Sentenza n. 2708/2026 - Catania, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento di diniego prot. n. 00993 del 16/01/2026, comunicato in data 11/03/2026, relativo all’istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36-bis DPR 380/2001, per la regolarizzazione delle opere realizzate in difformità alla SCIA alternativa al PdC prot. 19582 del 23/12/2021, nel fabbricato sito in via Marina Piccolo della loc. Ponte Naso, censito al NCEU al foglio di mappa 1 part. 616;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001 per opere realizzate in difformità da una SCIA alternativa al permesso di costruire
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato il diniego relativo alla regolarizzazione di una tettoia in cemento armato di 45,80 mq, di una piscina e di manufatti accessori (locale tecnico/ripostiglio e tettoia in legno), realizzati presso un immobile in località Ponte Naso. Ha dedotto: erronea applicazione dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, per non aver considerato la disponibilità a eseguire interventi di rimozione o adeguamento; violazione del procedimento previsto per le aree vincolate, per non avere attivato la valutazione urbanistica e richiesto il parere della Soprintendenza; erronea qualificazione delle opere come nuove costruzioni anziché pertinenze; mancata applicazione della conformità asimmetrica; omessa valutazione delle osservazioni presentate in risposta al preavviso di rigetto; difetto di istruttoria e motivazione. Il Comune ha sostenuto che le opere non erano pertinenziali e ricadevano in area soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta, che non era ammissibile una sanatoria condizionata e che il subprocedimento paesaggistico non doveva essere avviato in presenza di una preclusione urbanistica preliminare.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto decisivo che tutte le opere ricadessero nella fascia di inedificabilità assoluta prevista dall’art. 15, lett. a), l.r. Sicilia 78/1976, che impedisce incrementi volumetrici e preclude la sanatoria. La tettoia in cemento armato, per struttura e dimensioni, non poteva essere ricondotta a una mera opera pertinenziale priva di incremento volumetrico; la piscina non rientrava tra le opere destinate alla diretta fruizione del mare e il vincolo assoluto era ostativo; per il locale ripostiglio la ricorrente non aveva fornito i dati necessari a dimostrare il rapporto di accessorietà e proporzione rispetto all’edificio principale; per la tettoia in legno mancava documentazione che comprovasse la dedotta preesistenza o legittimazione. Esclusa la natura pertinenziale di tutte le opere, esse risultavano precluse dalla disciplina del vincolo. Il TAR ha quindi considerato assorbenti tali ragioni e non decisive le doglianze sulle modalità del procedimento ex art. 36-bis, sulla conformità asimmetrica, sul parere della Soprintendenza e sulla valutazione delle memorie. Ha inoltre rilevato che la tettoia in cemento armato, valutata unitariamente nell’intervento, comportava comunque la preclusione anche per le ulteriori opere. La società è stata condannata a rifondere al Comune le spese, liquidate in euro 4.746,00 oltre accessori.
Norme richiamate
art. 15, lett. a), l.r. Sicilia 78/1976
ciò che determina la legittimità del provvedimento contestato è il regime di vincolo assoluto discendente dalla lettera a) dell’art. 15 della L. R. n. 78/1976 dell’area dove sono stati realizzati gli interventi edilizi oggetto del denegato accertamento di conformità, che esclude in radice la possibilità di realizzare incrementi volumetrici, così come non può in alcun modo escludersi essersi verificato a fronte della edificazione di una “tettoia adiacente al fabbricato, realizzata con struttura portante in c.a. e superficie coperta di 45,80 mq.”.
Il vincolo di inedificabilità assoluta nella fascia costiera preclude la sanatoria di interventi che comportino incrementi volumetrici, compresa una tettoia in cemento armato di rilevanti dimensioni.
art. 36-bis d.P.R. 380/2001
Sicchè tutte le doglianze attoree si infrangono contro la assoluta impossibilità di sanatoria discendente da tale norma, la quale toglie qualunque rilevanza giuridica alle modalità di svolgimento del sotteso procedimento ed al modo in cui il Comune intimato avrebbe dovuto fare applicazione nel caso di specie dell’art. 36 bis del D.P.R. n. 380/2001.
Quando un vincolo assoluto esclude in radice la sanabilità delle opere, le questioni relative alle modalità del procedimento di accertamento di conformità ex art. 36-bis non incidono sulla legittimità del diniego.
art. 817 c.c.
il concetto di pertinenza urbanistica è dunque più ristretto rispetto a quello di pertinenza civilistica di cui all'art. 817 c.c., essendo applicabile tale nozione, in uno al relativo regime giuridico, sol ad opere di modesta entità, accessorie ad un'opera principale
La pertinenza urbanistica è nozione più ristretta di quella civilistica e riguarda opere di modesta entità, accessorie all’opera principale; la verifica richiede elementi che consentano di valutare il rapporto tra le dimensioni dell’opera accessoria e quelle dell’edificio.
Massime di principio
- Il vincolo di inedificabilità assoluta previsto per la fascia costiera dall’art. 15, lett. a), l.r. Sicilia 78/1976 preclude la sanatoria di opere che comportino incrementi volumetrici; la preclusione rende non decisive le censure sulle modalità di svolgimento del procedimento di accertamento di conformità.
- La pertinenza urbanistica richiede un’opera di modesta entità, funzionalmente accessoria e proporzionata all’edificio principale; chi invoca tale qualificazione deve fornire gli elementi necessari per verificare il rapporto dimensionale tra i manufatti.
- La natura dell’intervento edilizio deve essere valutata unitariamente nel suo complesso e non mediante la separazione dei singoli componenti; un’opera che determina un incremento volumetrico può quindi incidere sulla sanabilità delle ulteriori opere realizzate nell’ambito del medesimo intervento.
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