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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16391/2025 del 30/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli (22/01/2025) che, in parziale accoglimento dell'appello del Pubblico Ministero, ha disposto la custodia cautelare in carcere per reati connessi a bancarotta societaria documentale e patrimoniale e autoriciclaggio. Il ricorrente ha proposto due motivi: (1) incompatibilità e aspecificità dell'appello dell'Ufficio requirente che non avrebbe confrontato il decisivo argomento del giudice per le indagini preliminari (decorso del tempo) e perciò avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile; (2) vizio di motivazione e difetto dei presupposti del periculum libertatis: secondo la difesa il Tribunale avrebbe basato il rischio di reiterazione su affermazioni apodittiche, su modalità di commissione «gravi» non adeguatamente provate, e su precedenti penali remoti, oltre a ignorare il corretto comportamento del ricorrente durante il periodo precedente e l'esistenza di misure non custodiali adottate per altri concorrenti.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Ha ritenuto fondata e congrua la motivazione del Tribunale di Napoli che aveva accertato gravi indizi di colpevolezza (bancarotta societaria documentale e patrimoniale, autoriciclaggio) e una permanenza di capacità operativa del sistema illecito dell'indagato. La Corte ha ritenuto ammissibile l'appello del Pubblico Ministero e non ha riscontrato contraddittorietà logica o manifesta illogicità nella valutazione del pericolo di reiterazione: la complessiva struttura aziendale occulta tramite prestanome, l'uso di professionisti e l'esistenza di amministratori disponibili (anche congiunti) giustificano la misura intramuraria e la necessità di interrompere i contatti. È stato altresì ribadito che la valutazione delle esigenze cautelari è autonoma per ciascun indagato, giustificando misure difformi rispetto ai coindagati. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; la cancelleria curerà gli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento al concorso di persone nel reato: la imputazione riguarda partecipazioni plurime e concorsuali nelle condotte delittuose, elemento valutato nel quadro della gravità indiziaria

  • art. 223, primo comma (in relazione all'art. 216 r.d. 16 marzo 1942, n. 267)

    Norme richiamate nel quadro dei reati fallimentari/bancarotta: la contestazione coinvolge fattispecie previste dal regio decreto in materia fallimentare, con riferimento agli specifici presupposti di bancarotta

  • art. 648-ter.1 cod. pen.

    Norma sull'autoriciclaggio: impiegata per censire il reimpiego di proventi illeciti in attività economiche, anche con condotta qualificata come 'permanente'

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata per la forma di riassunto dei motivi di ricorso in Cassazione

  • artt. 591, lett. c) e 581 cod. proc. pen.

    Riferimenti alle norme sulla impugnazione e sui motivi di cassazione: il ricorso deduce violazioni processuali in ordine all'inammissibilità dell'appello e ai limiti del controllo di merito

  • artt. 274, lett. c) e 275 cod. proc. pen.

    Norme sulle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione) e sul contenuto della motivazione del provvedimento cautelare: la valutazione del caso è stata operata facendo riferimento ai criteri di cui a tali articoli

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Si cita in rapporto ai canoni normativi di valutazione della prova: la Corte ricorda che la manifesta illogicità della motivazione attiene alla violazione dei criteri di valutazione della prova codificati

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiamato specificamente per sottolineare che la prognosi di pericolo di recidiva si fonda anche su profili personali e non solo su elementi comuni ai coindagati

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che regola la condanna alle spese in caso di rigetto del ricorso: il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali

  • art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.

    Richiama adempimenti esecutivi a carico della cancelleria in seguito alla decisione

Massime di principio

  • Il sindacato della Corte di Cassazione sulla congruità delle esigenze cautelari è limitato: non può sostituirsi al giudice di merito per una rivalutazione ex novo degli elementi indiziari salvo casi di manifesta illogicità o violazione di legge.
  • La gravità indiziaria e il pericolo di reiterazione possono essere fondati anche su elementi strutturali e organizzativi (uso di prestanome, disponibilità di società e capitali, ruoli di parenti/fidati) che dimostrano una capacità operativa permanente, indipendentemente dal decorso temporale delle singole condotte.
  • La specificità dell'appello del pubblico ministero deve essere valutata nei termini della concreta indicazione dei punti censurati: un appello che indica i profili critici in modo adeguato è ammissibile e può validamente sostenere la misura cautelare impugnata.
  • La posizione cautelare dei singoli indagati è autonoma: la presenza di misure non custodiali per altri concorrenti non invalida automaticamente la scelta della custodia per un soggetto la cui situazione personale e storica giustifichi un diverso equilibrio cautelare.
  • Per contestare la motivazione in Cassazione occorre dimostrare la violazione di specifiche norme o la manifesta illogicità della motivazione; la mera proposta di una diversa valutazione degli elementi di fatto non è sufficiente.

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