Cassazione Civile, Sentenza n. 11274/2023 del 28/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione, da parte di Antonacci, di tre cartelle di pagamento iscritte a ruolo per far valere la prescrizione dei crediti contributivi; l'Agenzia ha proposto ricorso in cassazione avverso la sentenza di appello che aveva parzialmente accolto l'opposizione e annullato le cartelle, deducendo questioni di interesse ad agire sull'estratto di ruolo, la decorrenza e durata della prescrizione (anche in relazione ai termini decennali previsti per le entrate iscritte a ruolo) e la normativa specifica sulla riscossione
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia per carenza di jus postulandi/irregolarità della rappresentanza processuale in Cassazione (mancato ricorso all'Avvocatura dello Stato o motivata delibera dell'Agenzia), senza entrare nel merito delle questioni di prescrizione. Ha altresì rilevato l'esistenza dei presupposti per il pagamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto; nessuna statuizione sulle spese vista la presenza degli intimati
Norme richiamate
art. 100 cod. proc. civ.
Richiamato nella censura sull'interesse ad agire verso l'estratto di ruolo; la Corte non ha deciso sul merito e ha invece rilevato un più grave vizio di rappresentanza
art. 115 cod. proc. civ.
Richiamato insieme all'art.100 nella doglianza sulla rappresentanza/legittimazione a perseguire l'opposizione; la Corte ha evidenziato l'invalidità della procura conferita ad avvocato del libero foro in assenza dei presupposti per l'affidamento all'Avvocatura dello Stato
art. 2946 cod. civ.
Norma di principio sulla prescrizione ordinaria richiamata nelle doglianze sulla decorrenza della prescrizione; la Corte non si è pronunciata sul tema per l'inammissibilità del ricorso
art. 2953 cod. civ.
Riferimento ai termini di prescrizione dei diritti derivanti da giudicato o da titolo esecutivo; invocato dalla ricorrente in relazione alla definitività del credito dopo la notifica della cartella
D.Lgs. 46/1999, art. 24, comma 5
Norma speciale sulla riscossione e sulla decorrenza dei termini; evocata nelle censure sulla prescrizione decennale per le entrate iscritte a ruolo
D.P.R. 602/1973, artt. 12, 24, 25, 49
Richiamati come disciplina della riscossione dei tributi (notifica cartelle, effetti, termine sancito per la riscossione); utilizzati nelle argomentazioni sulla definitività del credito e sulla decorrenza della prescrizione
D.Lgs. 112/1999, art. 20
Richiamato nella censura sull'applicabilità del termine decennale; la Corte non ha esaminato la questione per sopravveniente inammissibilità del ricorso
D.Lgs. 46/1999, art. 17
Indicata come norma speciale in materia di riscossione che alcune censure ritengono stabilire termini decennali per le entrate; non è stata decisa dalla Corte
Protocollo 22 giugno 2017 (Agenzia Entrate Riscossione – Avvocatura Generale dello Stato)
Richiamato come fonte contrattuale che assegna convenzionalmente il patrocinio in Cassazione all'Avvocatura dello Stato; la sua violazione ha costituito il vizio formale che ha determinato l'inammissibilità del ricorso
R.D. n. 1611 del 1933, art. 43, comma 4
Norma che prevede la deliberazione motivata dell'ente pubblico per affidare il patrocinio a difensori diversi dall'Avvocatura; la mancata delibera è stata ritenuta rilevante per la validità della procura
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater e comma 1 bis
Testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17
Richiamato in relazione all'ulteriore contributo unificato dovuto dalla ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso
D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, art. 23, comma 8 bis (convertito nella L. 18 dicembre 2020, n. 176)
Menzi onato in ordine al deposito di conclusioni scritte del P.M.; rilevante solo ai fini procedurali del giudizio di cassazione
Massime di principio
- Prima di proporre ricorso in Cassazione contro decisioni che coinvolgono enti pubblici è essenziale verificare che la rappresentanza processuale sia conforme: le amministrazioni pubbliche devono generalmente essere patrocinate dall'Avvocatura dello Stato o munirsi di una motivata delibera che autorizzi diverso patrocinio; la mancata osservanza può determinare l'inammissibilità del ricorso senza che il merito sia esaminato
- Quando si impugnano cartelle di pagamento per prescrizione, occorre valutare distintamente la decorrenza del termine di prescrizione: la notifica della cartella può incidere sulla definitività del credito e sull'applicabilità di termini ordinari o speciali (decennale per le entrate iscritte a ruolo), ma tali questioni richiedono decisione nel merito e non sopravanzano vizi formali di rappresentanza
- In presenza di vizi formali (procura irregolare, mancata delibera), il giudice può rilevarli d'ufficio anche in Cassazione; pertanto il difensore della pubblica amministrazione deve assicurarsi della regolarità del conferimento del mandato già in sede di costituzione del ricorso
- Il computo dei termini di prescrizione nei rapporti con l'erario e con enti previdenziali richiede attenzione alle norme speciali (DPR 602/1973, D.Lgs. 46/1999, D.Lgs. 112/1999) e alla giurisprudenza: non è automatico che la notifica della cartella sospenda o interrompa la prescrizione senza esame delle specifiche fattispecie
- Il rigetto o l'inammissibilità di un ricorso può comportare oneri ulteriori (es. contributo unificato aggiuntivo); va quindi considerato il profilo economico-procedurale prima di impugnare in cassazione
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