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Ordinanza

Ordinanza n. 2034/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di respingimento dell’istanza di rilascio del permesso di soggiorno in quanto manifestamente infondata emesso dal Questore di Napoli il 16/02/2026 e notificato a mezzo pec del procuratore costituito il 24/04/2026, nonchè di ogni altro atto preordinato, connesso e consequenziale.

Giustizia amministrativa202604416

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del rilascio del permesso di soggiorno, ritenuto manifestamente infondato, adottato dal Questore di Napoli

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Questore di Napoli ha respinto l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare ha dedotto, secondo quanto emerge dall'ordinanza, l'effettivo svolgimento del rapporto di lavoro collegato al contratto di soggiorno, comprovato dal modello Unilav, ancorché tardivamente denunciato, dalla dichiarazione del datore di lavoro originario che aveva richiesto il nulla osta all'ingresso e dalla percezione di redditi ritenuti idonei. Tali circostanze sarebbero state rappresentate all'Amministrazione nel contraddittorio procedimentale instaurato mediante comunicazione dei motivi ostativi del 10 gennaio 2026. Il ricorrente ha lamentato che l'Amministrazione non abbia adeguatamente valutato tali elementi, inclusa l'esistenza del rapporto di lavoro originario.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo ravvisabili i presupposti per la tutela richiesta sulla base di una sommaria valutazione propria della fase cautelare. In particolare, ha rilevato che il ricorrente sembra aver fornito un principio di prova dell'effettivo svolgimento del rapporto di lavoro relativo al contratto di soggiorno, nonostante la tardività della relativa denuncia, mediante il modello Unilav, la dichiarazione del datore di lavoro originario e la documentazione relativa alla percezione di redditi idonei. Il Collegio ha inoltre evidenziato che tali circostanze erano state rappresentate all'Amministrazione durante il contraddittorio procedimentale, ma risultavano sostanzialmente non considerate nella decisione impugnata. La mancata valutazione è stata ritenuta particolarmente significativa anche in ragione della presenza, assistita da un principio di prova, del rapporto di lavoro originario. L'ordinanza non definisce il merito della controversia: ha disposto la prosecuzione del giudizio con fissazione dell'udienza pubblica del 6 luglio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base per la decisione sulla domanda cautelare; il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti per concedere la tutela richiesta sulla base di una sommaria deliberazione.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la dimostrazione mediante un principio di prova dell'effettivo svolgimento del rapporto di lavoro rilevante per il rilascio del permesso di soggiorno può assumere rilievo ai fini della sospensione del diniego, anche quando la denuncia del rapporto sia avvenuta tardivamente.
  • L'Amministrazione deve valutare in modo effettivo e non apparente gli elementi e le circostanze rappresentati dall'interessato nel contraddittorio procedimentale instaurato mediante comunicazione dei motivi ostativi.
  • La mancata considerazione di elementi istruttori potenzialmente decisivi, quali la documentazione dell'effettivo rapporto di lavoro, la dichiarazione del datore originario e la percezione di redditi idonei, può giustificare la concessione della tutela cautelare contro il diniego del permesso di soggiorno.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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