Sentenza del 20/04/2016 n. 7887 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
A.A. ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio che aveva ritenuto legittima la cartella di pagamento e aveva considerato definitivo l'avviso di accertamento presupposto, sul reddito di partecipazione del contribuente nella Chemigien s.n.c. Il ricorrente ha contestato, tra l'altro, l'asserita inammissibilità dell'appello per mancanza di motivi specifici, l'erronea interpretazione di una precedente sentenza della CTP di Roma e l'insufficiente motivazione della cartella, che non indicava né il numero dell'avviso di accertamento né gli estremi della sentenza posta a fondamento dell'iscrizione a ruolo.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo, il terzo e il quarto motivo di ricorso e ha dichiarato assorbito il secondo. Ha stabilito che, nel processo tributario, la riproposizione in appello delle argomentazioni già svolte in primo grado può soddisfare l'onere di specificità dei motivi. Ha inoltre rilevato che la precedente sentenza della CTP era favorevole al contribuente e riguardava l'IRPEF, non l'ILOR, sicché non poteva fondare la definitività dell'accertamento. Infine, ha ritenuto carente la motivazione della cartella, perché priva degli elementi necessari a consentire il controllo della pretesa tributaria. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio alla CTR del Lazio, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 1
L'appello deve essere proposto con ricorso contenente i motivi specifici dell'impugnazione.
La riproposizione in appello delle stesse argomentazioni già dedotte in primo grado può essere sufficiente a soddisfare l'onere di specificità, quando esprima il dissenso del contribuente rispetto alla decisione impugnata.
Art. 360 c.p.c., n. 3
Prevede il ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione di norme di diritto.
Art. 360 c.p.c., n. 5
È stato richiamato per denunciare l'insufficiente, contraddittoria o omessa motivazione della sentenza.
Art. 24 Cost.
È richiamato quale fondamento del diritto di difesa, che richiede che gli atti tributari consentano al contribuente di comprendere e controllare la pretesa fiscale.
D.P.R. n. 599 del 1973, art. 1, comma 1, lett. b)
La questione relativa all'eventuale esenzione ILOR del contribuente, in quanto non imprenditore, non è stata esaminata nel merito perché assorbita dall'accoglimento degli altri motivi.
Art. 378 c.p.c.
Disciplina il deposito della memoria illustrativa in prossimità dell'udienza di discussione in cassazione; il ricorrente se ne è avvalso.
Massime di principio
- Nel processo tributario, riproporre in appello le difese già formulate in primo grado non rende automaticamente l'appello inammissibile: è sufficiente che dal ricorso emerga il dissenso rispetto alla decisione impugnata.
- La definitività di un atto presupposto può essere fatta valere solo se è dimostrato con precisione il collegamento tra quell'atto e la successiva cartella, nonché l'identità dell'imposta e del periodo d'imposta.
- Una sentenza favorevole al contribuente non può essere considerata una decisione di rigetto divenuta definitiva né può giustificare, senza ulteriori elementi, l'iscrizione a ruolo.
- La cartella di pagamento deve contenere informazioni sufficienti a permettere al contribuente di verificare l'origine, il titolo e la correttezza della pretesa; l'indicazione generica del codice tributo e dell'anno può non essere sufficiente.
- Quando la cassazione accoglie motivi processuali o relativi alla motivazione dell'atto, la questione sostanziale sulla debenza dell'imposta può rimanere assorbita e dovrà eventualmente essere riesaminata dal giudice di rinvio.
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