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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 21337/2024 del 30/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Pavia che aveva rigettato l'opposizione all'esecuzione promossa da Bettonica contro intimazione di pagamento di tre cartelle esattoriali relative a sanzioni amministrative (L. 689/1981) e altre somme; la Corte d'appello aveva ritenuto l'appello tardivo perché, pur essendo il ricorso telematico depositato l'ultimo giorno utile del termine semestrale, la notificazione del ricorso e del decreto presidenziale era avvenuta dopo la scadenza del termine e l'impugnazione era stata promossa con il rito (ricorso) ritenuto erroneo rispetto all'atto di citazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la controversia è soggetta alla disciplina dell'opposizione all'esecuzione con applicazione del rito del lavoro (art. 618-bis c.p.c. e art. 615 c.p.c. con rinvio al rito del lavoro). Pertanto il deposito telematico tempestivo del ricorso vale a integrare la pendenza della controversia (richiamando Cass. Sez. Un., 16 aprile 1992, n. 4676) e la Corte d'appello si è pronunciata erroneamente dichiarando l'appello inammissibile per tardività. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Milano in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • Costituzione, art. 111

    Richiamata nel motivo relativo alla garanzia del giusto processo; la censura attiene a violazione del diritto di difesa/concorso delle norme sul rito

  • Codice di procedura civile, art. 433

    Richiamato nel contesto delle norme sul rito del lavoro e dell'impugnazione (parte del quadro normativo dedotto nel motivo)

  • Codice di procedura civile, art. 442

    Richiamato come norma del rito del lavoro collegata alla disciplina applicabile alle controversie di lavoro e connesse

  • Codice di procedura civile, art. 360, n. 3

    Base normativa per il motivo di cassazione che denuncia violazione o falsa applicazione di norme procedurali

  • Codice di procedura civile, artt. 615-617

    Disciplina delle opposizioni all'esecuzione e degli atti esecutivi: la Corte osserva che l'opposizione all'esecuzione è soggetta a tali norme, con le particolarità previste per le materie di lavoro

  • Codice di procedura civile, art. 618-bis

    Stabilisce l'applicazione delle norme sul rito del lavoro ai giudizi di opposizione all'esecuzione per crediti di lavoro e di natura previdenziale o assistenziale; fondamentale per ritenere che il deposito del ricorso nel termine fosse sufficiente

  • Codice di procedura civile, art. 40, comma 3

    Prevalenza del rito del lavoro in caso di connessione tra causa soggetta al rito ordinario e controversia sottoposta al rito del lavoro; usato per giustificare l'applicazione del rito del lavoro anche se la pretesa non era limitata a sanzioni previdenziali

  • Legge n. 689/1981

    Fonte delle sanzioni amministrative contestate nelle cartelle; la presenza di pretese derivanti da questa legge non ha impedito l'applicazione del rito del lavoro per connessione o per prevalenza

  • Cassazione, Sez. Un., 16 aprile 1992, n. 4676

    Giurisprudenza richiamata per il principio che il mero deposito tempestivo del ricorso integra la pendenza della controversia (rilevanza della prova di deposito telematico rispetto alla notificazione tardiva)

  • Cassazione, 30 aprile 2014, n. 9553

    Richiamata per l'affermazione secondo cui, in ipotesi di iscrizione di ipoteca per obbligazione contributiva, la tutela esperibile può svolgersi con il rito del lavoro e con le forme di opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi; conferma l'applicazione estesa del rito del lavoro in materia contributiva/previdenziale

Massime di principio

  • Nelle opposizioni all'esecuzione per crediti di lavoro o previdenziali si applica il rito del lavoro (art. 618-bis c.p.c. e norme del titolo del lavoro), anche se la pretesa comprende elementi non esclusivamente previdenziali, quando ricorra connessione (art. 40 c.p.c.).
  • Il deposito telematico tempestivo del ricorso, effettuato entro il termine, è idoneo a far decorrere la pendenza della controversia anche se la notificazione avviene successivamente; il giudizio sulla tempestività non può essere deciso ignorando il valore probatorio del deposito (Cass. Sez. Un. 16/4/1992 n. 4676).
  • La forma dell'atto processuale deve essere valutata alla luce del rito applicabile: un atto introduttivo presentato con modalità tipiche di un rito diverso può comunque essere efficacemente valutato se, nel quadro del rito prevalente, il deposito è valido e tempestivo.
  • In caso di dubbio sulla competenza del rito (ordinario vs lavoro), è necessario valutare la natura principale della pretesa e la possibile connessione: il rito del lavoro prevale in presenza di connessione o di crediti di lavoro/previdenziali.
  • Per difendersi correttamente in situazioni analoghe: 1) verificare subito quale rito si applica; 2) depositare telematicamente l'atto entro i termini e conservare le ricevute; 3) notificare comunque il ricorso tempestivamente e, se la notificazione è successiva, produrre la prova del deposito telematico; 4) sollevare immediatamente eccezioni relative all'errata qualificazione del rito se l'opposta parte invoca tardività procedurale.

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