Regolamento (UE) 2016/2376
Regolamento delegato (UE) 2016/2376 della Commissione, del 13 ottobre 2016, che istituisce un piano di rigetto per i molluschi bivalvi Venus spp. nelle acque territoriali italiane
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl regolamento delegato istituisce un piano di rigetto per la pesca dei molluschi bivalvi Venus spp. nelle acque territoriali italiane, dando attuazione all’obbligo di sbarco previsto dal regolamento (UE) n. 1380/2013. Stabilisce una deroga alla taglia minima di riferimento per la conservazione, fissandola a 22 mm, e impone alle autorità italiane di trasmettere e aggiornare un elenco delle navi interessate. La misura è temporanea e si applica per un periodo limitato dal 1o gennaio 2017 al 31 dicembre 2019.
Piano di rigetto per i molluschi bivalvi Venus spp. nelle acque territoriali italiane, con deroga sulla taglia minima di riferimento e obblighi di elenco delle navi.
Ambito di applicazione
Si applica alla pesca di Venus spp. nelle acque territoriali italiane, nell’ambito dell’obbligo di sbarco previsto dalla politica comune della pesca. Riguarda le navi autorizzate alla pesca di Venus spp. con draghe idrauliche e le autorità italiane competenti alla loro individuazione e alla trasmissione dell’elenco alla Commissione. La disciplina opera dal 1o gennaio 2017 al 31 dicembre 2019; l’articolo 3 si applica dalla data di entrata in vigore. Non disciplina altre specie o altre zone di pesca.
Piano di rigetto per i molluschi bivalvi Venus spp. nelle acque territoriali italiane
Il regolamento delegato istituisce, per un periodo limitato, un piano di rigetto relativo alla pesca dei molluschi bivalvi Venus spp. nelle acque territoriali italiane. L’atto si inserisce nel quadro della politica comune della pesca e dà attuazione all’obbligo di sbarco, sulla base di una raccomandazione presentata dall’Italia previa consultazione del MEDAC e valutata anche dallo CSTEP.
Contesto normativo e finalità
Il regolamento (UE) n. 1380/2013 mira alla progressiva eliminazione dei rigetti mediante l’obbligo di sbarco delle catture di specie soggette a limiti di cattura. L’articolo 15, paragrafo 6, del medesimo regolamento consente alla Commissione di adottare piani di rigetto tramite atti delegati per un periodo non superiore a tre anni, eventualmente includendo misure tecniche. Inoltre, l’articolo 15 bis del regolamento (CE) n. 1967/2006 consente di fissare taglie minime di riferimento per la conservazione per le specie soggette all’obbligo di sbarco.
Ambito di applicazione
La disciplina riguarda esclusivamente la pesca di Venus spp. nelle acque territoriali italiane. È rilevante per le navi autorizzate a operare con draghe idrauliche e per le autorità italiane incaricate di individuare i soggetti interessati e di comunicare l’elenco alla Commissione. Il regolamento non si estende ad altre specie, né ad altri compartimenti geografici o attività di pesca.
Taglia minima di riferimento per la conservazione
L’articolo 2 introduce una deroga alla taglia minima prevista dall’allegato III del regolamento (CE) n. 1967/2006 e fissa per le Venus spp. una taglia minima di riferimento per la conservazione pari a 22 mm di lunghezza totale. La misurazione deve essere effettuata conformemente all’allegato IV dello stesso regolamento. La scelta è giustificata, secondo i considerando, dal fatto che le Venus spp. presentano un alto tasso di sopravvivenza e che la riduzione rispetto ai 25 mm originari non dovrebbe incidere in modo significativo sulla protezione del novellame.
Elenco delle navi e obblighi amministrativi
Per garantire il controllo dell’attuazione dell’obbligo di sbarco, le autorità italiane devono determinare le navi soggette alla misura e trasmettere alla Commissione, entro il 31 dicembre 2016, l’elenco di tutte le navi autorizzate alla pesca di Venus spp. con draghe idrauliche nelle acque territoriali italiane. La trasmissione avviene tramite il sito web sicuro dell’Unione per il controllo, e l’elenco deve essere costantemente aggiornato.
Durata, entrata in vigore e applicazione
Il regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La sua applicazione sostanziale decorre dal 1o gennaio 2017 e cessa il 31 dicembre 2019, in coerenza con il limite temporale di tre anni previsto dall’articolo 15, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1380/2013. L’articolo 3, relativo all’elenco delle navi, si applica già dalla data di entrata in vigore.
Disposizioni principali
Oggetto e base giuridica
Il regolamento definisce disposizioni dettagliate per l’attuazione dell’obbligo di sbarco applicabile alla pesca di Venus spp. nelle acque territoriali italiane, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (UE) n. 1380/2013.
Taglia minima di riferimento per la conservazione
In deroga all’allegato III del regolamento (CE) n. 1967/2006 e ai fini dell’articolo 15, paragrafo 11, del regolamento (UE) n. 1380/2013, la taglia minima di riferimento per la conservazione delle Venus spp. nelle acque territoriali italiane è fissata a 22 mm di lunghezza totale. La misurazione deve avvenire secondo l’allegato IV del regolamento (CE) n. 1967/2006.
Elenco delle navi interessate
Le autorità italiane determinano le navi soggette all’obbligo di sbarco. Entro il 31 dicembre 2016 devono trasmettere alla Commissione, tramite il sito web sicuro dell’Unione per il controllo, l’elenco di tutte le navi autorizzate alla pesca di Venus spp. con draghe idrauliche nelle acque territoriali italiane, mantenendolo costantemente aggiornato.
Entrata in vigore e applicazione temporale
Il regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Si applica dal 1o gennaio 2017 al 31 dicembre 2019. L’articolo 3 si applica già dalla data di entrata in vigore.
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