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Sentenza

Sentenza del 24/06/2022 n. 7650 - Comm. Trib. Prov. Roma

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

la ricorrente ha chiesto il rimborso di Euro 56.266,94 relativo a versamenti effettuati per l'IRBA (imposta regionale sulla benzina per autotrazione) per gli anni 2016-2020, sostenendo che l'imposta fosse indebitamente versata e richiamando l'art. 14 D.Lgs. 504/95 (rimborso accise indebitamente versate) e la direttiva CE 118/08 che, secondo la ricorrente, escluderebbe il versamento di tale imposta

La decisione

la Commissione ha respinto il ricorso ritenendolo infondato. Ha motivato che la direttiva CE 118/08 non è direttamente esecutiva e non obbliga gli Stati membri ad abolire l'imposizione regionale; gli Stati e le Regioni conservano discrezionalità in materia fiscale. Ha inoltre osservato che l'IRBA è tributo regionale istituito nel 2011 e non ha efficacia retroattiva, e che l'abrogazione dell'IRBA nella legge di bilancio 2021 non produce effetti sui periodi 2016-2020. La Commissione ha richiamato precedenti decisioni (ex multis, CTP Roma 3165/16/20) e ritenuto assente una violazione costituzionale. Spese compensate

Norme richiamate

  • Direttiva CE 118/08

    la direttiva suggeriva l'abolizione dell'imposta ma non è stata ritenuta direttamente applicabile/efficace per imporre agli Stati membri di eliminare l'IRBA; quindi non fonda diritto al rimborso

  • art. 14, D.Lgs. 504/95

    richiamato dalla ricorrente come norma sul rimborso di accise indebitamente versate; la Commissione non ha ritenuto che da tale richiamo derivasse diritto al rimborso per l'IRBA nei fatti dedotti

  • legge di bilancio 2021 (abrogazione IRBA)

    l'abrogazione è stata valutata priva di efficacia retroattiva: non genera automaticamente diritto a rimborsi per gli anni antecedenti alla modifica normativa

  • Costituzione (artt. 3, 53, 117, 119)

    la Commissione non ha ritenuto violati i principi costituzionali invocati; il federalismo fiscale consente trattamenti fiscali differenziati fra Regioni

  • Giurisprudenza di merito (CTP Roma, ex multis 3165/16/20)

    giurisprudenza consolidata di merito che ha già rigettato istanze di rimborso analoghe; la Commissione ne ha condiviso gli indirizzi

Massime di principio

  • Una direttiva comunitaria che non sia direttamente efficace non può di per sé creare un diritto al rimborso nei confronti di norme fiscali interne; verificare sempre i requisiti della diretta applicabilità della direttiva prima di fondare un ricorso
  • Le imposte regionali istituite in base alla normativa sul federalismo fiscale sono legittime salvo conflitto concreto e manifesto con norme superiori; la mera disparità fiscale fra Regioni non è automaticamente incostituzionale
  • L'abrogazione o modifica di una tassa con effetto dal futuro non produce automaticamente effetti retroattivi: per ottenere rimborsi occorre una norma che disponga espressamente la retroattività o dimostrare l'illegittimità del tributo nei periodi contestati
  • Per successo nella richiesta di rimborso occorre provare l'illegittimità concreta del prelievo (es. violazione diretta di una norma cogente, mancanza di competenza, o applicazione contraria a diritto comunitario direttamente efficace)
  • In presenza di contrasto giurisprudenziale consolidato a favore dell'amministrazione, è probabile la respinta del ricorso e può essere disposta la compensazione delle spese

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