vuoto a rendere e con rete di raccolta attivata.

Inoltre, la soglia di riduzione richiamata dal comma 7 ter viene elevata dal 30% al 50%.

Riparto delle somme e destinazione delle risorse

La disciplina del comma 7 quater viene estesa espressamente agli anni da 2021 a 2026. Sulle somme effettivamente incassate nell’esercizio precedente, la percentuale spettante ai Comuni è incrementata del 10% fino a raggiungere il 50%.

È inoltre riconosciuto all’Ente Parco del Vulture un contributo annuale pari al 20% dei versamenti a carico dei concessionari, sempre calcolato sulle somme effettivamente incassate nell’esercizio precedente.

Le risorse trasferite ai Comuni e all’Ente Parco del Vulture devono essere destinate a interventi di tutela, valorizzazione e riqualificazione del bacino idrominerario, nonché alla manutenzione delle infrastrutture viarie dei territori interessati dall’attività estrattiva.

Obblighi informativi dei concessionari

Ai fini del calcolo dei corrispettivi, i concessionari devono comunicare con periodicità trimestrale all’Ufficio regionale competente e all’Ufficio Ragioneria generale e fiscalità regionale, mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, i dati relativi a:

  • quantità di acqua imbottigliata mensilmente, espressa in litri e mc;
  • quantità di acqua emunta e non imbottigliata, compresa quella lasciata a scarico per esigenze produttive;
  • Comune in cui ricade la sorgente o il pozzo;
  • codice identificativo della concessione.

Trasparenza e pubblicazione dei dati

La Regione Basilicata istituisce nel proprio Portale istituzionale una sezione denominata “Acque minerali e di sorgente”, destinata alla consultazione pubblica dei dati relativi all’utilizzo delle risorse in concessione. La pubblicazione avviene sulla base delle informazioni acquisite dall’amministrazione regionale nell’esercizio delle funzioni di vigilanza.

Abrogazione e decorrenza

È abrogata la legge regionale 15 luglio 2020, n. 22, recante disposizioni in materia di ricerca e coltivazione delle acque minerali e termali e sospensione dell’applicazione dell’art. 6 della l.r. 10/2020.

La legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Basilicata.

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