Cassazione Civile, Sentenza n. 16573/2021 del 11/06/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Ufficio emise avvisi di accertamento per gli anni 2005-2006 recuperando IVA detratta da Top Casalinghi su fatture ritenute relative a operazioni soggettivamente inesistenti emesse da presunte "cartiere" (Aqua Project, Arca Rappresentanze, Maxmet). La CTP respinse i ricorsi dell'azienda; la CTR accolse l'appello della società ritenendo dimostrata l'effettività delle operazioni in forza di documentazione contabile, pagamenti e riscontri della Polizia tributaria, e quindi ammettendo il diritto alla detrazione. L'Agenzia impugnò in Cassazione deducendo numerosi vizi: falsa applicazione di norme IVA (art. 19 e 21 d.P.R. 633/1972), violazioni delle regole probatorie (artt. 2697, 2727, 2729 c.c.), carenze e omissioni motivazionali e di esame di fatti decisivi (art. 360 c.p.c. e art. 36 d.lgs. 546/1992), nonché extrapetizione e apoditticità sul tema dell'effettiva operatività delle presunte cartiere e sull'onere della prova circa l'ignoranza incolpevole del contribuente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso dell'Agenzia: ha ritenuto fondati numerosi motivi (primo, secondo, terzo, quarto, quinto, settimo, ottavo, nono, dodicesimo, tredicesimo, sedicesimo, diciassettesimo, diciannovesimo, ventunesimo e ventitreesimo), ha dichiarato inammissibili alcuni motivi (sesto, decimo, undicesimo, quattordicesimo, diciottesimo, ventesimo e ventiduesimo) e ha assorbito il quindicesimo. La sentenza della CTR è stata cassata e la causa rinviata alla CTR della Lombardia, sez. dist. di Brescia, in diversa composizione, per un nuovo esame dell'appello e dell'appello incidentale, con istruzioni a osservare i principi di diritto indicati dalla Cassazione (corretta ripartizione dell'onere della prova, valutazione analitica e poi sintetica degli indizi, rispetto del "minimo costituzionale" della motivazione) e con esito da pronunciare anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
d.P.R. n. 633/1972, art. 19
La Corte ha ritenuto che la CTR abbia erroneamente applicato l'art. 19 riconoscendo la detrazione IVA a fronte di fatture che documentavano cessioni di beni, non un'operazione di mera intermediazione; la valutazione dell'operatività dei fornitori non poteva giustificare una diversa qualificazione giuridica delle fatture senza adeguata istruttoria
d.P.R. n. 633/1972, art. 21
Norma richiamata in tema di documentazione e rilevanza fiscale delle fatture; la Cassazione segnala che la regolarità formale delle fatture non esclude di per sé la sussistenza di indizi di simulazione o di "cartiera"
codice civile, art. 2697
Richiama la ripartizione dell'onere della prova: la Corte ha ribadito che l'Agenzia deve fornire elementi idonei (indizi di gravità, precisione e concordanza) per far scattare l'onere probatorio in capo al contribuente
codice civile, artt. 2727 e 2729
Norme sulle presunzioni e sulla valutazione della prova: la Cassazione ha censurato la CTR per non aver valutato correttamente gli indizi secondo il criterio della gravità, precisione e concordanza e per non avere svolto la valutazione analitica e poi globale degli elementi presuntivi
codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5
La Corte ha applicato la disciplina (post riforma) che limita il sindacato di legittimità all'omesso esame di fatti controversi e decisivi; ha delimitato l'ammissibilità dei motivi di cassazione richiamando questa regola
d.lgs. n. 546/1992, art. 36
Richiamato in relazione al requisito del "minimo costituzionale" della motivazione: la Corte ha rilevato motivazione apodittica e insufficiente della CTR in violazione di questo principio
codice di procedura civile, art. 112
Richiamato in relazione al divieto di extrapetizione: la Cassazione ha censurato la CTR per essere uscita dal perimetro delle domande e delle deduzioni delle parti
Costituzione, art. 111, comma 6
Riferimento al principio del giusto processo e al contenuto minimo della motivazione che il giudice deve dare per consentire il controllo di legittimità
Massime di principio
- In tema di operazioni soggettivamente inesistenti l'Ufficio deve fornire indizi concreti e circostanziati (gravezza, precisione e concordanza) per innescare l'onere della prova a carico del contribuente
- La mera regolarità formale di fatture, la loro contabilizzazione e i pagamenti non sono di per sé sufficienti a escludere la possibilità di frodi (es. caroselli); il giudice deve valutare gli elementi nel loro complesso
- Il giudice deve procedere in due momenti: valutazione analitica degli indizi (scartare quelli irrilevanti) e valutazione complessiva per verificare se la combinazione produca prova presuntiva convincente; la motivazione deve rendere esplicito il criterio logico seguito
- Dopo la riforma dell'art. 360 c.p.c., in cassazione è sindacabile l'omesso esame di fatti controversi e decisivi, non le censure generiche di insufficiente motivazione; occorre dunque articolare attentamente i motivi di gravame
- Non è ammissibile reinterpretare qualificazioni fattuali delle fatture (es. trasformare cessioni in intermediazioni) senza adeguata istruttoria e motivazione che spieghi la diversa qualificazione
- Se emergono elementi indicativi di "cartiera" (assenza di locali, trasporti diretti, uso di utenze comuni, elevati volumi) il giudice deve esaminarli specificamente e motivare l'eventuale esclusione del loro valore indiziario
- L'eventuale deduzione della ignoranza incolpevole del contribuente deve essere proposta e discussa dalle parti: il giudice non può decidere su questioni che non sono state dedotte senza motivazione adeguata
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