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Sentenza

Sentenza del 10/01/2017 n. 6 - Comm. Trib. Reg. per il Molise

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Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza della CTP che aveva accolto il ricorso della società contro un avviso di accertamento TARSU 2003. Ha contestato la carenza motivazionale della decisione e sostenuto la tassabilità delle superfici, rilevando che la loro estensione era stata determinata mediante sopralluogo del 22 luglio 2008. La società sosteneva invece che i rifiuti, qualificati come differenziati, fossero smaltiti autonomamente tramite una ditta specializzata e contestava anche la legittimità delle delibere comunali.

La decisione

Il Collegio ha accolto l'appello del Comune, ritenendo decisivo il verbale di sopralluogo sottoscritto dalle parti, corredato da descrizione dei luoghi e planimetria, che individuava le superfici tassabili. La società non ha fornito prova documentale dello smaltimento autonomo, non producendo il contratto con la ditta specializzata né le relative fatture. Le contestazioni sulla legittimità delle delibere sono state ritenute estranee alla competenza del giudice tributario e, comunque, da proporre davanti al giudice amministrativo nei termini di legge. È stato inoltre richiamato il principio secondo cui l'obbligazione TARSU nasce con l'istituzione del servizio comunale; l'eventuale mancato o irregolare svolgimento del servizio può comportare una riduzione, ma non l'esenzione totale. Le spese di entrambi i gradi sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • Art. 19 del D.Lgs. 546/1992

    atti impugnabili davanti al giudice tributario

    La competenza del giudice tributario è limitata agli atti espressamente impugnabili previsti dalla norma. Le contestazioni autonome sulla legittimità di delibere comunali devono essere rivolte al giudice amministrativo, secondo le modalità e i termini previsti.

  • Disciplina TARSU

    L'obbligazione tributaria sorge automaticamente con l'istituzione del servizio comunale. Il mancato svolgimento o l'inefficienza del servizio possono determinare una riduzione della tassa, ma non comportano automaticamente l'esenzione totale.

Massime di principio

  • Un verbale di sopralluogo sottoscritto dalle parti, contenente la descrizione dei locali e la planimetria delle superfici, può costituire una prova decisiva per determinare la base imponibile TARSU.
  • Chi sostiene di smaltire autonomamente i propri rifiuti deve fornire prova concreta e documentale, come contratti con ditte autorizzate, fatture, formulari e altra documentazione idonea; mere affermazioni generiche non sono sufficienti.
  • La sottrazione o riduzione della superficie tassabile deve essere dimostrata con riferimento alle effettive caratteristiche dei locali e alla produzione di rifiuti, non soltanto mediante contestazioni astratte.
  • Le delibere comunali che istituiscono o disciplinano il tributo devono essere contestate davanti al giudice competente e nei termini previsti; nel giudizio tributario non è normalmente possibile trasformare l'impugnazione dell'avviso in un'impugnazione autonoma della delibera.
  • L'eventuale mancato o irregolare funzionamento del servizio di raccolta non elimina automaticamente il tributo: può fondare, se provato e nei casi previsti, una riduzione dell'importo.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando la controversia presenta profili non completamente incontrovertibili o particolari ragioni equitative, anche se una parte risulta vittoriosa nel merito.

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