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Sentenza

Sentenza n. 1100/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento del decreto della Questura di Frosinone del -OMISSIS-, con cui è stata disposta la revoca della licenza di porto di fucile per uso sportivo del ricorrente;

Giustizia amministrativa202200137

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto della Questura di Frosinone di revoca della licenza di porto di fucile per uso sportivo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca della licenza di porto di fucile per uso sportivo, deducendo la violazione degli artt. 11, 43 e 138 TULPS, degli artt. 3 ss. della l. 241/1990 e l’eccesso di potere. Ha lamentato che l’amministrazione avesse reiterato un precedente provvedimento già interessato da una pronuncia cautelare favorevole e che la nuova revoca fosse stata adottata senza comunicazione di avvio del procedimento e senza indicare ragioni di urgenza. Il provvedimento impugnato era fondato su un avviso orale e su un divieto prefettizio di detenzione di armi, ancora vigente; in sede cautelare il ricorrente non aveva comprovato l’assoluzione dalle imputazioni di concorso in detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e sostituzione di persona né la mancata impugnazione della presunta sentenza di assoluzione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto legittimo l’esercizio della discrezionalità dell’autorità di pubblica sicurezza, poiché la licenza di porto d’armi presuppone una piena affidabilità e la valutazione prognostica può fondarsi anche su fatti non penalmente rilevanti o su vicende non concluse con una condanna. Nel caso concreto, il divieto prefettizio di detenzione di armi era ancora valido ed efficace e costituiva un elemento dirimente, che precludeva una diversa valutazione favorevole del Questore; la precedente ordinanza cautelare riguardava soltanto una precedente revoca della licenza e non aveva inciso sul divieto prefettizio. Il giudice ha inoltre escluso che l’omessa comunicazione di avvio comportasse l’annullabilità: le ragioni dedotte dal ricorrente non avrebbero potuto modificare l’esito del procedimento, come richiesto dall’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990. Le spese sono state poste a carico del ricorrente e liquidate in euro 1.500,00, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • artt. 11, 43 e 138 r.d. 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS)

    Per tale ragione, la licenza di porto d'armi può essere negata all'istante anche in assenza di sentenza di condanna per specifici reati quando, per circostanze legate alla sua condotta, sia assente la presumibile certezza della completa affidabilità del soggetto.

    La licenza può essere negata o revocata in base a una valutazione prognostica di affidabilità e di rischio di abuso, anche senza una condanna penale e sulla base di circostanze personali concretamente avvenute.

  • art. 7 l. 7 agosto 1990, n. 241

    Ebbene, nel caso di specie le ragioni poste in essere dal ricorrente non sono in grado di modificare la determinazione dell’amministrazione procedente sicché anche se fosse stato instaurato un valido contraddittorio l’esito del procedimento non avrebbe potuto essere diverso.

    L’omessa comunicazione di avvio non determina l’annullamento quando, nel caso concreto, gli elementi che l’interessato avrebbe potuto rappresentare non avrebbero potuto condurre a un diverso esito.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 7 agosto 1990, n. 241

    Ebbene, nel caso di specie le ragioni poste in essere dal ricorrente non sono in grado di modificare la determinazione dell’amministrazione procedente sicché anche se fosse stato instaurato un valido contraddittorio l’esito del procedimento non avrebbe potuto essere diverso.

    La violazione dell’obbligo di comunicazione di avvio non rende annullabile il provvedimento quando l’amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto non avrebbe potuto essere diverso; nel caso concreto il ricorrente non ha indicato elementi idonei a modificare la determinazione.

Massime di principio

  • La revoca o il diniego della licenza di porto d’armi possono fondarsi su una valutazione prognostica e precauzionale dell’affidabilità del richiedente, distinta dall’accertamento della responsabilità penale: possono rilevare anche fatti isolati, vicende personali non penalmente rilevanti o fatti di reato non definiti con condanna, purché la valutazione amministrativa sia razionale e congruamente motivata.
  • La permanenza di un valido divieto prefettizio di detenzione di armi costituisce un presupposto incompatibile con la titolarità della licenza di porto d’armi e vincola in senso negativo il Questore, senza che una pronuncia cautelare relativa a un diverso provvedimento di revoca della licenza faccia venir meno il divieto prefettizio.
  • L’omessa comunicazione di avvio del procedimento non comporta l’annullabilità del provvedimento quando l’amministrazione dimostri che il contenuto non avrebbe potuto essere diverso; la verifica deve considerare se l’interessato avrebbe potuto apportare elementi capaci di incidere concretamente sulla decisione.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaPartecipazione al procedimentoInvalidità del provvedimento
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaVizi formali non invalidanti

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