Sentenza del 27/01/2016 n. 1494 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Friuli che aveva annullato l'avviso di liquidazione relativo alla decadenza dalle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa. Ha dedotto, da un lato, che il requisito richiesto dalla normativa consiste nel trasferimento della residenza anagrafica nel Comune in cui si trova l'immobile entro 18 mesi dall'acquisto, non essendo sufficiente la mera residenza di fatto; dall'altro, che l'impossibilità, per il contribuente impiegato presso una base NATO, di ottenere l'iscrizione anagrafica non costituiva causa di forza maggiore, poiché tale circostanza era prevedibile e conosciuta.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale e rinviato la causa ad altra sezione della medesima Commissione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha escluso che il particolare regime anagrafico applicabile al personale delle basi NATO integrasse, di per sé, una causa di forza maggiore, poiché mancavano i requisiti di imprevedibilità e inevitabilità. Tuttavia, ha precisato che, ai fini dell'agevolazione prima casa, il requisito della residenza può essere valutato con riferimento alla residenza della famiglia: la coabitazione con il coniuge nell'immobile può essere sufficiente, anche se il singolo acquirente non ha trasferito la propria residenza anagrafica. Il giudice del rinvio dovrà quindi accertare se la moglie avesse trasferito la residenza nell'immobile e se l'acquisto fosse stato effettuato in regime di comunione.
Norme richiamate
D.P.R. n. 131 del 1986, art. 1, nota II-bis, tariffa, parte prima
L'agevolazione è subordinata all'acquisto di un'unità immobiliare da destinare a propria abitazione e all'impegno a stabilire la residenza nel Comune in cui è ubicato l'immobile entro diciotto mesi.
Il trasferimento della residenza anagrafica entro 18 mesi costituisce un obbligo del contribuente e un elemento costitutivo dell'agevolazione prima casa, salvo il caso di forza maggiore sopravvenuta.
L. n. 549 del 1995, art. 3, comma 131, come modificato dalla L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 12
Il contribuente può impegnarsi nell'atto di acquisto a stabilire la residenza nel Comune entro il termine di diciotto mesi.
La dichiarazione resa nell'atto di acquisto comporta l'obbligo di trasferire la residenza nel termine previsto dalla legge.
L. n. 1335 del 1955, art. 1, lett. b)
Disciplina il particolare regime applicabile ai militari e ai civili che lavorano presso le basi NATO in Italia.
Il regime anagrafico speciale del personale delle basi NATO non costituisce automaticamente causa di forza maggiore, perché, se conosciuto o prevedibile al momento dell'acquisto, non presenta i requisiti di imprevedibilità e inevitabilità.
Codice civile, art. 144
I coniugi concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa.
Ai fini dell'agevolazione prima casa, può assumere rilievo prevalente la residenza della famiglia rispetto alla residenza individuale del singolo coniuge.
Costituzione, art. 29
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
La disciplina tributaria deve essere interpretata, per quanto possibile, in coerenza con la tutela costituzionale della famiglia, valorizzando la residenza del nucleo familiare.
Cass. n. 14237/2000; Cass. n. 16355/2013; Cass. n. 2109/2009
Il requisito della residenza va riferito alla famiglia; la coabitazione con il coniuge può soddisfare il requisito della residenza ai fini tributari.
Quando l'immobile è destinato a residenza familiare, non è necessariamente decisiva la residenza anagrafica di ciascun acquirente, purché siano provati la residenza del coniuge o della famiglia nell'immobile e, secondo il caso, il regime di comunione.
Cass. n. 4800/2015
La forza maggiore richiede imprevedibilità e inevitabilità dell'evento.
La decadenza dall'agevolazione può essere esclusa solo per un impedimento sopravvenuto, non imputabile al contribuente e oggettivamente imprevedibile e inevitabile.
Massime di principio
- Per conservare l'agevolazione prima casa, l'acquirente deve trasferire la residenza anagrafica nel Comune dell'immobile entro 18 mesi, salvo un impedimento sopravvenuto dotato dei requisiti rigorosi della forza maggiore.
- La mera residenza di fatto o la stabile abitazione nell'immobile non sono normalmente sufficienti se manca il trasferimento anagrafico, salvo che trovi applicazione il principio della residenza familiare.
- Nel caso di acquisto effettuato da coniugi, il requisito può essere soddisfatto dalla residenza della famiglia o del coniuge nell'immobile, soprattutto quando l'acquisto è avvenuto in regime di comunione; tale circostanza deve però essere adeguatamente provata.
- Un regime lavorativo o anagrafico speciale conosciuto prima dell'acquisto, come quello del personale delle basi NATO, normalmente non integra forza maggiore, perché manca l'imprevedibilità dell'impedimento.
- Il giudice deve esaminare concretamente il regime patrimoniale dei coniugi, la residenza effettiva e anagrafica del nucleo familiare e il collegamento dell'immobile con la vita familiare, senza limitarsi a constatare la semplice presenza fisica nell'abitazione.
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