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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03335/2026 del 28/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP che ha convalidato il provvedimento del Questore che imponeva a Ferrante il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (anche amichevoli) per anni cinque, esteso ai luoghi limitrofi (stazioni, aeroporti, aree di servizio ecc.), e l'obbligo di presentazione presso il Commissariato di P.S. di Ischia prima e dopo ogni incontro per cinque anni. Il ricorrente deduceva: carenza e genericità della motivazione circa l'attualità della sua pericolosità sociale e la mancata considerazione della memoria difensiva inviata al Questore; mancata motivazione specifica sull'ulteriore misura limitativa (obbligo di presentazione); illegittimità e sproporzione della durata quinquennale; e irragionevolezza della duplice obbligatorietà di presentazione per le trasferte.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il giudice territoriale abbia svolto una valutazione indiziaria sufficiente circa l'attribuibilità della condotta al ricorrente (anche alla luce della partecipazione accertata a tifo violento), che la convalida può fondarsi per relationem sulla motivazione del provvedimento del Questore purché complessivamente convalidi il percorso logico-giuridico, che la durata quinquennale rientra nel massimo edittale e risulta adeguatamente giustificata con riferimento alla gravità della condotta, e che l'obbligo di presentazione per le trasferte è stato calibrato (una sola presentazione nell'intervallo fra primo e secondo tempo) rendendolo ragionevole. Il ricorrente è stato inoltre condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • legge 13 dicembre 1989 n. 401, art. 6

    L'art. 6 (norma che disciplina i provvedimenti di divieto di accesso agli impianti sportivi e l'obbligo di presentazione) consente l'adozione di misure preventive a carico di chi partecipa a tifo violento; ai fini della convalida giudiziale è sufficiente una valutazione indiziaria sull'attribuibilità della condotta e la durata della misura può raggiungere il massimo edittale previsto (comma 5), purché motivata.

  • Costituzione, art. 13, terzo comma

    Il richiamo evidenzia che i provvedimenti amministrativi provvisori limitativi della libertà hanno natura 'servente' rispetto al controllo giudiziario; il giudice verifica la legalità dell'atto amministrativo e può convalidarlo anche per relationem integrando la motivazione dell'autorità amministrativa quando questa, unitamente al provvedimento giudiziale, renda chiaro il percorso logico-giuridico.

Massime di principio

  • Per la convalida di un DASPO o obbligo di presentazione è sufficiente una valutazione indiziaria sull'attribuibilità della condotta; non è richiesta la certezza probatoria tipica del giudizio penale.
  • La motivazione del giudice di convalida può essere resa per relationem se, congiuntamente alla motivazione del provvedimento amministrativo, consente di ricostruire adeguatamente il percorso logico-giuridico seguito dall'autorità adottante.
  • La durata della misura cautelare (es. cinque anni) rientra nel potere discrezionale dell'autorità nei limiti dell'ammissibilità normativa: va valutata in rapporto alla gravità della condotta e richiede una motivazione congrua, ma non necessariamente dettagliata se il riferimento alla gravità è chiaro e proporzionato.
  • L'obbligo di presentazione non è una sanzione aggiuntiva ma uno strumento di prevenzione e può essere calibrato (es. una sola presentazione in occasione delle trasferte) per evitare vessatorietà irragionevole.
  • Le eccezioni difensive generiche sulla personalità o sulla prognosi di osservanza sono inammissibili se non corredate da elementi concreti e specifici che ne consentano il controllo da parte del giudice.

Testo integrale

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