Sentenza n. 981/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento quanto ad entrambi i ricorsi: a – dell'ingiunzione prot. 001506 del 13.02.2023 notificata il 16.02.2023, con cui il Settore Urbanistica del Comune di Teggiano, nella persona del responsabile p.t. ha intimato al ricorrente il pagamento della sanzione pecuniaria di € 20.000,00, ai sensi dell'art. 31 DPR 380/01 per la mancata ottemperanza all'Ordinanza 27 del 2021 rilevando l'avvenuta acquisizione gratuita dell'area di cui all'opera 1) del verbale di sopralluogo dell'UTC del settore urbanistica del 9.3.2017 e che tale atto è titolo per il Comune di Teggiano per l'immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari; b - della comunicazione di avvio del procedimento prot. 234/23; c – ove occorra, dell'Ordinanza 11/17 del 9.3.2017 prot. 2031 di riduzione in pristino mediante demolizione per opere realizzate in assenza di permesso di costruire e dell'Ordinanza 23/2017 dell'8.6.2017 di sospensione dell'esecutività dell'ordinanza 11/17; d – ove occorra, dell'Ordinanza 66/17 di revoca della sospensione dell'esecutività dell'Ordinanza 11/17 per negativo esito della istanza di sanatoria con proroga di cui all'Ordinanza 711/20 – e – ove occorra, del diniego del permesso di costruire in sanatoria prot. 10018/2019; f – ove occorra, dell'Ordinanza di dar seguito all'Ordine di demolizione di cui all'Ordinanza n. 66/19 relativamente alle opere non ancora demolite; g – ove occorra, dell'Ordinanza n. 27 del 2021 – dell'Ordinanza 72/2019 di sospensione dell'esecutività dell'ordinanza 66/19; h – ove occorra, dell'Ordinanza 27/2021 di revoca dell'ordinanza di sospensione 72/19; i - del verbale di sopralluogo del Comando di Polizia Municipale 3/2023, non conosciuto; l - dei verbali di sopralluogo dell'UTC del settore urbanistica del 9.3.2017 e del 4.3.2.20 n. 2185, non conosciuti; m – della nota prot 2237del 5.3.2020 di dar seguito all'ordine di demolizione di cui all'ordinanza n. 66/2019; n – della delibera del Commissario straordinario 17/2016, non conosciuta, ove lesiva; o - di tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e consequenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Provvedimento comunale che ha accertato l’inottemperanza all’ordine di demolizione, intimato il pagamento di una sanzione di 20.000 euro e disposto l’acquisizione gratuita dei beni e di un’area ulteriore al patrimonio comunale
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
Due ricorsi, proposti da distinti destinatari degli atti repressivi e riuniti per identità di oggetto e censure, hanno impugnato il provvedimento comunale n. 1506 del 13 febbraio 2023 e gli atti presupposti. I ricorrenti hanno dedotto: l’omessa comunicazione del verbale di sopralluogo della polizia municipale del 2 gennaio 2023; la genericità del provvedimento, per mancata indicazione degli estremi catastali delle opere da acquisire, dell’area di sedime e dei criteri di determinazione dell’area ulteriore di 3.075 mq; l’immotivata applicazione della sanzione pecuniaria nella misura massima prevista dalla legge. Il giudizio dava atto dell’inottemperanza all’ordine di demolizione entro il termine di 90 giorni.
La decisione
Il TAR ha riunito i ricorsi e li ha accolti solo parzialmente. Ha respinto la censura relativa all’omessa comunicazione del verbale di sopralluogo, rilevando che la mancata ottemperanza all’ordine di demolizione era incontestata e che l’acquisizione gratuita del bene abusivo e della relativa area di sedime si verifica ipso facto, senza necessità di uno specifico provvedimento acquisitivo. Ha respinto anche la censura sulla sanzione pecuniaria, ritenendo giustificata l’applicazione della misura massima dall’ubicazione dell’abuso nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, territorio sottoposto a vincolo paesaggistico. Ha invece accolto parzialmente la censura sulla genericità dell’atto: non è necessario indicare nuovamente gli estremi fisici o catastali dei beni abusivi e dell’area di sedime, ricavabili dall’ordinanza di demolizione, ma è necessaria una motivazione puntuale quando l’acquisizione si estenda ad aree ulteriori rispetto al sedime. Poiché il provvedimento non motivava l’acquisizione dell’area ulteriore di 3.075 mq, il TAR lo ha annullato limitatamente a tale parte. Le spese sono state compensate per reciproca soccombenza.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
Disciplina le conseguenze dell’inottemperanza all’ordine di demolizione, compresa l’acquisizione gratuita del bene abusivo e dell’area di sedime e l’applicazione della sanzione pecuniaria.
art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001
Consente l’applicazione della sanzione pecuniaria; nel caso concreto la sanzione nella misura massima è stata ritenuta giustificata dalla collocazione dell’abuso in area sottoposta a vincolo paesaggistico.
Massime di principio
- L’acquisizione gratuita del bene abusivo e della relativa area di sedime, quale conseguenza dell’inottemperanza all’ordine di demolizione entro il termine previsto, si verifica ipso facto e non richiede un autonomo provvedimento costitutivo di acquisizione.
- Gli estremi fisici o catastali del manufatto abusivo e della relativa area di sedime possono essere ricavati dall’ordinanza di demolizione; la loro mancata ripetizione nel successivo atto di accertamento dell’inottemperanza non determina, di per sé, l’illegittimità dell’atto.
- L’estensione dell’acquisizione gratuita ad aree ulteriori rispetto all’area di sedime richiede una motivazione puntuale, che individui e giustifichi la necessità e la misura dell’area ulteriore acquisita.
- La sanzione pecuniaria prevista per l’inottemperanza all’ordine di demolizione può essere applicata nella misura massima quando l’abuso sia situato in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, quale quella ricompresa in un parco nazionale.
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