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Sentenza

Sentenza n. 931/2026 - Cagliari, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501198

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune di Alghero sull’istanza del 12 dicembre 2023 relativa all’illegittimità della procedura espropriativa e all’esercizio del potere di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (impresa privata)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente ha agito per l’accertamento del silenzio-inadempimento del Comune di Alghero, formatosi a seguito dell’istanza trasmessa via PEC il 12 dicembre 2023. Ha chiesto inoltre la declaratoria dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere sull’accertamento dell’illegittimità della procedura espropriativa riguardante la realizzazione della Via Asfodelo, nella parte esterna al perimetro del centro storico, in prossimità delle ex Concerie e dell’area ex SAICA, nonché sull’illecito permanente e sulla conseguente attivazione del potere previsto dall’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, con eventuale nomina di un commissario ad acta ai sensi dell’art. 117, comma 3, c.p.a. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha comunicato che il Comune, dopo la notificazione del ricorso, aveva avviato il procedimento ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, chiedendo quindi la cessazione della materia del contendere e la condanna dell’amministrazione alle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che il Comune di Alghero aveva avviato, successivamente alla notificazione del ricorso, il procedimento previsto dall’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, così venendo meno l’interesse alla decisione sull’azione avverso il silenzio e sull’obbligo di provvedere. La dichiarazione è stata richiesta da entrambe le parti. Il giudice ha posto le spese di lite a carico del Comune, liquidandole in euro 1.500,00 oltre accessori di legge, in considerazione dell’attivazione dell’ente locale e della definizione bonaria della controversia.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    L’avvio del procedimento di acquisizione sanante da parte dell’amministrazione, intervenuto dopo la proposizione del ricorso, ha determinato il venir meno dell’interesse alla decisione sull’obbligo di provvedere.

  • art. 117, comma 3, c.p.a.

    La ricorrente aveva chiesto, in caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta; la richiesta non è stata esaminata per la cessazione della materia del contendere.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La pronuncia è stata definita mediante dichiarazione della cessazione della materia del contendere, a seguito della sopravvenuta attività amministrativa e della richiesta concorde delle parti.

Massime di principio

  • Quando, dopo la proposizione di un ricorso avverso il silenzio-inadempimento, l’amministrazione avvia il procedimento richiesto dall’interessato, viene meno l’interesse alla decisione sull’obbligo di provvedere e il giudizio può essere definito con dichiarazione della cessazione della materia del contendere.
  • L’avvio del procedimento ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, intervenuto successivamente alla notificazione del ricorso, può determinare la cessazione della materia del contendere rispetto a una domanda diretta a ottenere l’attivazione di tale potere, senza implicare una decisione sulla legittimità della procedura espropriativa o sull’esito finale del procedimento.
  • Anche quando la materia del contendere cessa per effetto dell’attività amministrativa sopravvenuta, le spese possono essere poste a carico dell’amministrazione che ha adottato la condotta satisfattiva successivamente alla proposizione del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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