Cassazione Civile, Sentenza n. 8953/2021 del 31/03/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello che aveva ritenuto illegittimo il licenziamento per giusta causa intimato dalla società a seguito del rifiuto del lavoratore di ottemperare al comando aziendale di conseguire, a proprie spese, specifiche abilitazioni (off shore e aerial mountain work). La società censura la decisione ritenendo che si sia trattato di grave insubordinazione giustificante la giusta causa, contesta l'applicabilità del regime reintegratorio previsto dall'art. 18 Statuto dei Lavoratori per ragioni dimensionali e impugna la determinazione della retribuzione globale di fatto usata per quantificare l'indennità, in particolare l'inclusione dell'indennità di volo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. Ha ritenuto inammissibile parte della doglianza relativa alla violazione del CCNL per omessa produzione del contratto collettivo richiesto ai fini del controllo in sede di legittimità. Quanto al merito, la Corte ha confermato la valutazione di merito sulla non sussistenza della giusta causa: la condotta del lavoratore, pur rilevante sul piano disciplinare, non aveva gravità tale da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto e non risultava proporzionata la sanzione del licenziamento. Ha inoltre condiviso l'orientamento dei giudici di merito secondo cui l'indennità di volo, essendo continuativa e collegata alla specifica prestazione lavorativa, va inclusa nella retribuzione globale di fatto per il calcolo dell'indennità risarcitoria. Le censure relative alla prova della dimensione aziendale (per escludere l'applicazione dell'art. 18, quarto comma) sono state respinte per difetto di prova in Cassazione (documenti non prodotti in ricorso). Spese di giudizio a carico della ricorrente.
Norme richiamate
art. 2119 c.c.
La giusta causa disciplinare richiede una valutazione concreta e proporzionale della gravità della condotta e del nocumento alla fiducia; il giudice di merito deve motivare tale valutazione e la Corte di legittimità può sindacarla se la censura indica specifici standards di incoerenza.
art. 18 della L. n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), commi quarto, quinto e ottavo
Il regime reintegratorio o indennitario previsto dall'art. 18 si applica secondo la disciplina dimensionale aziendale; per la quantificazione dell'indennità risarcitoria va preso a riferimento la retribuzione globale di fatto. In Cassazione è stata respinta la doglianza che pretendeva escludere l'applicazione del quarto comma senza prova documentale sulla consistenza dell'organico.
CCNL di categoria, artt. 5 e 49 (citati)
Le prescrizioni contrattuali possono giustificare comandi aziendali solo se provate; in cassazione il ricorrente non ha prodotto il CCNL invocato, rendendo inammissibile la censura fondata sulla sua violazione.
art. 366 c.p.c.
Imposizione dell'onere di produrre e indicare gli atti e i documenti rilevanti già in sede di ricorso per cassazione; la mancata produzione può portare all'inammissibilità o al rigetto della doglianza fondata su documenti non acquisiti.
art. 1175 e art. 1375 c.c.
Principi generali di correttezza, fedeltà e buona fede richiamati come parametro interpretativo per la valutazione delle clausole generali e del comportamento del lavoratore nel rapporto di lavoro.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Norma processuale richiamata per l'applicazione di un'ulteriore contribuzione unificata a carico della soccombente, in relazione alla data di proposizione del ricorso.
Massime di principio
- Per ritenere una giusta causa disciplinare per licenziamento bisogna valutare concretamente la gravità della condotta, la posizione del lavoratore, l'eventuale nocumento alla fiducia e la proporzionalità tra infrazione e sanzione; non è sufficiente il mero rifiuto di un ordine se tale rifiuto non comporta un danno tale da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto.
- Se l'ordine aziendale si fonda solo su scelte dirigenziali e non su obblighi normativi o contrattuali, il rifiuto del lavoratore ha maggiori chance di non integrare giusta causa; le disposizioni contrattuali invocate dall'azienda devono essere provate.
- In sede di cassazione la parte che impugna deve produrre o indicare esplicitamente i documenti su cui fonda le proprie doglianze (es. CCNL, estratti organico); la mancata produzione può rendere inammissibile o inefficace la censura.
- La retribuzione globale di fatto ai fini dell'art. 18 include componenti continuative e non occasionale, anche se non percepite in modo continuativo, per cui indennità correlate alla specifica prestazione (es. indennità di volo) possono essere incluse nel computo dell'indennità risarcitoria.
- La contestazione della dimensione aziendale (per escludere la reintegrazione) richiede prova documentale già nei gradi precedenti e va esaminata concretamente: senza prova valida la disciplina più favorevole al lavoratore resta applicabile.
- In situazioni simili conviene che il datore di lavoro, prima di adottare il licenziamento come sanzione estrema, valuti alternative disciplinari e documenti compiutamente la legittimità e rilevanza del comando aziendale rispetto a obblighi contrattuali o normativi.
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